La Dimora di Metello, Matera - Credits: Ph. Pierangelo Laterza
Places

Un bed and breakfast nei Sassi di Matera

Alessandro Mitola

C’è un bed and breakfast che raccoglie l'identità storica di un luogo unico in Italia, Matera, futura Capitale europea della cultura nel 2019.

Si chiama La Dimora di Metello e prende il nome dalla Torre Metellana, parte della cinta muraria degli antichi Rioni Sassi del capoluogo lucano, nel cuore del Sasso Barisano.

Come raccontano gli architetti Marina e Alfredo Manca, fondatori di Studio Manca: «l’intento progettuale è mirato alla definizione di un luogo capace di dialogare con il contesto e la tradizione, ma allo stesso tempo capace di stupire mostrando una nuova, rigorosa ed elegante bellezza lasciando il giusto spazio alla riscoperta degli elementi della tradizione».

La Dimora di Metello si sviluppa su 300 metri quadrati disposti su un unico piano. Si compone di una hall con reception, un centro benessere e quattro camere che hanno accesso alla terrazza. Tutti gli ambienti sono del tipo “a grotta” con soffitti alti fino a 450 centrimetri caratterizzati da muri perimetrali in parte in tufo a vista e in parte intonacati: un’operazione necessaria nei casi in cui, per esigenze diverse, si sia intervenuti sulla tessitura muraria compromettendone la trama.

Gli interni del bed and breakfast sono lineari, contrassegnati da un arredamento ridotto al minimo: nelle camere domina la presenza cromatica del tufo, che va ad accostarsi alle tonalità degli arredi in legno realizzati in rovere chiaro e alle tonalità neutre dei tessuti e risalta grazie alla presenza di alcuni arredi in acciaio corten.

All’interno de La Dimora di Metello l’antico valore dell’ospitalità è una prerogativa e trova spazio in un luogo dove la presenza storica si lascia contaminare da una concezione contemporanea dell’abitare.

Nelle parole di Studio Manca: «Crediamo che la sfida progettuale più grande sia quella di riuscire a progettare luoghi intimamente legati ai valori tradizionali e culturali del posto, per offrire all’ospite un’esperienza vera, unica e irripetibile; che lasci il segno, che stimoli ed incuriosisca il turista a conoscere meglio il posto in cui si trova e, un giorno, a ritornare».

Credits: Ph. Pierangelo Laterza
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