Caffè Fernanda, Pinacoteca di Brera, Milano - Credits: Ph. Michele Nastasi
Caffè Fernanda, Pinacoteca di Brera, Milano - Credits: Ph. Michele Nastasi
Caffè Fernanda, Pinacoteca di Brera, Milano - Credits: Ph. Michele Nastasi
Caffè Fernanda, Pinacoteca di Brera, Milano - Credits: Ph. Michele Nastasi
Caffè Fernanda, Pinacoteca di Brera, Milano - Credits: Ph. Michele Nastasi
Caffè Fernanda, Pinacoteca di Brera, Milano - Credits: Ph. Michele Nastasi
Places

Caffè Fernanda, la nuova caffetteria della Pinacoteca di Brera

Caffè Fernanda rende omaggio a Fernanda Wittgens, prima donna a dirigere un museo statale in Italia, cui si deve la riapertura della Pinacoteca di Brera a Milano, nel 1950.

Inaugurata lo scorso ottobre, la nuova caffetteria è situata al primo piano ed è pensata come parte integrante del percorso museale all’interno del nuovo allestimento delle 38 sale realizzato dal direttore James Bradburne. Il progetto di interni è stato curato dallo studio milanese rgastudio e si concentra sulla reinterpretazione dell'architettura dello spazio risalente agli anni Cinquanta.

Il color ottanio delle pareti esalta le grandi opere d’arte presenti nel Caffè: la Conversione del Duca d’Aquitania di Pietro Damini, Le tre Grazie di Bertel Thorvaldsen, il busto di Fernanda Wittgens di Marino Marini e il suo ritratto eseguito da Attilio Rossi.


Recuperati e restaurati invece i pavimenti marmorei in Fiore di Pesco e le cornici in Rosso Lepanto, ereditati dal progetto dell’architetto Piero Portaluppi. Un grande bancone è stato disposto sotto la tela seicentesca del Damini, costituito da grandi liste semicircolari di noce canaletto e un sottile piano in ottone anticato dai bordi arrotondati.

Gli interni sono popolati da arredi targati Pedrali, come le sedute modulari Modus, le poltroncine Jazz e i tavoli Inox con ripiano in noce e basamento sempre con finitura ottone anticato. Nella parte centrale della sala le sedute Nym e Nemea accolgono i visitartori che possono rilassarsi sorseggiando un drink e ammirando lo scorcio de Il bacio di Francesco Hayez, esposto nell'ultima sala del museo. Non manca uno spazio esterno dove si alternano tavoli e sedute della collezione outdoor Nolita.