Credits: Foto: Nicola Vaglia/La Presse
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Addio a Vittorio Gregotti

È mancato oggi, domenica 15 marzo 2020, l'architetto e urbanista Vittorio Gregotti, presumibilmente a causa del Coronavirus.

Classe 1927, fu un esponente del Razionalismo Italiano: «Concepì l'architettura come una prospettiva: sull'intero mondo e sull'intera vita», commenta Stefano Boeri in un post su Facebook.

Tra le sue opere più celebri, la prima sala della Triennale di Milano (progettata nel 1951 insieme a quello che considerava il suo maestro, Ernesto Nathan Rogers), gli stadi di Barcellona e Genova, il Teatro degli Arcimboldi e il nuovo edificio universitario della Bicocca di Milano, il controverso quartiere ZEN di Palermo, contestatissimo, tanto che Massimiliano Fuksas ne propose la demolizione. Gregotti, attribuì sempre il fallimento del progetto alle infiltrazioni mafiose nella fase di appalto. Durante l'ultima edizione della biennale d'arte Manifesta, divenne teatro dall'installazione Becoming Garden dello studio di progettazione parigino Coloco, che trasformò il quartiere in un giardino sociale.

Dal 1982 al 1996, Vittorio Gregotti fu Direttore della storica rivista di architettura Casabella, e nel 2012 ricevette la medaglia d’oro alla carriera dalla Triennale di Milano. Con il suo studio Gregotti Associati International, realizzò progetti in tutto il mondo. Nel 2017, in occasione del suo 90esimo compleanno, il Comune di Milano celebrò la sua opera con la mostra Il territorio dell'architettura. Gregotti e Associati 1953-2017, in scena al PAC, che rendeva omaggio alla sua figura di architetto intellettuale e all'intensa produzione critica: ben 40 libri, 1.200 articoli e svariate antologie e raccolte.