Les Crêtes - Credits: Foto: Aiace Bazzana
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Places

Cantina Les Crêtes, un rifugio per amanti del vino

Li chiamano vini eroici. Ed eroici lo sono davvero: sopravvivono a condizioni ambientali impervie e a climi sfavorevoli, come quelli sui pendii delle montagne. A produrli, in Valle D'Aosta, ai piedi del castello di Aymavilles, è la cantina Les Crêtes, azienda a conduzione familiare che porta avanti una tradizione vinicola centenaria, risalente addirittura al 1800. È qui che continua il viaggio di Icon Design tra le cantine più belle d'Italia.

Ad affiancare la struttura originaria è un edificio iper contemporaneo, che riprende l'architettura tipica dei rifugi di montagna per reinterpretarla in chiave avveniristica: il Rifugio del vino. Un luogo poetico, sospeso nel tempo e nello spazio, in cui godersi un buon bicchiere di vino ammirando i profili delle montagne.

A firmare il progetto è l'architetto Domenico Mazza, che per la cantina ha pensato a una struttura che celebrasse l'eroicità dei suoi vitigni, uno spazio in cui abbandonarsi al piacere del vino, leggere un libro e rilassarsi lasciando da parte i ritmi frenetici della vita quotidiana. Un vero paradiso gli amanti del vino e della montagna (ma anche dell'architettura).

“Volevo qualcosa che non disturbasse il percorso visivo verso il castello – racconta l'architetto - "e che parlasse in qualche modo di “eroicità”, termine che in architettura può significare una sfida al tradizionale e alla staticità. Da qui l'idea di una forma inusuale a pareti inclinate, che non richiamasse la struttura già esistente.”

Il risultato è un edifico di circa 170 mq caratterizzato dagli interni in legno, dal design minimalista, e dalle ampie vetrate, che permettono al panorama circostante di penetrare negli spazi del rifugio, quasi ad accompagnare gli avventori nella loro scoperta delle tradizioni del luogo. Tradizioni vinicole, certamente, ma non solo. Perché il Rifugio del vino parla del territorio a 360°, con una biblioteca piena di libri e pubblicazioni dedicate alle valli valdostane.

“Durante la realizzazione del progetto – continua Domenico Mazza – abbiamo pensato di creare un vero percorso tematico che raccontasse la tradizione del territorio, ad esempio con richiami artistici alla lavorazione del vino, e che si concludesse nel cuore della cantina, nel “caveau”, dove è custodito il vino.”

Un rifugio quindi, ma anche un viaggio attraverso la storia dei vini eroici per scoprirne tutto il gusto e i segreti.

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