A sinistra, la facciata del palazzo anni 30: l’appartamento si trova al secondo piano. Nel dettaglio a destra, la zona pranzo; tavolo di Fritz Hansen, lampade Splügen Bräu di Flos, mobili componibili di USM e porta in alluminio e vetro di Rimadesio - Credits: Ph. Cristina Galliena Bohman
La libreria di Cappellini che divide la zona pranzo dal living; sopra il tavolo, un’opera di Marco Casentini - Credits: Ph. Cristina Galliena Bohman
Un angolo del living con la Lounge Chair creata da Charles & Ray Eames; accanto, Adjustable Table E1027 disegnato da Eileen Gray - Credits: Ph. Cristina Galliena Bohman
La cucina è arredata con mobili in acciaio e un’isola centrale (mo- dello B3 di Bulthaup), in piacevole contrasto con parquet e cornici d’epoca - Credits: Ph. Cristina Galliena Bohman
A sinistra, la sala arredata con poltrone e divano LC3 disegnati da Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Charlotte Perriand per Cassina. A destra, l’angolo relax all’interno della camera da letto. La vasca in Cristalplant bianco è Pear, design di Patricia Urquiola per Agape. - Credits: Ph. Cristina Galliena Bohman
Places

A Milano atmosfere Liberty 2.0

«Ci passavo davanti tutti i giorni da ragazzo: era impossibile resistere al suo fascino». A parlare è Giorgio Natale, oggi proprietario di un appartamento all’interno di questa casa anni 30. Titolare assieme alla moglie Federica Ariagno di AUGE Headquarter, una nota agenzia di comunicazione, ha sempre amato il design e la tecnologia e, come dimostra la sua casa, anche l’architettura storica.

Siamo a Milano e chiunque sia passato di qui, non può non ricordarsi questo palazzo Liberty rivestito da una suggestiva cascata di edera, racconta Natale: «I turisti si fermano a fotografarla. Come facevo anche io, d’altronde». Il palazzo fu costruito nel 1929 da Guglielmo Persichetti, ingegnere eclettico che progettava forni per ceramiche e al contempo si occupava da esperto di cinema. In origine la casa era suddivisa in tre appartamenti. Il pianterreno, invece, era adibito a spazio comune, nel quale la famiglia si raccoglieva o organizzare ricevimenti.

Racconta Giorgio: «Fu un primo esempio di co-housing: all’ingresso di quella che era la sala comune c’è ancora un grande mosaico con la frase Patet amicis, ovvero, Gli amici sono benvenuti». L’appartamento di Natale occupa il secondo piano della palazzina. «Era stato pesantemente modificato dai precedenti proprietari», racconta l’architetto Donatella Basilio, che si è occupata della ristrutturazione. «È stato quindi ripulito dalle superfetazioni e riportato all’impianto originario, attraverso la demolizione dei controsoffitti e il recupero delle altezze originarie delle porte, ottenuto ridisegnando i larghi e alti corridoi di distribuzione della zona notte e della zona di servizio e ricomponendo la simmetria storica», spiega la progettista.

La casa è caratterizzata da un ampio ingresso trapezoidale da cui si accede ai due grandi soggiorni e all’angolo privato ricavato nel bow window. Tutti gli elementi originali sopravvissuti sono stati restaurati e valorizzati: come i pavimenti in listelli di rovere inchiodati a spina di pesce, le porte in rovere, il bow window in legno decorato, il mosaico turchese dell’atrio all’ingresso. E, non ultimi, gli stucchi e le tele che caratterizzano i soffitti. Prosegue l’architetto: «I dettagli mancanti, come alcune cornici e alcuni pezzi di pavimento, sono stati fedelmente riprodotti. Altri elementi, invece, totalmente persi, sono stati sostituiti da componenti dichiaratamente nuovi, come le porte interne in alluminio e vetro di Rimadesio».

L’arredamento alterna pezzi di design, firmati da grandi maestri come Charles e Ray Eames, Le Corbusier, Fritz Hansen, Castiglioni, molto amati dai proprietari di casa, a elementi moderni, come la cucina in acciaio di Bulthaup. «Potrei definire lo stile della nostra casa un Liberty 2.0: la struttura è tornata a essere quella originale anni 30 ma con un cuore moderno. È tutto controllato con un impianto domotico di ultima generazione: è una casa che appare austera, ma che
in realtà è il massimo del moderno comfort», aggiunge Federica.

L’appartamento è suddiviso in due aree, a destra e a sinistra dell’ingresso, che racchiudono da una parte la cucina, la sala pranzo e un soggiorno; dall’al- tra, il living e la zona notte. Tutti gli ambienti sono molto ampi, tranne i bagni. «Desiderando ripristinare la pianta originale, i bagni sono tornati a essere quelli di una volta: piccoli e razionali», racconta Giorgio, «Per questo, non volendo rinunciare alle comodità, abbiamo pensato di inserire nella camera da letto la vasca: un comfort per noi irrinunciabile». Passando da una stanza all’altra si percepisce l’atmosfera avvolgente della casa, sottolineata dal grigio perla delle pareti.


Gli infissi dei soggiorni sono un piccolo capolavoro di tecnologia: «Le finestre originali in legno a ghigliottina erano bellissime, ma ho dovuto sostituirle per migliorare le prestazioni termiche e acustiche», sottolinea la progettista. E così i nuovi serramenti in acciaio, dal pro lo sottilissimo, sono stati inseriti all’interno del disegno delle cornici che circondavano le finestre originali, integrandosi perfettamente sia all’interno sia all’esterno dell’edificio, da dove si vedono soltanto grandi fori vetrati. Mentre dalla sala, guardando fuori dalle finestre, si ha l’impressione di essere in un’altra dimensione, come se l’edera che avvolge la facciata allontanasse il mondo esterno. «Vuole sapere l’unico grande difetto di questa casa?», raccontano sorridendo i due proprietari: «Il fatto di dover uscire».

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