Installation view - Credits: © The Feuerle Collection
Installation View - Credits: © The Feuerle Collection
Installation view - Credits: © The Feuerle Collection
Installation view - Credits: © The Feuerle Collection
Installation view - Credits: © The Feuerle Collection
Installation view - Credits: © The Feuerle Collection
The Feuerle Collection - Interni vuoti - Credits: © Gilbert McCarragher
The Feuerle Collection - Interni vuoti - Credits: © Gilbert McCarragher
The Feuerle Collection - Interni vuoti - Credits: © Gilbert McCarragher
The Feuerle Collection - Interni vuoti - Credits: © Gilbert McCarragher
The Feuerle Collection - Esterni - Credits: © The Feuerle Collection
The Feuerle Collection - Esterni - Credits: © The Feuerle Collection
Places

A Berlino, un ex bunker diventa museo

A Berlino, nel quartiere di Kreuzberg, un ex bunker della Seconda Guerra Mondiale è stato trasformato in un museo privato: The Feuerle Collection.

Quello di convertire bunker in spazi dedicati all'arte non è un fatto nuovo nella capitale tedesca - risale al 2008 l'apertura della Collezione Boros in un ex rifugio antiaereo - ma The Feuerle Collection vuole rappresentare una vera e propria novità sulla scena dell’arte berlinese (e non solo).

In primis, per la scelta di dedicare il museo all’incontro tra l’arte asiatica antica e le avanguardie dell’arte contemporanea, a cui verranno dedicate mostre temporanee. In secondo luogo, è prevista per la prima metà del 2017 l’apertura di altri tre spazi all’interno della struttura: la Silence Room, la Lake Room e la Incense Room.

La prima stanza, a cui si potrà accedere solo senza cellulari, sarà dedicata all’immersione nel minimalismo sonoro dell’opera di John Cage, la seconda presenterà un vero e proprio lago, che provvederà al riscaldamento dell’edificio attraverso una pompa di calore geotermica, mentre la terza farà scoprire la cerimonia dell’incenso, una delle tradizioni cinesi più antiche. The Feuerle Collection sarà il primo museo al mondo ad avere una stanza dedicata a questo rituale.

A firmare il restyling dell’edificio, della grandezza totale di 6480 mq, è l’architetto britannico John Pawson, che è intervenuto in modo conservativo: «Ho inserito alcuni muri bianchi al piano terra, mentre al piano interrato ho voluto introdurre un sistema di specchi. L’imponenza dell’ambiente non è cambiata, ma grazie a questi tocchi lo spazio è completamente trasformato: dalla paranoia del periodo bellico la struttura offre ora un’atmosfera di pacifica contemplazione».

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