Jameel Arts Centre - Credits: Photo: Mohamed Somji
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Ripercorrere i sentieri della storia: il nuovo Jameel Arts Centre di Dubai

Per comprendere le profonde trasformazioni degli Emirati Arabi si potrebbe forse partire da qui, dal nuovo Jameel Arts Center di Dubai, primo museo d'arte contemporanea non governativo dell'emirato.

Decisamente meno suggestivo del vicino Louvre di Abu Dhabi, il Jameel Arts Centre se ne differenzia non soltanto per l'architettura, che non porta la firma di archistar, ma anche per la vocazione. Non un museo delle culture del mondo come il Louvre, ma un luogo in cui riflettere sui mutamenti che hanno investito gli Emirati Arabi negli ultimi decenni. Per farlo, il centro sarà teatro di mostre temporanee e progetti espositivi che alterneranno esposizioni personali e collettive.

Voluto da Art Jameel, organizzazione indipendente che promuove l'arte, la cultura e l'educazione nel Medio Oriente, a interpretarne l'intento è il progetto architettonico dello studio inglese Serie Architects. Punto di partenza è la memoria della popolazione locale, che viene impregnata di citazioni contemporanee per dare forma a un edificio che reinterpreta la struttura delle Sha'abi, le dimore tradizionali degli Emirati. I diversi edifici cubici sono disposti circolarmente attorno a giardini interni ed esterni, proprio come succede(va) nelle case locali o nelle Medine, con i cortili a fare da perno della vita sociale degli abitanti. L'alternanza degli spazi pubblici e privati viene dunque replicata nel contesto museale suggerendo l'idea di comunità. Una comunità ormai ben poco rintracciabile tra i grattacieli che scolpiscono lo skyline di Dubai. Sviluppato su una superficie di 10.000 mq, l'edificio è affacciato sul Creek, il canale d'acqua attorno a cui si è sviluppata la vita commerciale della città.

«Alla base del progetto c'è la volontà di utilizzare la cultura per raccontare la città e la sua storia» - ha spiegato durante l'inaugurazione Christopher Lee, co-fondatore di Serie Architects. «Abbiamo voluto creare una struttura aperta, che invitasse la cittadinanza a entrare e a farsi coinvolgere dalle attività del museo. I colonnati creano un'interfaccia porosa tra l'intimità delle gallerie e l'apertura della promenade sul fiume, dove le persone possono passeggiare».

A comporre il museo sono dieci gallerie, oltre alla prima biblioteca pubblica di Dubai che offre più di 3.000 testi consultabili e un programma di incontri, reading ed eventi prodotti dalla Youth Assembly e rivolti ai giovani creativi. Inoltre, trovano posto diversi studi e spazi eventi, un ristorante e uno shop. La zona esterna ospita invece sette giardini del deserto progettati dall'architetto olandese Anouk Vogel – che ha portato a Dubai ben 33 specie di piante desertiche provenienti da vari deserti del mondo - e una serie di installazioni site specific che punteggiano il Jaddaf Waterfront Sculpture Park, primo parco delle sculture open air di Dubai.

Protagonisti degli spazi espositivi sono la mostra collettiva inaugurale – Crude (fino al 30 marzo 2019) – e le quattro monografiche delle artiste Maha Malluh, Chiharu Shiota e Mounira Al Solh e Lala Rukh (fino al 9 febbraio 2019). Le loro opere – molte delle quali provenienti dalla collezione di Art Jameel – raccontano alcuni aspetti fondamentali del percorso storico e culturale dei paesi del Golfo, andando a toccare temi come l'equilibrio politico della regione, la questione dei rifugiati, la perdita di riferimenti culturali.

Ancora più coraggiosa è poi Crude, curata dallo storico dell'arte Murtaza Vali, che affronta un argomento delicatissimo: il ruolo del petrolio nella società degli Emirati Arabi e negli stati del Golfo. Un ruolo essenziale nello sviluppo economico della regione, ma anche catastrofico a livello ecologico e ambientale. Una risorsa “magica e insidiosa”, come spiega il testo curatoriale della mostra, che ha da sempre accompagnato la popolazione locale (secoli fa veniva utilizzata per medicamenti e rituali), e attorno a cui si è costruita un'intera cultura. Attraverso i lavori di 17 artisti internazionali realizzati a partire dagli anni '40 del XX secolo fino a oggi – tra cui fotografie, sculture, dipinti e installazioni – vengono esplorate le molteplici funzioni del petrolio nella società locale in un racconto che intreccia analisi sociologica, architettonica ed economica. Tra gli artisti inclusi nella collettiva, Fatima Al Qadiri, Wael Shawky, Latif Al Ani e Alessandro Balteo-Yazbeck.

Antonia Carver, direttrice di Art Jameel, ha commentato così l'impronta artistica del museo: «Sebbene il suo respiro sia internazionale, il centro affonda le radici nel contesto locale e presenta artisti e progetti che esplorano la vita sociale nei Paesi del Golfo. Vogliamo rappresentare la città e rispecchiare i suoi abitanti, ecco perché abbiamo voluto inaugurare il museo con una mostra come Crude, che esplora il petrolio come elemento di trasformazione sociale, culturale ed economico nel Medio Oriente e nel Nord Africa, nonché motore di sconvolgimenti geo-politici».

View (Detail) of Jameel Arts Centre, Dubai - Credits: Courtesy Art Jameel Photography: Mohamed Somji
Jameel Arts Centre - Credits: Photo: Mohamed Somji
Jameel Arts Centre - Credits: Photo: Mohamed Somji
Jameel Arts Centre - Credits: Photo: Mohamed Somji
Jameel Arts Centre - Credits: Photo: Mohamed Somji
View (Detail) of Jameel Arts Centre, Dubai - Credits: Courtesy Art Jameel Photography: Mohamed Somji
View (Detail) of Jameel Arts Centre, Dubai - Credits: Courtesy Art Jameel Photography: Mohamed Somji
View (Detail) of Jameel Arts Centre, Dubai - Credits: Courtesy Art Jameel Photography: Mohamed Somji
Serie Architects group
Installation view of Artist's Rooms: Mounira Al Solh at Jameel Arts Centre, Dubai. - Credits: Courtesy of Art Jameel - Photography: Mohamed Somji
Installation view of Artist’s Rooms: Maha Malluh, at Jameel Arts Centre, Dubai. - Credits: Courtesy of Art Jameel - Photography: Mohamed Somji
Installation view of Crude, curated by Murtaza Vali, at Jameel Arts Centre, Dubai. - Credits: Courtesy of Art Jameel - Photography: Mohamed Somji
Installation view of Crude, curated by Murtaza Vali, at Jameel - Credits: Arts Centre, Dubai. Courtesy of Art Jameel - Photography: Mohamed Somji
Installation view of Crude, curated by Murtaza Vali, at Jameel Arts Centre, Dubai. - Credits: Courtesy of Art Jameel - Photography: Mohamed Somji
Installation view of Departure, 2018, in Artist’s Rooms: Chiharu Shiota at Jameel Arts Centre, Dubai. - Credits: Courtesy of Art Jameel - Photography: Mohamed Somji
Installation view of Crude, curated by Murtaza Vali, at Jameel Arts Centre, Dubai. - Credits: Courtesy of Art Jameel - Photography: Mohamed Somji
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