New Lab - corridoi - Credits: New Lab
New Lab - spazio lounge - Credits: New Lab
New Lab - reception - Credits: New Lab
New Lab - meeting room - Credits: New Lab
New Lab - secondo piano - Credits: New Lab
New Lab - corridoi - Credits: New Lab
New Lab - area di entrata - Credits: New Lab
New Lab - negozio - Credits: New Lab
New Lab - Credits: New Lab
Places

Da magazzino portuale a coworking: il New Lab di Brooklyn

Guardare al futuro attraverso le lenti del passato. È quello che ha fatto lo studio newyorkese Macro Sea per trasformare in coworking un magazzino portuale di Brooklyn, il Navy Yard Building 128.

È nato così New Lab, spazio condiviso di lavoro di 7.800 mq che ospita open space, studi privati, sale meeting, negozi e aree relax per un totale di 500 lavoratori freelance e 50 aziende.

Per la progettazione del coworking, a ispirare David Belt, fondatore di Macro Sea, è stato il tecno-ottimismo degli anni 70, caratterizzato da una visione del futuro che coniugava modernismo, design e innovazione.

Niente ambienti sterili e futuristici quindi, il New Lab è un luogo che riporta al passato, o meglio, che guarda al futuro con un velo di nostalgia. Un approccio rivoluzionario nella progettazione dei coworking, generalmente improntata al minimalismo e alla digitalizzazione a tutti i costi.

Nicko Elliott, direttore creativo di Macro Sea, commenta così l'idea originaria del progetto: «Per realizzare New Lab, abbiamo rifiutato qualsiasi tipo di feticismo industriale, di “iphonizzazione” o di tecnologia 4.0. Abbiamo preferito un approccio “archeologico” al futuro, per creare spazi discreti e dignitosi, che riflettono l'ingegno e l'integrità delle persone che ci lavorano».

Gli arredi sono stati scelti nei toni neutri del bianco, del beige e del nero, in modo da dare risalto ai flash di colore “in stile Kubrick” di alcuni elementi sparsi per gli ambienti del coworking – poltrone, divani, pouff e lampade - dai toni accesi e saturi. A loro sono mischiati pezzi di design di Gaetano Pesce e Carlo Mollino. Un inno alla creatività del passato, che diventa stimolo e ispirazione per quella del futuro.