Credits: Lo spazio-galleria al primo piano ospiterà mostre di designer e artisti.
Places

Il nuovo headquarter di Fendi all’EUR di Roma

Laura Barsottini

«L’EUR ti restituisce questa leggerezza di abitare nella dimensione di un quadro. Ha una carica, un’atmosfera liberatoria, in quanto in un quadro non esistono leggi se non quelle estetiche, non esistono rapporti se non quelli con la solitudine o soltanto con le cose. Sono case vuote, case disabitate, edifici creati per fantasmi, per statue, come sono questi qua».
Federico Fellini

Per Federico Fellini l’EUR era il teatro di posa ideale dove girare alcune delle più celebri scene dei suoi film: da La dolce vita a fino a Le tentazioni del dottor Antonio, episodio del corale Boccaccio 70.

Come dimenticare la sequenza onirica in cui Anita Ekberg, rilucente e sensuale gigantessa, si prende gioco dell’austero censore Peppino De Filippo ai piedi del Palazzo della Civiltà Italiana? Algida e monumentale icona dell’EUR – quella città nella città voluta da Mussolini, rimandata sine die a causa della guerra – il Palazzo rimase incompiuto, vuoto, e diventò segno ricorrente di tanta filmografia. Lo vediamo sullo sfondo di quelle lunghe traversate cinematografiche che Antonioni compie con L’Eclisse dove, nel più assoluto silenzio, l’architettura diventa astrazione e partecipa alla deriva dei personaggi. O ancora nelle inquadrature sincopate inserite da Greenaway ne Il ventre dell’architetto, in cui l’edificio è accompagnato dalle potenti note di Wim Mertens.

Il Palazzo della Civiltà Italiana, noto anche come Colosseo Quadrato per i chiari rimandi formali all’Anfiteatro Flavio, doveva essere il fulcro dell’Esposizione Universale del 1942, interpretazione in chiave contemporanea dei fasti dell’antica architettura romana. Progettato nel 1937 da Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno La Padula e Mario Romano, sotto la supervisione di Marcello Piacentini, il Palazzo viene inaugurato nel 1940. Ma, subito vittima dei danni del conflitto bellico, dei successivi saccheggi a opera dei palazzinari e di decenni di abbandono, l’edificio non ha mai trovato una destinazione d’uso permanente, accentuando il suo carattere enigmatico.

Credits: L'esterno del Palazzo della Civiltà Italiana all'EUR di Roma.
Credits: La decorazione dell’intero edificio è data dalla reiterazione dell’arco, ripetuto nove volte su dei livelli e raddoppiato grazie ai portici perimetrali.
Credits: Un dettaglio in marmo della scalinata dell’EUR42, così chiamato perché pensato come fulcro dell’Esposizione Universale del 1942.
Il palazzo della Civilt‡ del Lavoro, gi‡ della Civilt‡ Italiana, a Roma. Opera su progetto degli architetti Giovanni Guerrini, Ernesto Bruno La Padula e Mario Romano1953 ca.Guerrini, Giovanni;;Romano, Mario;;La Padula, Ernesto (1902-1968)1938 -1943Roma - Quartiere EUR - Credits: Concepito nel 1936 dagli architetti Giovanni Guerrini, Mario Romano ed Ernesto Bruno La Padula, il Palazzo fu inaugurato nel 1940. Qui Federico Fellini girò l’episodio "Le tentazioni del dottor Antonio" del film "Boccaccio 70" con Anita Ekberg. (Archivi Alinari)
Credits: L’intera architettura, composta da sei livelli, è attraversata da una doppia scala. Gli ambienti, quasi totalmente rivestiti di marmo, appaiono silenziosi, immutabili, surreali.
Credits: Ventotto statue, ognuna sotto un arco, a rappresentare un mestiere o talento: dalla musica alla filosofia e al genio politico.
Credits: Lo spazio-galleria al primo piano ospiterà mostre di designer e artisti.
Credits: L’archivio di pellicce di Fendi sarà in un’area espositiva aperta al pubblico.
Credits: Total white: il “Fur Atelier” sarà immerso nella luce per lavorare al meglio le pellicce.

Strutturato come un imponente parallelepipedo su base quadrata che domina la città e il paesaggio in un quartiere nato per raccordare Roma e il mare, si snoda attraverso 6 livelli, ciascuno cadenzato da 9 archi ripetuti per i 4 lati. Giò Ponti, in un articolo per il Corriere della sera del 1939, parlerà di un’architettura che è “solo simbolo; l’arco nudo e ripetuto più di duecento volte è in esso astrazione e non costruzione, l’incanto che susciterà è lirico, estatico, terrà dell’incantesimo”.

«L’EUR è un libro ricco di ispirazioni. Abbiamo camminato a lungo attraverso il quartiere per carpirne l’atmosfera e studiarne i caratteri architettonici. Queste peregrinazioni hanno influenzato il nostro progetto per il Palazzo della Civiltà», racconta l’architetto Marco Costanzi, che ha seguito e curato il progetto di riqualificazione del palazzo per trasformarlo nel nuovo quartier generale di Fendi.


Distinto da una geometria essenziale tracciata da archi e colonne, il Palazzo è interamente rivestito da travertino, materia romana per eccellenza le cui cromie cambiano al variare della luce, dando vita a un bianco in continua metamorfosi. Si sviluppa su un’area di 8.400 metri quadrati per un’altezza di 60 metri quello che rimase un’immensa, vuota e silenziosa struttura scultorea, anche quando vennero posizionati agli angoli del podio 4 gruppi plastici equestri raffiguranti divinità greche e, sotto ai fornici del piano terreno, 28 statue monumentali dal significato allegorico. Ciascuna statua sorgeva in rappresentanza di mestieri o talenti per esaltare le doti del popolo italiano, secondo l’ideale di regime. Celebrazione che si ripete e trova forza nell’iscrizione incisa su ogni lato del Palazzo per raccontare di Un popolo di poeti di artisti di eroi / di santi di pensatori di scienziati / di navigatori di trasmigratori.

E proprio il significato simbolico all’origine della costruzione del Palazzo diviene la ragione per cui, dopo anni di utilizzi solo temporanei, Fendi lo sceglie come unica sede romana dove raccogliere le strutture operative dislocate nella città, un headquarter a tutti gli effetti. Come spiega Pietro Beccari, presidente e amministratore delegato della maison, «questo strepitoso edificio atemporale e metafisico rappresenta Fendi perché è il nuovo eretto per celebrare l’eccellenza italiana, richiama le nostre radici romane e il dialogo perpetuo tra tradizione e modernità. Il nostro impegno sarà dare vita al Palazzo, renderlo accessibile per la prima volta ai cittadini e offrire nuova linfa al quartiere attraverso la moda». Questo perché, oltre a ospitare i team di lavoro costituiti da più di 400 persone e il Fur Atelier, fiore all’occhiello della casa di moda, il Palazzo della Civiltà aprirà le sue porte al pubblico grazie alla destinazione del primo livello a spazio espositivo, caffetteria e bookshop. Dall’autunno e lungo i prossimi 15 anni, l’azienda romana ospiterà un dinamico programma di mostre per dare voce alle eccellenze italiane, a giovani talenti appartenenti al mondo del design e dell’arte contemporanea, per creare occasioni di riflessione sulla moda e sui temi a essa legati. Inoltre Fendi offrirà gratuitamente l’area a chiunque abbia idee valide da mettere in scena, una grande occasione di dialogo con tutta la città.

Foto di Hélène Binet e Gionata Xerra

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