Casa del Portuale, Napoli, 1968-1980 - Progetto di Aldo Loris Rossi - Credits: Ph. Fabrizio Vatieri - In collaborazione con Anticàmera Location Agency
Casa del Portuale, Napoli, 1968-1980 - Progetto di Aldo Loris Rossi - Credits: Ph. Fabrizio Vatieri - In collaborazione con Anticàmera Location Agency
Casa del Portuale, Napoli, 1968-1980 - Progetto di Aldo Loris Rossi - Credits: Ph. Fabrizio Vatieri - In collaborazione con Anticàmera Location Agency
Casa del Portuale, Napoli, 1968-1980 - Progetto di Aldo Loris Rossi - Credits: Ph. Fabrizio Vatieri - In collaborazione con Anticàmera Location Agency
Places

Fronte del porto

I porti sono una delle mie infrastrutture preferite. Non avendo subito il processo di anestetizzazione dall’ignoto e standardizzazione estetica degli aeroporti e delle stazioni ferroviarie, le strutture portuali sono tuttora luoghi di confine piranesiani, forse perché il mare non è facile da escludere o addomesticare. La Casa del Portuale, realizzata tra il 1968 e il 1980 su progetto di Aldo Loris Rossi (Napoli, 1933), riassume in sé il meraviglioso caos produttivo e logistico delle aree urbane dedicate alle attività marittime. L’edificio, ancora parzialmente utilizzato dalla Compagnia Unica Lavoratori Portuali e da altre società legate alle attività del Porto, svetta appena a sud di via Vespucci tra i silos e i binari merci.

Bruno Zevi, unico grande critico italiano sostenitore di Rossi, scrive: «Lo squallido, degradato contesto litoraneo di Calata della Marinella, privo di parametri creativamente signi cativi, viene animato da un oggetto pioneristico, spettacolare, eversivo, che sembra reclamare un riscatto ambientale. Vi si accumulano etimi eterogenei del bricolage pop, del non-finito, del ruinismo, dell’action-architecture». La cultura architettonica italiana ha spesso escluso Aldo Loris Rossi dai riconoscimenti ricevuti all’estero. Come altre figure anomale, da Carlo Scarpa a Paolo Soleri, da Giuseppe Samonà allo stesso Renzo Piano, non è mai stato accettato dall’accademia italiana, nonostante abbia insegnato, in modo del tutto isolato, all’Università di Napoli. L’ispirazione al costruttivismo russo, all’espressionismo e al neoplasticismo, lo accomunano invece a molte delle tendenze contemporanee più di successo, da Rem Koolhaas a Zaha Hadid e Frank Gehry.

L’edificio è strutturalmente interessante, anche se molto poco efficiente dal punto di vista della gestione energetica, per le grandi superfici di cemento faccia a vista alternate a curtain wall vetrati. La facciata è un involucro praticabile, formalmente e strutturalmente scollegato dalle piastre orizzontali. I dodici piloni hanno una doppia funzione, di sostegno e distributiva. Ispirati ai silos, sono cavi e ospitano impianti tecnici, ascensori o scale. Le solette sono sagomate da un’intenzione espressa da Rossi stesso, «Basata sull’esplosione controllata della scatola edilizia e sullo sviluppo centrifugo delle costruzioni a partire da un nucleo resistente centrale, mediante matrici generalmente circolari». L’architettura risponde alle sollecitazioni del luogo in cui sorge, articolandosi in volumi che ospitavano abitazioni, negozi, uffici, ristorante, piazza sopraelevata e spazi ricreativi. Secondo il pensiero di Rossi, la complessità urbana deve condizionare il singolo edificio e allo stesso tempo esserne arricchita. In contrasto con molte tendenze degli anni 70 e 80, in primis espresse dal suo quasi omonimo Aldo Rossi, l’architetto napoletano progetta con una frenesia centrifuga e complessa, neo-barocca nelle parole di Gillo Dorfles.

News
Wolfgang Tillmans alla Fondation Beyeler
News
Operae 2017: torna la fiera del design indipendente
You may also like
Think Next: la creatività che innova il futuro

Think Next: la creatività che innova il futuro

Un incontro sui trend del cooking nella Svizzera di Franke: ospiti di fama internazionale, idee e creatività per inventare il mondo del food di domani
La ceramica che scommette sull’innovazione

La ceramica che scommette sull’innovazione

Nel cuore del distretto di Sassuolo, Marazzi Group inaugura uno stabilimento ad alta automazione. Dove l’ingegno visionario dei designer si trasforma in realtà
Linea Light Group illumina Palazzo Vecchio a Firenze

Linea Light Group illumina Palazzo Vecchio a Firenze

Un progetto suggestivo a tema natalizio, che prende forma attraverso una duplice scenografia luminosa visibile fino al prossimo 6 gennaio
L’installazione di Edoardo Tresoldi a Barcellona

L’installazione di Edoardo Tresoldi a Barcellona

Un’opera site-specific che prende forma sulla copertura de L’Illa Diagonal, edificio progettato da Rafael Moneo e Manuel de Solà-Morales
La casa-museo di Tony Salamé

La casa-museo di Tony Salamé

A Beirut, ospiti dell’imprenditore nel retail di lusso e creatore della Aïshti Foundation, Tony Salamé. Che ha fatto della ricerca della bellezza una ragione di vita. E del collezionismo d’arte contemporanea una missione
I 240 anni del Teatro alla Scala

I 240 anni del Teatro alla Scala

Una mostra per ripercorrere l’evoluzione del Teatro e della città di Milano, dal XVIII ad oggi. Con il progetto di Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto