Le facciate interne dell'edificio - Credits: Alexander Gorlin Architects
La facciata esterna dell'edificio - Credits: Alexander Gorlin Architects
La facciata esterna dell'edificio - Credits: Alexander Gorlin Architects
La facciata esterna dell'edificio - Credits: Alexander Gorlin Architects
L'ingresso - Credits: Alexander Gorlin Architects
L'ingresso - Credits: Alexander Gorlin Architects
L'ingresso - interni - Credits: Alexander Gorlin Architects
L'ingresso - interni - Credits: Alexander Gorlin Architects
Gli appartamenti - Credits: Alexander Gorlin Architects
Gli appartamenti - Credits: Alexander Gorlin Architects
Gli spazi interni dedicati alla condivisione - Credits: Alexander Gorlin Architects
Places

A New York un progetto di edilizia sociale dedicato ai single

Un progetto di edilizia sociale ideato per le persone che devono sostenere ingenti spese mediche, come i malati di HIV e AIDS, o che si trovano in difficoltà economiche.

È il complesso di Boston Road, nel quartiere Bronx di New York, progettato dallo studio di architettura Alexander Gorlin Architects.

Le facciate punteggiate di pannelli colorati e gli arredi giovani e contemporanei rendono l’edificio un nuovo modello di architettura sociale, non più cupa e grigia ma dinamica e moderna.

La struttura si inserisce nel contesto della crescente esigenza di edilizia sociale nella città di New York, che ha già portato alla realizzazione di altri progetti di "affordable housing".

Pensato per accogliere persone sole e homeless, il palazzo offre diversi spazi dedicati alla condivisione, come stanze multifunzione, una terrazza, lavanderie, sale computer, laboratori e sale fitness, in modo da stimolare l’aggregazione e il sostegno reciproco.

Gli appartamenti, concepiti come piccoli studio dotati di tutti i comfort, dispongono di un arredamento funzionale e creato con materiali di prima qualità, come il bambù, utilizzato per i pavimenti, e il legno d'acero, scelto per le cucine. L’edificio è dotato di sistemi di regolazione elettrici e degli impianti di riscaldamento, evitando così lo spreco di energia.

Una curiosità: la scelta dei colori delle facciate si ispira all’epoca coloniale americana. Nel 1700, infatti, il sito era occupato dalla magione di James Morris, uno dei firmatari della Dichiarazione di Indipendenza.