Credits: The Noguchi Museum
Places

New York: una guida all’arte contemporanea

Nel dinamismo di una metropoli sempre sveglia, capita che i percorsi delle persone s’intreccino accidentalmente e per una piccola frazione di tempo, nei luoghi moderni di contemplazione come i musei. Resta impresso nella memoria l’incontro tra Woody Allen e Diane Keaton al Whitney dove, in una Manhattan in bianco e nero, discutevano sul senso e la necessità dell’originalità nell’arte.

Erano gli anni Settanta e New York viveva già un fermento che le assegnava il titolo di “capitale della cultura nel mondo” e che tutti sognavano di conoscere. Oggi la città continua a evolversi restando fonte d’ispirazione e centro di sperimentazione, e offrendo un parco museale che detta gusti e tendenze internazionali.

Questa piccola guida vuole essere una prima mappa ai luoghi dell’arte a New York che non dovrebbero sfuggire al visitatore curioso e intraprendente.

A Manhattan:

Credits: Whitney Museum - Ph. Lederman

Whitney Museum

Frutto della passione e della generosità dalla scultrice Gertrude Vanderbilt Whitney che tra il 1907 e il 1942 acquistava per esporle le opere dei nuovi artisti americani d’inizio secolo, la forma embrionale di questo museo nasceva nel 1914 nel Greenwhich Village a Manhattan come Whitney Studio. Dopo l’offerta rifiutata di donare la sua collezione al MET, Mrs. Whitney inaugurò nel 1931 sempre nel Greenwhich il suo Whitney Museum of American Art dedicato esclusivamente all’arte americana. Nel corso degli anni diversi trasferimenti hanno infine portato all’apertura nel 2015 dell’attuale edificio progettato da Renzo Piano, situato tra l’High Line e l’Hudson River nel Meatpacking District. La collezione permanente comprende più di 21.000 opere di più di 3.000 artisti tra i quali Alexander Calder, Jasper Johns, Agnes Martin, Georgia O’Keeffe, Claes Oldenburg, Ed Ruscha, Cindy Sherman, Lorna Simpson, e David Wojnarowicz. Diretto da Adam D. Weinberg, il museo propone un programma di mostre temporanee, retrospettive storiche o monografiche di artisti contemporanei più o meno affermati, e l’ormai consolidata Biennale, che dal 1932 ogni due anni espone un’indagine sullo stato dell’arte contemporanea in America. Dal 12 novembre 2018 al 31 marzo 2019: Andy Warhol – From A to B and back again.

  • Dove: Whitney Museum of American Art, 99 Gansevoort Street New York, NY 10014 www.whitney.org
Credits: New Museum, New York - Ph. Dean Kaufman

New Museum

Quando nel 1977 inaugurava a Tribeca la prima sede del New Museum, Marcia Tucker – curatrice al Whitney Museum of American Art dal 1967 al 1976 - realizzava il suo desiderio di creare un nuovo luogo dedicato all’arte contemporanea e adatto al lavoro dei giovani artisti, che difficilmente trovava spazio nelle strutture espositive esistenti. Dopo trent’anni d’attività, nel 2007 il museo ha inaugurato l’attuale nuova sede a Bowery nell’edificio progettato al Kazuyo Sejima + Ryua Nishizawa/SANAA Ltd.: cinque piani espositivi e una terrazza panoramica su lower Manhattan. Il programma del New Museum è dedicato alla presentazione del lavoro di artisti emergenti ma anche a monografiche importanti di figure riconosciute come Ana Mendieta e William Kentridge. In linea con questa sua missione, nel 2009 il museo ha dato avvio alla prima edizione dell’ormai nota New Museum Triennial con la mostra The Generational: Younger Than Jesus a cura di Massimiliano Gioni, Director of Exhibitions. Sono in corso fino al 6 gennaio 2019 le mostre Marguerite Humeau: Birth Canal e Marianna Simnett: Blood In My Milk. Inaugura il 26 settembre e fino al 20 gennaio 2019 Sarah Lucas: Au Naturel.

