XI Triennale di Milano, 1957, Padiglione della mostra degli Stati Uniti, Teague e McCobb - Credits: Triennale di Milano
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La XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano

Alessandro Mitola

Dal 2 aprile al 12 settembre torna la XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, dal titolo 21st Century. Design After Design. La kermesse, nata a Monza nel 1923 e trasferita a Milano nel 1933, è stata un punto di riferimento internazionale che ha visto nel 1996 la sua ultima edizione affrontando il tema Identità e Differenze.

A distanza di vent’anni esatti, riapre i battenti coinvolgendo la città meneghina con un calendario di eventi scandito da venti mostre in dodici sedi diverse: dalla Triennale alla Fabbrica del Vapore, dal Pirelli HangarBicocca ai Campus del Politecnico, dal Campus della IULM al MUDEC, dal Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” a BASE Milano, dal Palazzo della Permanente all’Area Expo, dal Museo Diocesano all’Headquarters Pirelli, dall’Università degli Studi di Milano al Grattacielo Pirelli, dall’Accademia di Belle Arti di Brera allo Spazio Oberdan, dal Triennale ExpoGate fino alla Villa Reale di Monza. E per l’occasione verranno riaperti due padiglioni protagonisti di Expo 2015, il Future food district e l'Auditorium, entrambi palcoscenico per il ciclo di mostre, sei per l’esattezza, dal titolo City After the City, a cura dida Pierluigi Nicolin.

21st Century. Design After Design si configura come una lente di ingrandimento sul Ventunesimo Secolo pensata con l’obiettivo di decodificare e individuare i cambiamenti legati al tema della progettualità come l’impatto della globalizzazione, le conseguenze della crisi economica, il rapporto tra città e design, tra design e nuove tecnologie e le nuove frontiere dell’artigianato.

Undici saranno le mostre curate dal comitato scientifico della XX1T: Neo Preistoria - 100 Verbi, a cura di Andrea Branzi e Kenya Hara;
TDM 9. W - Women in Italian Design, a cura di Silvana Annicchiarico; Architecture as Art, a cura di Pierluigi Nicolin;
 Sempering, a cura di Luisa Collina e Cino Zucchi;
 New Craft, a cura di Stefano Micelli; La Metropoli Multietnica, a cura di Andrea Branzi e il ciclo
 City After the City, con la direzione di Pierluigi Nicolin.

Parallelamente, l’edizione 2016, si snoderà attraverso altre nove mostre realizzate in collaborazione con istituzioni milanesi tra cui il Salone del Mobile, il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, il Museo Diocesano,  

I Biennale di Monza, 1923 - Sala futurista italiana, Fortunato Depero - Credits: Triennale di Milano
VIII Triennale di Milano, 1947 - Diorama del QT8, Bianchetti, Pea, Nizzoli - Credits: Triennale di Milano
X Triennale di Milano, 1954 - Mostra Internazionale dell’Industrial Design, Castiglioni, Menghi, Morello, Nizzoli, Provinciali, Rosselli, Pepe, Reggiani - Credits: Triennale di Milano
XII Triennale di Milano, 1960 - Mostra Internazionale del vetro e dell’acciaio, di F. Albini, soffitto di G. Dova - Credits: Triennale di Milano
XIII Triennale di Milano, 1964 - Scalone d’onore, complesso di otto condotti, di V. Gregotti, G. Stoppino, L. Meneghetti, P. Brivio - Credits: Triennale di Milano
XV Triennale di Milano, 1973 - Scalone d’onore, Nanda Vigo - Credits: Triennale di Milano
XVII Triennale di Milano, 1983-1987 - Il progetto domestico, Aldo Rossi, Teatro domestico - Credits: Triennale di Milano
XVIII Triennale di Milano, 1992 - Atrio di ingresso, Aldo Rossi e Luca Meda - Credits: Triennale di Milano
XIX Triennale di Milano, 1996 - Pulp City, Hodgetts and Fung
XIX Triennale di Milano, 1996 - Pulp City, Hodgetts and Fung - Credits: Triennale di Milano
XX Triennale di Milano, 2001-2004, Charles and Ray Eames - Credits: Triennale di Milano
Products
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