Lo scorso agosto la Longhouse ha vinto il premio di “australian house of the year” organizzato dalla rivista australiana di architettura Houses. La sua struttura dal corpo lungo e compatto è in acciaio è dotata di maxi persiane scorrevoli. Il rivestimento traslucido lascia filtrare la luce. - Credits: Foto: Rory Gardiner
Al centro della maxi struttura, la Garden Kitchen è il fulcro della Longhouse: uno spazio ibrido che unisce area living, 50 metri quadrati di giardino con alberi da frutto e ortaggi, e un’area dedicata alla scuola di cucina. - Credits: Foto: Rory Gardiner
Ronnen Goren, a destra, e il compagno Trace Streeter hanno acquistato la tenuta nel 2009. - Credits: Foto: Rory Gardiner
La dimensione contenuta degli spazi, l’attenzione ai dettagli e il carattere artigianale dell’edificio riflettono uno stile di vita semplice e consapevole, in sintonia con la natura. - Credits: Foto: Rory Gardiner
Places

Eco Paradise

A sei minuti di macchina da Daylesford, a circa 100 km a nord-est di Melbourne nell’entroterra dello stato di Victoria, il progetto firmato dall’architetto Timothy Hill dello studio australiano Partners Hill celebra uno spazio all’insegna della condivisione, nato dalla visione straordinaria dei committenti Ronnen Goren, direttore e co-fondatore di Studio Ongarato, agenzia specializzata in branding, progettazione di spazi pubblici e wayfinding (la semiotica dello spazio e dell’orientamento, ndr.), e del compagno Trace Streeter.

In mezzo al nulla, circondata da otto ettari di terreno, la Longhouse è un idillio rurale incapsulato tra le cittadine di Daleysford e Hepburn Springs, una vera e propria oasi del benessere con più di 70 sorgenti minerali, nota anche per i vini pregiati e la tradizione culinaria d’eccezione. Qui, grazie alla posizione panoramica, la vista sull’immensa e sconfinata steppa australiana è a dir poco impagabile. Innamorati di questo paesaggio ricco di fascino, Goren e Streeter si sono rivolti a Partners Hill richiedendo di creare una location che unisse la loro passione per il cibo, la famiglia, il design e l’innovazione. Un brief piuttosto sfidante, se si considera che il clima particolarmente secco, con vento forte e cambiamenti di temperatura estremi, unito alla presenza di animali selvatici, rende questo luogo ostile per l’agricoltura e non solo.

Hill ha assolto il compito con successo, grazie a un approccio innovativo basato su un interessante mix di soluzioni architettoniche: green farm, casa di campagna e progetto di ospitalità trovano spazio in un’unica maxi struttura autosufficiente che si sviluppa su 110 metri di lunghezza, «per consentire alla natura di crescere rigogliosa al suo interno». Espressione di uno stile di vita all’insegna della semplicità e del vivere collettivo, la Longhouse è pensata per accogliere famiglia, amici, ospiti e animali da fattoria, come luogo d’incontro e scambio di idee. «Qui si coltivano frutta e verdura biologica, ma anche e soprattutto il senso di comunità», racconta Goren. Tutto sotto lo stesso tetto, che è grande a sufficienza per raccogliere fino a 360.000 litri d’acqua piovana.

Varcato l’unico ingresso, alla destra del garage, una struttura su due piani accoglie al centro la sezione dedicata agli spazi comuni inclusa la lavanderia e le camere per gli ospiti, mentre all’estremità orientale, in un’area di dimensioni modeste, si nasconde la lodge, la residenza privata dei proprietari. A dividere i due ambienti sono la cucina comune e il giardino dove è coltivato tutto quello che viene poi servito a tavola: un vero e proprio social hub dove Goren e il compagno organizzano corsi di cucina, attività legate al craft, workshop per imparare a preparare salsa di soia e pasta di miso, masterclass dedicate ai salumi e molto altro.

La zona più “industriale” con i recinti per gli animali, invece, è rivolta verso ovest. Pensata per rispondere ai nuovi criteri di ecosostenibilità, la Longhouse è la nuova frontiera dell’abitare: un luogo che coniuga vita privata e lavoro, dove si celebra l’essenza di una quotidianità fatta di rituali semplici e preziosi, un rifugio dall’atmosfera intima e armoniosa che è in grado di trasformarsi per ospitare gruppi numerosi. Attenzione però, qui i visitatori non rimangono mai con le mani in mano: tra la mungitura delle mucche, la produzione del formaggio e la potatura degli alberi di avocado c’è l’imbarazzo della scelta.