Aurea, Yuval Avital
Bianchi e neri, Yuval Avital
Cadenze, Yuval Avital
Il ballo di Elisa, Yuval Avital
Donne nere sulla neve, Yuval Avital
Light recordings n5, Yuval Avital copy
Notte, Yuval Avital
Terra del tremore, by Yuval Avital
Uccelli di Linguaglossa, Yuval Avital
Etna Astronout, Yuval Avital
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L’Etna a Milano

Milano Design Film Festival

La poetica dell’Etna, i suoni e il suo suggestivo suolo, con fiumi di lava e vapori, sono evocati in un’installazione visiva e sonora che racconta il rapporto fisico e culturale tra l’uomo e la terra. Fino al 10 dicembre presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci, l’artista e compositore israeliano Yuval Avital invita a scoprire la magia del vulcano siciliano.

L’installazione, promossa dal progetto a sostegno dell’arte Cusumano Masterpieces, unisce fotografie e video con un ambiente sonoro che riproduce centinaia di voci, antiche declamazioni dialettali e soprattutto il “tremore armonico”. Quest’ultimo è quel fenomeno fisico-acustico che spesso accompagna l’attività vulcanica e che si manifesta con un rilascio di energia sismica e infrasonica (suoni molto gravi sotto la soglia udibile umana). Il tremore armonico etneo, con le sue “musiche” inudibili dall’orecchio ma percepibili dall’essere umano, induce stati emotivi estremi e contrastanti quali timore, armonia, inquietudine o rivelazione. È a questo lato inconscio e primordiale che Yuval Avital vuole parlare.

Nato come musicista, compositore e chitarrista, l’artista israeliano è conosciuto in tutto il mondo per la sua multidisciplinarietà, che si rivela nelle enormi installazioni audio-visive, nelle performance collettive di massa, nelle opere d’arte iconiche, nei quadri multimediali e nei progetti tecnologici che coinvolgono scienziati e intelligenze artificiali.

“Variazioni sul Tremore Armonico” si snoda come un itinerario fisico negli spazi del Museo. Oltre 400 le stampe esposte, divise in 30 serie tematiche, quali il bianco e nero che deriva dalla neve a dal suolo igneo, gli alberi rappresentati come sculture organiche e i piccoli frammenti di vita che ci appaiono come episodi congelati nel tempo. La parte sonora interpreta il fenomeno acustico del tremore armonico, trasformando le onde infrasoniche del vulcano in udibili. L’infrasuono è usato come fosse uno strumento musicale. È reso perfino visibile attraverso le vibrazioni delle superfici di ferro che imprimono il movimento all’acqua. Quattro proiezioni mostrano oltre 70 scene e includono circa 350 persone: riprese macro di dettagli evanescenti e viste estese; masse di uomini, anziani e bambini; aneddoti intimi e impossibili.

Variazioni sul Tremore Armonico è un’opera monumentale e multimediale immersiva che usa il suono e l’immagine in parallelo (8 ore totali di video e suono), in grado di rivelare lo strato poetico e misterioso che caratterizza la nostra realtà.

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