Oyster Bar
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Il nuovo Oyster Bar di Luca Guelfi a Milano

A Milano, in via Archimede 12, ha da poco aperto Oyster Bar, il nuovo progetto dell'imprenditore Luca Guelfi. Non un vero e proprio ristorante, ma un locale di pochi metri quadri in cui gustare ostriche, frutti di mare e champagne seduti attorno al bancone.

«Oyster bar, è il tentativo di sviluppare un nuovo format di ristorazione in Italia: uno spazio molto piccolo senza tavoli né sedie ma soltanto sgabelli e il bancone dei cuochi – proprio come nei tipici sushi bar di Tokyo - ma dove si servono ostriche e frutti di mare», ha raccontato Luca Guelfi, che negli ultimi anni ha aperto vari ristoranti di successo a Milano tra cui Canteen, Saigon e Shimokita.

Alla base del progetto c'è la volontà creare un contatto tra gli ospiti e gli chef, mettendoli in relazione tra loro: «La ristorazione del futuro, dal mio punto di vista, sarà improntata sull'interazione tra il cliente e la cucina. Il pubblico vuole essere coinvolto partecipando alla preparazione del piatto e discutendone le caratteristiche direttamente con gli chef. Con la crisi e l'avvento delle aziende di food delivery, andare al ristorante deve diventare un'esperienza emozionale, non solo dal punto di vista del gusto ma di tutti i cinque sensi», ha proseguito Guelfi.

Il design, poi, segue il concept del locale: in un ambiente dallo stile urbano, che ricorda certe atmosfere di Brooklyn, sono accolte le lanterne disegnate da Doriana e Massimiliano Fuksas per Venini, mentre il pavimento è in legno antico restaurato da Carlo Apollo di API Antichi Pavimenti Italiani. Protagonista dello spazio è poi la lavagna luminosa che elenca il menù del giorno, appesa a una delle pareti realizzate in cemento grezzo e mattoni a vista.

«Il design è la mia passione. Ho la fortuna di poter viaggiare molto e di osservare le varie declinazioni del design nelle diverse culture. I miei locali sono progetti di design che si fondono perfettamente con l’idea e la proposta food che ho in mente. Ogni tipologia di ristorante che ho realizzato segue uno schema di progettazione curato nei minimi particolari, dalla scelta della location fino allo studio dell'arredo, l'illuminazione e la musica. L'illuminazione è l’aspetto più difficile: le luci sbagliate possono rovinare anche il locale più bello. Ho una grande sensibilità e visione in questo ambito, e grazie alla collaborazione con Venini difficilmente sbaglio. Importantissima è poi la musica: la colonna sonora si deve legare perfettamente con il concept del locale», ha concluso Luca Guelfi.

Aperto per l'aperitivo e la cena, Oyster bar serve crudités varie e piatti più elaborati, per la maggior parte a base di pesce, sempre da abbinare a champagne o vino.