Tokyo - Waltz - Credits: Courtesy of Gucci
Seoul - Daelim Museum - Credits: Foto: Daelim Museum
Bibo Restaurant - Hong Kong - Credits: Courtesy of Bibo
Montespertoli - Castello Sonnino - Credits: Courtesy of Andrea Vierucci
NY Dapper Dan Harlem Atelier - Credits: Foto: Renell Medrano
Roma - Biblioteca Angelica - Credits: Foto: Massimo Listri
Places

Gucci Places: alla scoperta dei luoghi preferiti della maison

Cosa accomuna Chatsworth House, nel Derbyshire in Inghilterra, Castello Sonnino, a Montespertoli (Fi) e Waltz, negozio di vinili e musicassette a Nakameguro, Tokyo? Tutti e tre sono parte dei Gucci Places – luoghi con un'anima, quella colorata, innovativa e multiculturale che definisce il marchio Gucci.

L'estetica dei singoli luoghi è assolutamente unica e originale, e proprio per questo Alessandro Michele, che da qualche anno disegna le collezioni per la casa di moda, ha voluto renderli indimenticabili annoverandoli in una guida transoceanica di grande stile. Il progetto è nato così, tirando un fil rouge tra i capi del mondo, e collegando negozi, musei e residenze storiche che all'apparenza sono distanti ma che rivelano un gusto affine al marchio.

I Gucci Places ora sono 12, e vanno da Roma, dalla Biblioteca Angelica, a Los Angeles, al LACMA, passando per i Giardini di Boboli, a Firenze e raggiungendo il Daelim Museum, a Seoul, e il Giappone, come si è detto.

Alcuni sono stati sede di campagne della maison: Castello Sonnino e la sua sala disegnata come un giardino fiorentino è stato luogo degli scatti fotografici per una collezione; Gucci Garden a Firenze racchiude il museo della casa di moda, un negozio con capi creati in esclusiva per questo luogo e una libreria. Altri invece, come la Libreria Cascianelli di Roma, non sono legati direttamente a Gucci ma ne condividono l'immaginario. Tutti insieme creano una Wunderkammer che al meglio racchiude le sfaccettature del marchio.

Nella app Gucci si possono vedere tutti i luoghi designati, si possono raccogliere virtualmente dei badge, simboli che definiscono di essere passati da lì grazie alla geolocalizzazione. E scoprire così angoli poco comuni, non particolarmente accessibili ma certamente dal sapore unico.