Credits: Dorothy Iannone, I Lift My Lamp Beside the Golden Door, 2018 - A High Line Commission

High Line

Nata sul percorso della West Side Line, una sezione della ferrovia sopraelevata della New York Central Railroad destinata alla demolizione, la High Line è un parco lineare di circa 2 km che attraversa il lato occidentale di Manhattan. Una passeggiata a cielo aperto tra giardini fioriti e opere d’arte pubbliche, che connette il Whitney Museum al museo di prossima apertura The Shed. Nel 1999 l’associazione Friends of High Line lanciò un concorso di riqualificazione in parco urbano dell’ex zona ferroviaria che fu vinto dagli architetti Diller Scofidio + Renfro e dai paesaggisti James Corner Field Operations e Piet Oudolf. High Line è l'unico parco di New York con un programma multimediale dedicato all'arte contemporanea aperto gratuitamente 365 giorni l'anno: sotto la guida di Cecilia Alemani artisti nazionali e internazionali sono invitati a confrontarsi con l'architettura unica, la storia e il design di questo spazio ibrido che accoglie attualmente (e fino a marzo 2019) interventi di Dorothy Iannone, Maria Thereza Alves, Marinella Senatore, Sable Elyse Smith e altri.

Credits: Swiss Institute

Swiss Institute

Spazio indipendente no-profit per l’arte contemporanea, Swiss Institute ha da poco inaugurato la sua sede permanente nell’East Village al 38 di St. Marks Place, in un edificio ristrutturato da Selldorf Architects. Sin dalla sua fondazione nel 1986, l’obiettivo è di promuovere le nuove sperimentazioni artistiche da una prospettiva nazionale avviando un dialogo internazionale, grazie a mostre temporanee per lo più di artisti emergenti e un programma d’incontri pubblici. Il nuovo edificio ospita, infatti, oltre agli spazi espositivi, una biblioteca, un’ampia terrazza (per mostre e incontri) e una libreria gestita in collaborazione con Printed Matter. Diretto da Simon Castets da cinque anni, l’istituto ha in programma tra le prossime mostre un focus sulla pittura, con la retrospettiva Polyfocal Allover dedicata allo svizzero Franz Gertsch (1930) e Evil in the defense of the good, la prima personale in istituzione di Julien Nguyen. Accesso gratuito.

Credits: Judd Foundation. Art - Ad Reinhardt. Donald Judd FurnitureTM - Ph. Josh White

Donald Judd Foundation

Voluta dai figli Rainer e Flavin per preservarne la memoria e l’eredità, la Judd Foundation è dedicata a uno degli artisti americani più famosi del 20° secolo: Donald Judd. La sede di New York – oltre a quella di La Marfa, in Texas, dove sono esposte diverse installazioni permanenti - si trova negli spazi che furono studio dell’artista e che ne conservano anche le biblioteche e gli archivi. Lo spazio al 101 di Spring Street, un edifico a cinque piani progettato da Nicholas Whyte e costruito nel 1870, fu il primo edificio che Donald Judd possedette e che utilizzò anche come sua residenza. Proprio in questi ambienti l’artista sviluppò il concetto d’installazione permanente ritenendo che il posizionamento dell’opera d’arte fosse fondamentale per la sua comprensione, e ancora oggi le sue creazioni sono visibili come da lui volute. Dal 22 settembre, e fino all’8 dicembre, è visitabile la mostra temporanea Donald Judd: Paintings 1960-1961.

Nel Queens:

Credits: MoMA PS1 - Ph. Pablo Enriquez

MoMA PS1

Annesso nel 2000 al The Museum of Modern Art, il MoMA PS1 è in realtà una delle più antiche istituzioni no-profit d’arte contemporanea in America. Fondato nel 1971 da Alanna Heiss come Institute for Art and Urban Resources Inc., un'organizzazione dedicata all'organizzazione di mostre in spazi sottoutilizzati e abbandonati in tutta New York, nel 1976 ha aperto la prima grande mostra nella sua sede permanente a Long Island City, nel Queens, “Seminal Rooms”. Un invito a trasformare gli spazi dell'edificio che è diventato la sua peculiarità e che ha fatto dell’edificio un’installazione site-specific, ancora oggi in evoluzione, con le installazioni permanenti di James Turrell, William Kentridge, Pipilotti Rist, Lawrence Weiner e altri. Da sempre catalizzatore e sostenitore di nuove idee, discorsi e tendenze nell'arte contemporanea, il MoMA PS1 supporta attivamente artisti emergenti, promuovendo il campo delle nuove sperimentazioni e sostenendo l'innovazione. Oltre al programma espositivo, il museo organizza appuntamenti di ricerca sonora. Dal 21 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019 ospita parte della mostra (che continua al MoMA) Bruce Nauman: Disappearing Acts.

