Gli interni del Deposito dei Gessi e il pannello di benvenuto - Credits: Microscape, foto © Pietro Savorelli
Gli interni del Deposito dei Gessi - Credits: Microscape, foto © Pietro Savorelli
Gli interni del Deposito dei Gessi - Credits: Microscape, foto © Pietro Savorelli
Gli interni del Deposito dei Gessi - Credits: Microscape, foto © Pietro Savorelli
Gli interni del Deposito dei Gessi - Credits: Microscape, foto © Pietro Savorelli
Gli interni del Deposito dei Gessi - Credits: Microscape, foto © Pietro Savorelli
Gli interni del Deposito dei Gessi - Credits: Microscape, foto © Pietro Savorelli
Gli interni del Deposito dei Gessi - Credits: Microscape, foto © Pietro Savorelli
Gli interni del Deposito dei Gessi - Credits: Microscape, foto © Pietro Savorelli
Gli interni del Deposito dei Gessi - Credits: Microscape, foto © Pietro Savorelli
Places

Il restauro della Chiesa di San Pellegrino a Lucca

È una storia a lieto fine quella della Chiesa di San Pellegrino a Lucca.

E il merito è dello studio di architettura lucchese Microscape, che attraverso un progetto di restauro ha riportato gli spazi alla loro antica bellezza. Ma anche del Polo Museale Toscano, che ha deciso di allestire proprio qui il Deposito dei Gessi.

Situata nel centro storico di Lucca, la chiesa ha vissuto, nel corso dei secoli, svariate vite. Quella di importante luogo di culto innanzitutto, nel XVII secolo, e quella di officina organaria, nel XX secolo, fino a quella di magazzino e infine di luogo abbandonato al degrado. Un (triste) destino, ribaltato dal progetto di trasferire la collezione di calchi in gesso del Polo Museale Toscano proprio negli spazi della chiesa.

Gli esterni, così come gli interni della struttura sono stati oggetto di un restauro dall'approccio conservativo, che ha voluto rimanere fedele all'architettura originaria della chiesa.

Per questo motivo, si contano sulle dita di una mano gli elementi architettonici introdotti dal progetto: le scale mancanti del presbiterio, le lastre di acciaio che fasciano la porta di collegamento tra i vani, l'area della bussola d'ingresso e gli spazi dove un tempo erano collocati gli altari di San Rocco e della Natività. I pavimenti in marmo, ripuliti e patinati, mostrano l'usura del tempo testimoniando il percorso della chiesa e i suoi diversi utilizzi.

Il Deposito dei Gessi, che conta 230 calchi realizzati tra la metà del XIX secolo la metà del XX secolo, è stato allestito nel modo più semplice possibile, per mezzo di un sistema di scaffali in pallet e di tubi. Una struttura minimalista e dall'accento moderno, che impatta visivamente con le figure in gesso. La luce, sia naturale che artificiale, è posta in modo invisibile sui cornicioni, definendo gli spazi e contribuendo a rendere il luogo ancora più suggestivo.

Una curiosità: ad accogliere i visitatori è un pannello scritto in diverse lingue, metafora dell'universalità dell'arte.

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