A sinistra: Civita di Bagnoregio / A destra: uno scorcio della sala studio di Casa Greco a Civita - Foto © Piotr Niepsuj
A sinistra: un dettaglio della cucina con accessori Bitossi Home / A destra: in camera da letto "projecteur sospensione" di Le Corbusier prodotto da Nemo - Foto © Piotr Niepsuj
In soggiorno: l’arazzo contemporaneo di Francesco Simeti intitolato “Plunged into Gullies, Entangled in Orchids” - Foto © Piotr Niepsuj
A sinistra: Una veduta di Casa Greco che mostra i segni del crollo / A destra: nel soggiorno la poltrona Lady di Giuseppe Zanuso per Cassina; il tavolo da pranzo progettato con piano in graniglia Mariotti Fulget e il mobile da cucina sono disegnati da Dwa. Lampada a sospensione Giardino di Servomuto - Credits: Foto © Piotr Niepsuj
Credits: La scultura in bronzo realizzata dall’artista Francesco Simeti con patine di diverso colore è posta all’esterno della casa - Foto © Piotr Niepsuj
Credits: Il divano disegnato da Dwa è pensato per avere uno spazio scrittoio, sullo sfondo la sedie Utrecht di Gerrit Rietveld distribuita da Cassina - Foto © Piotr Niepsuj
Credits: Veduta del salotto con il divano disegnato da Dwa (rivestimento in tessuti Kvadrat), sullo sfondo sedia Tripolina di Eligo - Foto © Piotr Niepsuj
Credits: Veduta della sala-studio: il grande tavolo progettato da Dwa si trasforma in un letto ed è pensato per essere un pezzo multifunzionale - Foto © Piotr Niepsuj
Places

Casa d’artista a Civita di Bagnoregio con Airbnb

Arroccata su uno sperone di tufo, Civita di Bagnoregio sembra un luogo irreale. Si dice che abbia ispirato La città incantata di Hayao Miyazaki e ciò è tanto più evidente quando la nebbia si solleva dalla valle facendo somigliare il borgo a un’isola sospesa. Ma è un territorio fragile, minacciato da crolli e frane causate dell’instabilità del terreno e dall’erosione lenta e persistente delle acque, dove il dilavamento ha prodotto sulla sponda la formazione di calanchi. Oggi conta una decina di residenti in tutto.

È così che, nell’ambito di un più ampio impegno a supporto delle piccole comunità di tutto il mondo, Airbnb – ben nota realtà della sharing economy fondata nel 2008 - ha deciso di far partire da qui il progetto pilota Casa d’artista. Ha trovato la sua destinazione in un’abitazione denominata Casa Greco, affacciata sul precipizio e parzialmente lacerata dai crolli di fine anni 80 che hanno prodotto lo sbriciolamento di un’intera sezione dell’edificio cinquecentesco. Dall’esterno, ancora si scorgono i segni di quel che rimane delle stanze frantumate: qualche trave a vista, le prese della corrente in corrispondenza del secondo piano, residui d’intonaco blu alle pareti. Gli interni, in pochi mesi, sono tornati a nuova vita grazie all’intervento dei designer Alberto Artesani e Frederik De Wachter (fondatori di Dwa Design Studio) e dell’artista palermitano, residente a New York, Francesco Simeti, convocati dalla curatrice del progetto Federica Sala: «Lo spazio è stato interpretato in modo da farne un ambiente accogliente che allo stesso tempo si presentasse come un luogo di lavoro per altri artisti» racconta, «e in definitiva come una tela bianca sulla quale i successori potranno lasciare il loro segno». Intervenendo su quel che restava della casa, evacuata negli anni 70, se n’è ricavata una piccola dimora rustica ravvivata da accenti di colore pieno. Simeti ha creato un arazzo contemporaneo posto sulla finestra a mo’ di tenda (Plunged into Gullies, Entangled in Orchids è il titolo) e tre bronzi, due dei quali sono collocati in nicchie esterne, cosicché l’opera possa essere fruita anche dai passanti. La vista della valle è racchiusa da finestre che si aprono in spessi muri di tufo: «I colori della natura circostante hanno ispirato la palette degli arredi» dice De Wachter: «C’è il giallo delle mimose in fiore, il blu del cielo, il verde che in certi giorni di sole qui diventa vibrante». Classici del design, come la Utrecht di Gerrit Rietveld o la Lady di Giuseppe Zanuso, si accompagnano a pezzi dal sapore “self-made”, che ricordano i mobili di Donald Judd, disegnati dai Dwa, come il grande tavolo nello studio che si trasforma in un letto o il divano dotato di scrivania, e si mescolano a pezzi eccentrici come la lampada a sospensione di Servomuto o la Tripolina di Eligo. Complementi in cemento e graniglia di marmo sono stati forniti da Mariotti Fulget, i tessili da Kvadrat.

«Quando la squadra di creativi fece il primo sopralluogo lo scorso novembre, la reazione più naturale fu il desiderio di portare nel perimetro di pietra nuda delle stanze elementi di calore, dalla forte qualità tattile» spiega la curatrice. Così il tappeto è in corda, le sedie accanto al camino del salotto sono in midollino, l’arazzo di Simeti è in velluto stampato con la rappresentazione di un paesaggio fantastico, che pare immerso in un tramonto infuocato: «È una sorta di collage di frammenti tratti da quadri rinascimentali, da Beato Angelico a Benozzo Gozzoli, montati insieme a evocare la forma dei calanchi» racconta l’artista. «Mi sono sempre chiesto perché i pittori del Rinascimento dipingessero quelle montagne stranissime e nel momento in cui sono arrivato qui ho capito che esistevano veramente». Il landscape è disseminato d’immagini di fiori tratte da antiche xilografie: «Decisi d’inserirli quando, durante la residenza a Civita, scovai un libro dedicato alle orchidee selvatiche locali». Le stesse orchidee diventano sculture di bronzo.

Poiché la casa è proprietà comunale, il primo cittadino di Bagnoregio, Francesco Bigiotti, sarà anche il primo sindaco host d’Italia e la commissione di Airbnb andrà al fondo del Comune per finanziare progetti culturali: «L’idea è portare qui artisti di ogni tipo che si facciano ispirare dai luoghi» chiosa Sala. Ma non solo, perché se gli artisti potranno soggiornarvi a tariffa agevolata, chiunque potrà prenotare Casa Greco, che dispone di 5 posti letto. E se oggi Civita di Bagnoregio conta già 350 mila visite l’anno, ma di un turismo prevalentemente “mordi e fuggi”, l’obiettivo è avvicinare viaggiatori e persone che vogliano passare invece del tempo di qualità nel borgo, secondo quello che è lo spirito di Airbnb, mescolandosi con la realtà, a dire il vero piuttosto unica, di questo luogo. 

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Fukasawa è il designer giapponese che pratica la semplicità. Nelle sue forme equilibrate non esistono eccessi, solo quello che è necessario. In trentotto anni di carriera ha reinventato sedie, divani, mobili, lampade, congegni elettronici, telefoni. Il suo obiettivo? Migliorare con i suoi progetti la vita di tutti i giorni, attraverso un design “giusto”