La sequencing machine room della China National GeneBank dove centinaia di macchine mappano il Dna di esseri umani, animali e piante - Credits: Ph. Alberto Giuliani
Milioni di Dna, una volta mappati ed esaminati al microscopio - Credits: Ph. Alberto Giuliani
Una volta mappati, sono archiviati in apposite sale - Credits: Ph. Alberto Giuliani
Alcuni dei cinquemila ricercatori che lavorano nella China National GeneBank visionano il lavoro di mappatura del Dna - Credits: Ph. Alberto Giuliani
Gli spazi asettici della GeneBank - Credits: Ph. Alberto Giuliani
La dottoressa Shang davanti a un sequenziatore capace di mappare simultaneamente decine di Dna - Credits: Ph. Alberto Giuliani
Places

China National GeneBank: l’Arca che ci metterà in salvo

Tra le colline della penisola di Tai Pang, nel sud della Cina, sorge una struttura invisibile allo sguardo di Google. I satelliti dal cielo vedono solo prati e boschi, tra le capanne dei pescatori e le vecchie colonie per i bambini della Rivoluzione Culturale. Ma le ombre tremule delle foreste di bamboo nascondono il chilometro zero dell’evoluzione, il tempio della nuova Era, dove l’essere umano si sostituisce a Dio annientando ogni credo.

È la China National GeneBank, una struttura di cinquantamila metri quadrati, voluta dal Governo Cinese e costruita dalla Bgi, la più grande organizzazione mondiale di ricerca sul Dna, per archiviare i codici della vita di ogni essere vivente. Dieci piani di cemento grezzo e vetro, uniti tra loro come collane sinuose dell’evoluzione, che trasformate in materia, ricordano una piramide Maya a ogata nella terra. Non porta alcuna rma il disegno di quest’architettura dalle finiture neutre e dal sapore ancora socialista, ma qui l’hanno già ribattezzata l’Arca degli uomini, perché dovrà mettere in salvo la specie umana, e la Cina, dai utti delle grandi sfide globali. Sotto i suoi terrazzamenti rivestiti di vegetazione si trovano centinaia di macchine per mappare il genoma, archivi digitali che sfiorano il soffitto e laboratori pieni di luce dove cinquemila ricercatori riscrivono il destino dell’essere umano.

«La nostra missione è creare un futuro migliore», spiega il professore Xun Xu, scienziato di fama mondiale e vice-presidente della Bgi, «Grazie a questi studi conosceremo un giorno senza malattie genetiche e curare il tumore sarà come curare l’in uenza. Creeremo nuove specie e il cellulare diventerà il nostro primo dottore», continua il professor Xu, dipingendo un mondo nuovo con la serenità di chi già lo conosce. «L’homo sapiens sta entrando in un nuovo tempo evolutivo. Qui nasce l’Era Transomica, dove l’evoluzione la decidiamo noi umani». Tra i corridoi della China National GeneBank si tengono le prove generali di un futuro che sembra allontanarci dalla natura, con pesci cresciuti in container asettici per fuggire l’inquinamento dei mari e cereali modificati per essere seicento volte più nutrienti. Nelle città di domani una torre alimentare sorgerà affianco di ogni casa, edificio o grattacielo e al suo interno si produrranno tutti gli alimenti di cui avremo bisogno. «Sono serre multipiano che contengono il ciclo della vita. Carni, pesci, verdure e acqua ritroveranno il loro equilibrio in un sistema chiuso, senza attingere alle risorse naturali di un Pianeta ormai esausto», spiega un giovane ricercatore, mostrando il plastico della Città Agricola del Futuro, un modello abitativo che la Bgi sta già costruendo nella periferia di Shenzhen, la metropoli cinese dove si produce il 90% della tecnologia mondiale.

«L’uomo ha percorso distanze in nite alla scoperta di continenti e spazio no alla ne della geogra a, per arrivare acomprendere che il confine col futuro lo dobbiamo cercare dentro di noi», dice il professor Xu lasciando scivolare lo sguardo sull’enorme Mammut che troneggia all’ingresso della China National GeneBank. Nella tradizione orientale simboleggia l’eternità e la madre terra. E qui mantiene vivo il monito dell’estinzione. Nella galassia della genomica il nuovo asse di rotazione terrestre è una lavagna, lunga venti metri e alta quanto una parete, nascosta nella pancia di questo edificio.

Qui ogni giorno il professor Xu e i suoi ricercatori annotano le strategie, le scoperte e i percorsi della vita con numeri infinitesimali e mappe cellulari. In quei segni è contenuta la genesi della nuova Era che appoggia le sue fondamenta su quattro sole lettere: Acgt; «Questa combinazione ripetuta milioni di volte, descrive ciascuno di noi. Passato, presente e futuro di ogni essere vivente», spiega un ricercatore del reparto informatico, «Un Dna umano occupa tre gigabyte di caratteri alfabetici. Una sequenza che se distesa su una retta, unirebbe la Terra alla Luna per mille volte», dice passeggiando tra giganteschi server di memoria chiusi in casette di vetro nei piani ciechi dell’edificio. Qui dove non è mai giorno e non è mai notte vengono archiviati milioni di mappe col Dna di animali, microbi, esseri umani. Nelle luce lattiginosa dei piani sottostanti, infatti, centinaia di macchine identiche compiono simultaneamente la stessa operazione, senza mai fermarsi. Leggono i codici della vita di una cellula e li riscrivono per sempre in una piastrina magnetica. Nel sibilo leggero dei sistemi di aerazione si muovono i ricercatori, coi passi morbidi dei calzari sterili, le cuffie a coprire il capo e le mascherine a impedire ogni contaminazione.

Qui è come essere a casa di Dio, qui si scrive la vita e si decide sulla morte: «Tutte le tecnologie hanno un lato buono e uno cattivo. E sempre si corrono dei rischi. Ma non si possono porre limiti alla ricerca e alla curiosità umana. Sono semmai le applicazioni che devono essere limitate, nei confini dell’etica e del buon senso», spiega il professor Xu, ricordando che la scienza possiede già le conoscenze per interpretare e modificare i codici della vita. Lui e i suoi colleghi sono i protagonisti di una generazione che per la prima volta nella storia può riscrivere la genesi dell’essere umano, che in questo luogo si fa nudo ed eterno, perché qui ogni individuo vive per sempre nella memoria digitale. Ma se la bellezza dell’unicità rovinasse nella superbia umana, lo stesso diventerebbe replicabile, cambiando così ogni umana certezza. «Nel 1990, per scrivere il primo Dna umano si spesero tre miliardi di dollari.

Oggi fare la stessa cosa costa meno di cinquecento e tra un decennio la mappatura del genoma sostituirà per tutti l’analisi del sangue», spiega ancora il professor Xu, assicurando che presto negli ospedali non ci saranno medici a circondare il paziente, bensì macchinari capaci di individuare il problema partendo dall’analisi del Dna, per poi risolverlo autonomamente. Ciò che avviene negli spazi della China National GeneBank è qualcosa senza precedenti che trasforma l’uomo in un dio senza croce e l’edificio nella cattedrale del nuovo sapere. Il futuro arriva innocente nelle nostre mani, e spera che noi abbiamo imparato qualcosa dal nostro passato.

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