  • Dove: 22-25 Jackson Avenue, Long Island City, NY momaps1.org
Credits: Nicholas Knight - The Isamu Noguchi Foundation and Garden Museum

The Noguchi Museum

Sempre nel Queens si trova The Noguchi Museum, nato nel 1985 per volontà di Isamu Noguchi (1904-88), uno dei principali scultori e designer del XX secolo. È il primo museo in America a essere stato fondato, progettato e installato da un artista vivente. I suoi spazi si dividono tra le dieci gallerie all’interno dell’edificio industriale e il suggestivo giardino di sculture all’aperto. Sin dalla sua fondazione, il museo si è proposto come punto d’incontro internazionale per la ricerca e la valorizzazione dell’opera di Noguchi: si possono consultare i suoi archivi e il catalogo ragionato delle opere, apprezzare una selezione completa di sculture, modelli per progetti pubblici e giardini, set da ballo e sculture di luce Akari. Oltre alla collezione permanente il museo organizza con regolarità mostre temporanee e progetti speciali legati a Noguchi o al contesto in cui ha lavorato, offrendo così una visione ancora più ricca e contestualizzata del suo operare. La prossima temporanea è dedicata allo scultore Jorge Palacios, dal 16 settembre 2018 al 20 gennaio 2019.

  • Dove: 9-01 33rd Road (Vernon Boulevard), Long Island City, New York www.noguchi.org

Poco fuori New York City:

Credits: Magazzino Italian Art - Ph. Marco Anelli

Magazzino Italian Art

Inaugurato nel giugno 2017, Magazzino Italian Art raccoglie la collezione privata di Nancy Olnick e Giorgio Spanu, amanti e sostenitori dell’arte italiana contemporanea e del dopoguerra. Nell’edificio progettato dall'architetto spagnolo Miguel Quismondo a Cold Spring, Magazzino raccoglie ed espone ciclicamente una selezione significativa d’opere d’arte, principalmente di Arte Povera, realizzate dagli anni '60 a oggi. Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio sono tutti presenti. Il nome Magazzino fa riferimento alla sua integrità come edificio industriale, caratterizzato da componenti di base con l'aggiunta di calcestruzzo e una gestione della luce naturale che grazie alle ampie vetrate ne consente un’ampia circolazione.

Credits: Dia: Beacon, Riggio Galleries. Beacon, New York - Dia Art Foundation, New York - Ph. Bill Jacobson Studio

Dia:Beacon

Fondato nel 1974 a New York da Philippa de Menil, Heiner Friedrich e Helen Winkler, il Dia nasceva con l’obiettivo di aiutare gli artisti a realizzare i loro progetti più visionari e ambiziosi che altrimenti non avrebbero trovato realizzazione. Il nome stesso dell’istituzione deriva dalla parola greca “dia” che significa “attraverso”, a sottolinearne il ruolo di mediatore. Oltre ai siti in New York (come il “The Broken Kilometer” di Walter De Maria) e in varie parti d’America (come il Dan Flavin Institute a Bridgehampton o “Spiral Jetty” nello Utah) e non solo, nel 2003 Dia Art Foundation ha inaugurato Dia:Beacon. Sulle rive dell’Hudson, a Beacon appunto, un’ex fabbrica di stampa di scatole di cartone Nabisco ospita oggi un’incredibile collezione di opere d’arte, per lo più site-specific. Gerhard Richter, Robert Irwin, Bruce Nauman, Robert Simthson, On Kawara, Imi Knoebel, John Chamberlain, Robert Morris, Donald Judd, Mary Corse, François Morellet, Fred Sandback, Dan Flavin e Sol LeWitt sono solo alcuni tra gli artisti che ne fanno parte. Tra gli interventi ambientali di più grandi dimensioni: North, East, South, West di Micheal Heizer e 2000 di Richard Serra.

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