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Bangkok, cinque indirizzi tra design e architettura

Non è mancato neppure uno spettacolo di luci e cromatismi durante le celebrazioni per l’inaugurazione del grattacielo MahaNakhon, il più alto della Thailandia e nuovo landmark di Bangkok.

La cosiddetta Pixel Tower è la novità di maggiore rilievo nello skyline urbano della vivace capitale del sud est asiatico, una metropoli divenuta pienamente tale a partire tra gli anni Ottanta e Novanta del Novecento. Stretta nella doppia morsa del traffico automobilistico e del clima rovente, Bangkok conserva ancora parte del fascino esotico cui si lega la sua fama.

L'impronta moderna e frenetica, supportata dal notevole potenzialmento delle infrastrutture stradali e ferroviarie, risulta tuttavia prevalente e rende una delle più seducenti - e complesse - capitali asiatiche.

MahaNakhon by Buro Ole Scheeren Group

Credits: PACE Development Corporation Plc. 
Credits: PACE Development Corporation Plc. 
Credits: PACE Development Corporation Plc. 
Credits: PACE Development Corporation Plc. 
Credits: The Ritz-Carlton Residences in Bangkok - PACE Development Corporation Plc. 
Credits: The Ritz-Carlton Residences in Bangkok - PACE Development Corporation Plc. 
Credits: The Ritz-Carlton Residences in Bangkok - PACE Development Corporation Plc. 
Credits: The Ritz-Carlton Residences in Bangkok - PACE Development Corporation Plc. 

Svelato per la prima volta al pubblico nel 2009, il grattacielo Mahanakhon è l'opera di architettura contemporanea più significativa di Bangkok. Progettato dallo studio guidato dall'architetto tedesco Ole Scheeren, partner di Rem Koolhaas e di OMA - Office for Metropolitan Architecture nelle sedi di Beijing e Hong Kong, l'edificio a torre ad uso misto si eleva per 314 metri. Il cantiere, avviato nel 2011 e ultimato nell'estate 2016, ha portato alla nascita di un complesso multifunzionale. A contraddistinguerlo sono sporgenti skybox in vetro, da cui godere di ampie vedute sulla città e sul Chao Phraya, il leggendario fiume locale al quale Bangkok deve gran parte della sua vocazione commerciale.Il sorprendente profilo, con l'ormai iconica struttura pixelata, lo rende costantemente assimilabile a una struttura in divenire, quasi fosse capace di "mettersi in moto" e generare configurazioni mutevoli. Gli spazi interni legano il proprio aspetto alle funzioni ospitate. Nei suoi 77 piani, il Mahanakhon accoglie infatti un boutique hotel gestito da The Ritz-Carlton - dal livello 1 al 20 - con 154 camere lusso; il The Ritz-Carlton Residence - dal livello 23 al 73 -, con un'ampia gamma di residenze private, con superfici variabili comprese tra 125 mq e 844 mq. I piani più alti, infine, sono occupati dallo Sky Observation Deck e da servizi ristorativi che intendono offrire ai turisti viste panoramica 360 gradi su Bangkok, relax e divertimento. Nella struttura sono inoltre compresi spazi per la vendita al dettaglio, ristoranti, un parcheggio e un collegamento diretto con la stazione Chongnonsi BTS.

Shugaa dessert bar by party/space/design

Credits: party / space / design
Credits: party / space / design
Credits: party / space / design
Credits: party / space / design
Credits: party / space / design
Credits: party / space / design
Credits: party / space / design

Lo studio cross disciplinare party/space/design, di base a Bangkok, ha ultimato nel gennaio 2016 gli interni della caffetteria-pasticceria Shugaa. Guidato da un cuoco thailandese, il locale propone menù creativi a base di dolci: un filone gastronomico che ha fornito ai progettisti l'ispirazione per concepire interni e dettagli decorativi sviluppati secondo il fil rouge dei cristalli di zucchero. In questo senso vanno infatti interpretate sia l'installazione poligonale sospesa, visibile anche dall'esterno, sia scenografiche lampade. Toni pastello si uniscono a una palette che non rinuncia al verde menta e ad alcuni innesti più caldi e lucidi. Tra le finiture sono presenti anche il rame e il marmo, impiegato nel banco del bar. Sviluppato su due livelli, Shugaa dispone di una sorprendente scala a chiocciola, sviluppata a partire da proprio dalla struttura dei cristalli di zucchero e restituita mediante parallelepipedi acrilici.

Vivarium Restaurant by Hypothesis Co.

Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun
Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun
Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun
Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun
Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun
Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun
Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun
Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun
Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun
Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun
Credits: Pakkawat Paisitthawee - Nunthanut Amornpun

Premiato con l'INSIDE Award 2015, nella categoria "bars and restaurants", il Vivarium Restaurant possiede un'identità green così straripante da rendere difficile credere che, in passato, questo stesso spazio venisse davvero occupato da decine di trattori. La metamorfosi è frutto del progetto curato dal giovane studio multidisciplinare Hypothesis, al cui interno opera un team di progettisti thailandesi specializzati nei campi dell'architettura, dell'architettura degli interni e del graphic design. Con l'obiettivo di minimizzare i costi di costruzione, il capannone industriale che ora ospita Vivarium è stato ampiamente preservato. La maggior parte della struttura esistente, infatti, è rimasta invariata: la nuova identità è stata definita visivamente con una differenziazione dei colori - le vecchie pareti sono state mantenute nel loro bianco originale; le nuove aggiunte sono state dipinte di rosso con un fondo antiruggine - e si è operato accentuando il contrasto tra il vecchio e il nuovo. Porte di ferro, tubi in acciaio, rami secchi, radici di alberi sono divenuti parte integrante del ristorante, mentre alcuni nuovi innesti - come le impalcature con finalità decorative e di divisorio interno - rafforzano l'idea di mixare le due funzioni. A donare un'immagine energica e vitale al Vivarium sono le decine di piante disposte a varie altezze e le irriverenti ceramiche d'arte collocate ovunque.

KNOCK Kitchen & Kicks by Onion

Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya: W Workspace
Credits: Wison Tungthunya :W Workspace

Ultimato nel luglio 2015, KNOCK Kitchen & Kicks occupa una superficie di poco meno di 300mq a Sukhumvit, un distretto alla moda di Bangkok che accoglie residenze moderne, uffici, strutture alberghiere e centri commerciali. Curato dallo studio Onion nasce dalla ristrutturazione di un negozio di 4 piani e combina, come suggerisce il nome, la vendita al dettaglio di selezionate sneaker con la proposta gastronomica di un caffè-bistrot. La società che gestisce questo locale, infatti, ha infatti pensato di unire la passione per la buona cucina e l'amore per le scarpe da tennis in un unico indirizzo. Direttamente affacciato su Sukhumvit 55 Road, una delle strade più trafficate di Bangkok a tutte le ore, KNOCK Kitchen & Kicks punta sull'ibridazione e reinventa, in chiave contemporanea, due lavorazioni tipiche di Bangkok. In questo locale, infatti, i progettisti di Onion hanno impiegato, per la prima volta nella loro storia, i blocchi di cemento come elementi decorativi: sono ampiamente visibili nella sala ristorante. Prodotti a livello locale, sono reperibili - buon mercato - lungo le strade e i vicoli di Bangkok, così come avviene per le lastre di zinco. Quest'ultimo materiale è stato impiegato nel bancone del bar. Da segnalare, infine, il ricorso al colore verde menta e l'applicazione di luci sia calde sia fredde che conferiscono caratteri distinti alla zone di sosta e alle aree di passaggio, tra cui scala.

Siam Discovery by Nendo

Credits: Takumi Ota
Credits: Takumi Ota
Credits: Takumi Ota
Credits: Takumi Ota
Credits: Takumi Ota
Credits: Takumi Ota
Credits: Takumi Ota
Credits: Takumi Ota
Credits: Takumi Ota

L'intervento curato da Nendo nel Siam Discovery Arena di Bangkok, uno dei più grandi complessi commerciali di tutta l'Asia, ha riguardato la ridefinizione dei cinque piani e dell'aspetto esterno. Lo studio giapponese, guidato da Oki Sato, ha ridisegnato l'intera planimetria, modificando percorsi e spazi per la vendita e definendo un nuovo ingresso. I clienti, una volta dopo aver osservato la doppia membrana grafica in facciata, accedono a un atrio occupato da 202 scatole modulari, con monitor incorporati: a questa installazione hi-tech è affidata la segnalatica dell'intero complesso. Con uno sviluppo di 40.000 mq, Siam Discovery Arena dispone di spazi commerciali estremamente diversificati, condizione che ha imposto a Nendo di operare sia sulle aree comuni, sia negli spazi di vendita. Questi ultimi, in particolare, risultano ora suddivisi secondo categorie merceologiche, anziché per brand come avviene di consueto. A guidare il progetto è stata infatti l'idea di concepire gli interni come un «laboratorio lifestyle, nel quale i visitatori siano stimolati a scoprire stili e tipologie completamente diverse tra loro». Un'immersione nello shopping tra supporti, display, effetti illuminotecnici e finiture che variano passo dopo passo.

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