Sala Spiritello
Sala Gaspare Campari
Barman Spiritello
Bar di Passo
Sala Gaspare Campari
Places

A Milano riapre il Camparino in Galleria

È il simbolo dell'aperitivo milanese, e ora, dopo i lavori di ristrutturazione, Il Camparino in Galleria è pronto a riaprire i battenti giovedì 14 novembre.

Firmato da Lissoni Associati, il restyling ha voluto mantenere ed enfatizzare i dettagli d’epoca Art Nouveau, ridefinendo l'identità del locale.

Al primo piano, gli spazi della Sala Spiritello seguono la proposta contemporanea cocktail & food, sviluppandosi intorno al grande bancone, ridisegnato per valorizzare la preparazione e il servizio dei cocktail. L’uniformità architettonica dell’ambiente viene mantenuta dalla pavimentazione in seminato veneziano e dal rivestimento in boiserie in noce rigato, oltre che dall'opera Spiritello realizzata dal pittore e illustratore Leonetto Cappiello nel 1921, diventata l'icona del marchio Campari.

Al piano terra invece, lo storico Bar di Passo è stato restaurato in modo conservativo, mettendo in luce il patrimonio storico e liberty, fra cui il bancone, le luminarie, il mosaico e il cassettonato a soffitto. Infine, al piano interrato, la vera novità della riapertura: la nuova Sala Gaspare Campari, spazio recuperato dai magazzini del locale, che sarà adibito a corsi di bartending, degustazioni ed eventi privati.

«In questo progetto abbiamo voluto essere il più possibile “silenziosi”, cercando di essere onesti e sinceri con la parte storica di questo locale. Il nostro lavoro di architetti è stato quello di dare un piccolo tocco di modernità, ma è stata un’interpretazione, come quando una partitura musicale viene suonata da qualcun altro. Ho immaginato il contrasto tra un’eleganza naturale, classica e quella moderna, in un meraviglioso incrocio tra Camparino in Galleria, il nostro progetto e la cucina di Davide Oldani. Per me Camparino non è solo il luogo dell’aperitivo ma il luogo dove succedono cose, dalla mattina alla sera. Non è semplicemente un bar… è semplicemente il Camparino», ha raccontato Piero Lissoni.