Doug Aitken, Mirage Gstaad (rendering), 2019. - Credits: Courtesy of Doug Aitken Workshop.
Mirage Gstaad, Doug Aitken, Svizzera - Credits: Ph. Stefan Altenburger
Mirage Gstaad, Doug Aitken, Svizzera - Credits: Ph. Stefan Altenburger
Mirage Gstaad, Doug Aitken, Svizzera - Credits: Ph. Torvioll Jashari
Mirage Gstaad, Doug Aitken, Svizzera - Credits: Ph. Stefan Altenburger
Mirage Gstaad, Doug Aitken, Svizzera - Credits: Ph. Stefan Altenburger
Mirage Gstaad, Doug Aitken, Svizzera - Credits: Ph. Stefan Altenburger
Mirage Gstaad, Doug Aitken, Svizzera - Credits: Ph. Torvioll Jashari
Mirage Gstaad, Doug Aitken, Svizzera - Credits: Ph. Torvioll Jashari
Places

Una casa tutta specchi tra le montagne svizzere

Suggestiva e affascinante, la nuova opera di Doug Aitken prende forma tra le montagne imbiancate di Gstaad, frazione del comune svizzero di Saanen, nel Canton Berna.

Mirage, questo il nome dell’installazione site-specific temporanea realizzata dall’artista e filmaker losangelino, approda in quel della Svizzera dopo essere stata presentata per la prima volta nel 2017 nel deserto di Palm Springs, California, e successivamente negli spazi di una ex banca a Detroit, in Michigan.

L'installazione è stata presentata nell'ambito della terza edizione della rassegna artistica Frequencies, dal titolo Elevation 1049, curata da Neville Wakefield e Olympia Scarry. L'opera si configura come una casa caratterizzata da una superficie specchiante, che riflette e interagisce silenziosamente con il paesaggio montano tutto intorno, adattandosi mese dopo mese ai cambiamenti stagionali. La struttura sarà visitabile fino al gennaio 2021, interni compresi, anch’essi a specchio. L'accesso? Tramite una porta sempre aperta ai visitatori.

Classe 1968, nato a Redondo Beach, Doug Aitken ha esposto in musei di tutto il mondo, tra gli altri il Whitney Museum of American Art, il Museum of Modern Art, il Vienna Secession, la Serpentine Gallery a Londra e il Centre Georges Pompidou a Parigi. Nel corso della sua carriera si è aggiudicato il Premio Internazionale alla Biennale di Venezia con l'installazione Electric Earth, il Nam June Paik Art Center Prize nel 2012 e lo Smithsonian American Ingenuity Award: Visual Arts nel 2013.