Palazzo Monti. Il soffitto al piano nobile affrescato nel 1750 da pittori della bottega del Tiepolo. - Credits: Foto Federica Simoni
Lo scalone di Palazzo Monti. - Credits: Foto Federica Simoni
Salone al piano nobile di Palazzo Monti adibito alle esposizioni. - Credits: Foto Filippo Bamberghi
Palazzo Monti. Un momento della residenza di Daniel Martin. - Credits: Filippo Bamberghi
Palazzo Monti. Un momento della residenza di Caroll Taveras. - Credits: Filippo Bamberghi
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Palazzo Monti: residenza d’artista

Che bella sorpresa, trovare nel tranquillo centro storico bresciano un’antica dimora, oggi residenza per artisti. Come una factory, ma con affreschi del ‘700.

«Mio nonno l’acquistò negli anni 60», racconta Edoardo Monti, 27 anni, «perché accogliesse l’abitazione, lo studio d’avvocato, gli spazi di rappresentanza». Rimasta vuota ci si trovò a un bivio: «Vendere o fare qualcosa di speciale».

Così è stata trasformata in un luogo dove l’arte è viva e in progress. E se è a Londra e New York, trasferitosi per lavoro, che Monti scopre il mondo dell’arte nascente, la sua passione inizia con l’uzzolo del collezionismo, da ragazzo. «L’epifania: quando ho ereditato l’arazzo di Fortunato Depero dal nonno e ho sentito di dovermene prender cura». Oggi si prende cura dei suoi artisti - in due anni ne sono passati oltre 120, da 5 continenti e 45 nazioni - selezionati da un comitato under 30. Nei giorni ordinari li si trova a turno ai fornelli, nella grande cucina al pian terreno.

Ma Palazzo Monti apre anche al pubblico, per vernissage e incontri culinari, «dove non solo gli addetti ai lavori possono entrare in contatto con i creativi». E rimane una porta dischiusa sul mondo, tra passato e futuro.

Il prossimo appuntamento gourmet a Palazzo Monti: Sabato 30 marzo ospita “La Cenetta”, evento culinario itinerante ideato da Studio Blanco, con cucina dello chef irlandese Halaigh Whelan-McManus e selezione vini di Filippo Marchi. Per informazioni e prenotazioni: [email protected]