Il nuovo MAAT - Credits: AL_A
Vista aerea del MAAT - Credits: AL_A
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I cantieri - Credits: AL_A
Places

Il nuovo MAAT di Lisbona – Museum of Art, Architecture and Technology

Un edificio da percorrere in tutta la sua interezza, a partire dagli spazi interni fino al tetto. È stato concepito proprio per aprirsi completamente al pubblico il nuovo Museum of Art, Architecture and Technology (MAAT) di Lisbona, in apertura a ottobre.

Firmato dallo studio britannico AL_A dell'architetto Amanda Levete e diretto da Pedro Gadagno, il museo si inserisce nel progetto di riqualificazione del quartiere Belém, occupando 7.000 mq di suolo pubblico a ridosso del fiume Tago.

Un luogo dove arte, architettura e tecnologia saranno lasciate libere di creare cortocircuiti creativi, e dove sarà possibile visitare mostre, esibizioni ed eventi dedicati all'interconnessione tra le tre discipline. Un nuovo polo artistico dunque, ma anche uno spazio dedicato agli abitanti di Lisbona, concepito per riportare le persone sulle rive del Tago.

Ispirata al movimento delle onde, la struttura si pone come punto d'incontro fisico e metaforico tra la città e il fiume, narrandone il rapporto, come commenta l'architetto Amanda Levete: «La struttura trae ispirazione dal contesto del sito, creando un legame allo stesso tempo concreto e concettuale tra il Tago e il cuore di Lisbona».

Il tetto diventa così un'enorme sala all'aperto da cui osservare i due volti della città, partecipando a proiezioni ed esposizioni, mentre lo spazio davanti all'entrata è pensato per offrire un luogo pubblico sulle sponde del fiume. Nella realizzazione dell'edificio, l'elemento dell'acqua è fondamentale, tanto da entrare – letteralmente – negli ambienti del museo.

Il tetto che ripara l'area antistante all'ingresso è stato infatti progettato per riflettere il movimento del fiume sui pavimenti interni. Inoltre, con l'alta marea, una serie di passaggi che conducono alla riva rimangono sommersi, creando così una soglia permeabile che cambia con la marea.

Un progetto che si inserisce dunque nella storia della città, non soltanto esplorandone il rapporto con il fiume, ma anche riprendendone le tradizioni: la facciata è stata costruita con piastrelle tridimensionali ispirate a quelle tipiche del luogo, che rimandano i riflessi dell'acqua e della luce. Più che un museo quindi, un vero e proprio monumento a Lisbona.

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