Wes Anderson e Juman Malouf - Credits: Foto: Christian Mendez
Sarcofago di un toporagno, IV secolo a.c.. Kunsthistorisches Museum di Vienna - Credits: Foto: Jeremias Morandell - Courtesy Of Kunsthistorisches Museum di Vienna
Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori - Kunsthistorisches Museum di Vienna - Credits: Foto: Jeremias Morandell - Courtesy Of Kunsthistorisches Museum di Vienna
Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori - Kunsthistorisches Museum di Vienna - Credits: Foto: Jeremias Morandell - Courtesy Of Kunsthistorisches Museum di Vienna
Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori - Kunsthistorisches Museum di Vienna - Credits: Foto: Jeremias Morandell - Courtesy Of Kunsthistorisches Museum di Vienna
Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori - Kunsthistorisches Museum di Vienna - Credits: Foto: Jeremias Morandell - Courtesy Of Kunsthistorisches Museum di Vienna
Credits: Foto: Jeremias Morandell - Courtesy Of Kunsthistorisches Museum di Vienna
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L’immaginario di Wes Anderson in mostra a Milano

C’era da aspettarselo: dopo la prima, fiammante versione de Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori concepito per il Kunsthistorisches Museum, il progetto di Wes Anderson e Juman Malouf approda alla Fondazione Prada di Milano in una versione ancora più completa di quella pensata per Vienna, curata da Jasper Sharp.

Già dal titolo, il progetto espositivo fa subito pensare a quell’immaginario personalissimo che il regista americano Wes Anderson (Houston, 1969) insieme alla compagna, illustratrice e designer Juman Malouf (Beirut, 1975) hanno creato negli ultimi dieci anni con film e progetti che sembrano ogni volta reinventare la storia, i luoghi e i personaggi, filtrandoli attraverso uno stile che li restituisce sempre come nuovi e inimitabili.

La grande mostra ospitata alla Fondazione Prada - dove già Anderson ha progettato l’ormai celebre Bar Luce - sarà completamente ripensata e adattata ai vasti spazi che occuperà. Oltre al percorso di vetrine e teche che il duo ha concepito con l’architetto Itai Margula, come veri e propri scrigni dalle vibranti cromie, gli autori si sono ispirati a varie suggestioni che spaziano dai giardini all’Italiana alle architetture cinquecentesche della Mitteleuropa: un complesso e sofisticato impianto scenico dove scandire come in un racconto fantastico gli artefatti e le importati opere scelte all’interno di 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches Museum di Vienna.

Sta proprio nella scelta, nell’accostamento di piccoli e grandi manufatti di tutte le epoche il lavoro di “sceneggiatura” della coppia Anderson-Malouf: dall’individuazione di piccoli dettagli si dipanano trame, narrazioni e spunti che hanno sempre in comune il gusto per l’eccentrico. Un minuscolo e antichissimo sarcofago contenente la mummia di un toporagno, armature che sembrano alludere a mondi fantasy oppure ritratti nobiliari che, benché vecchi di secoli, potrebbero figurare come personaggi primari di una pellicola di Anderson. Un po’ wunderkammer, un po’ Mnemosyne Warburghiana, la raccolta dei tesori è anche e soprattutto un’intelligente riflessione sull’arte di esporre e del collezionare, su cosa significa oggi confrontarsi con un repertorio così vasto di cose e immagini, invitando il pubblico ad uno sguardo attivo e creativo. Come avverte lo stesso Wes Anderson: “A volte dobbiamo solo ricordarci di tenere gli occhi aperti.”

Wes Anderson e Juman Malouf
Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori
dal 20 settembre 2019 fino al 13 gennaio 2020.
Fondazione Prada, Milano.