Il giardino d’inverno, ufficio di Pierre Gonalons. Sedia in cemento dello stesso designer (2004). Attorno al tavolo, sedie degli anni 30 di Charles de Dudouyt e sopra, il gatto Lupo. In fondo, vaso turchese “Chinese Bottle” di Christopher Dresser per Minton (1867) e sedia in stile orientale di inizio Novecento, entrambi della Galerie Vauclair. - Credits: Foto: Stephan Juillard
Lampada a parete King Sun di Pierre Gonalons per Ascète; colonna in porcellana smaltata di Jérôme Massier, della Galerie Vauclair di Parigi. - Credits: Foto: Stephan Juillard
In salotto: tavoli su misura in marmo disegnati da Pierre Gonalons; divano di Atsushi Kitagawara (1989) in alluminio, pelle e metallo laccato. Lampadario King Sun di Pierre Gonalons.A destra, libreria del 19° secolo un tempo della scrittrice francese Marie d’Agoult. La lampada sul tavolo è un prototipo dello stesso Gonalons. - Credits: Foto: Stephan Juillard
La scala: console Palais di Pierre Gonalons in collaborazione con Armel Soyer; specchio Devotion, di Pierre Gonalons; vaso di Victor Barbizet (1870, Galerie Vauclair). - Credits: Foto: Stephan Juillard
Pierre Gonalons in salotto, tra le lampade Ray nella versione da parete, disegnate da lui stesso, e una litografia di Larry Bell, della serie Barcelona (1989). A terra, seduta Fausto di Novello Finotti in bronzo lucidato (1972), edito ora da Paradisoterrestre. - Credits: Foto: Stephan Juillard
Il bagno è originale, con piastrelle di Longwy e sanitari degli anni 50. Scultura a conchiglia di Minton (1870, alla Galerie Vauclair). - Credits: Foto: Stephan Juillard
Una stanza degli ospiti: paravento Omaggio a Jackson Pollock di Paradisoterrestre (1977). Lampade Nefer di Kazuhide Takahama per Sirrah (1986); copriletto di Caravane. Tappeto All Around di Pierre Gonalons per Paradisoterrestre. Sedia Asvattha di Shigeru Uchida (1981). - Credits: Foto: Stephan Juillard
Places

French Touch: a Parigi, la casa di Pierre Gonalons

Tutto è cominciato con un cane. Diversi anni fa, la madre del designer Pierre Gonalons ha deciso di acquistare un appezzamento di terreno in un piccolo abitato nei pressi di Meaux, a un’ora d’auto da Parigi, in direzione est. La ragione? Semplicemente, avere un posto dove far correre Fantin, il suo griffoncino. «D’estate, a volte, la accompagnavo nelle sue scampagnate», ricorda Gonalons. E a ogni nuova visita in loco, la sua attenzione era attratta da una casa che sorgeva all’ingresso del paese. Questo edificio, incentrato su una corte, rivolgeva curiosamente la parte posteriore verso la strada. «Aveva uno stile misterioso e insieme stravagante», dice Gonalons. «Mi faceva venire voglia di entrarci, per vedere come fosse all’interno».

Gonalons, 42 anni, ha studiato alla prestigiosa École Camondo di Parigi (tra i cui ex allievi figurano anche Pierre Paulin e Philippe Starck) e ha fondato una sua azienda subito dopo la laurea nel 2004. Oggi si occupa di progetti di interior design, produce mobili con la sua etichetta Ascète e lavora come direttore creativo di Paradisoterrestre, leggendario marchio italiano.

Un tempo, Gonalons abitava a Parigi, nei pressi del Canal Saint-Martin, nello stesso palazzo del designer di scarpe Pierre Hardy. Dopo aver trascorso 15 anni nella capitale francese ha capito che fosse arrivato il momento di cercare una casa in campagna e, inizialmente, si era concentrato sugli edifici storici della regione intorno a Lione. Poi, in occasione di una gita nel piccolo paese insieme a sua madre ha visto un cartello VENDESI sulla casa che lo aveva sempre affascinato e ha subito fissato un appuntamento per visitarla. È stato il classico amore a prima vista. Risalente al 1892, l’edificio era stato costruito per un industriale dello zucchero e progettato secondo uno stile anglo-normanno vagamente fantastico.

Gonalons è stato sedotto, in particolare, dall’incantevole natura eclettica dell’arredamento originale, che era pressoché intatto. La sala da pranzo è caratterizzata da uno stile fiammingo del XVII secolo, mentre il soggiorno è Luigi XIII. Subito accanto c’è un salottino in stile cinese, creato da uno dei figli del primo proprietario, che aveva scelto di fare carriera nell’esercito in Estremo Oriente. Il pezzo forte, comunque, è senza dubbio l’immenso giardino d’inverno in stile rocaille, che oggi funge da smisurato ufficio. «C’è una sorta di progressione emotiva quando si attraversa la casa», osserva il designer. «È quasi come la scenografia di un’opera lirica».

Gonalons ha deciso di realizzare pochissimi interventi strutturali. Si è limitato a demolire una parete tra la sala da pranzo e la cucina e a rimuovere alcuni elementi architettonici, come una serie di vetrate raffiguranti scene di caccia. Per quel che riguarda l’aspetto cromatico, ha tratto ispirazione non solo dalla foresta circostante, ma anche dall’epoca storica dell’edificio. «Nel tardo XIX secolo andava di moda l’arredamento Vittoriano, perciò ho scelto tonalità tipicamente inglesi», spiega. Quanto ai mobili, sapeva sin dall’inizio di voler combinare pezzi di stili diversi. Alcune sue creazioni, come il lampadario Fuchsia e la credenza Studiolo, dialogano con un enorme vaso di Christopher Dresser (Chinese Bottle), con un tavolo da pranzo progettato da Carlo Scarpa per Paradisoterrestre e con svariati progetti concepiti negli anni 80 dall’architetto giapponese Atsushi Kitagawara. Tra questi ultimi figurano due divani i cui schienali in alluminio ondulato sono fatti in modo da evocare l’immagine di un tessuto mosso dal vento.

Alcuni anni fa, Kitagawara è andato a trovare Gonalons a Parigi e gli ha chiesto di aiutarlo a procurarsi una commessa d’architettura in Europa. La ricerca è stata fin ora infruttuosa. «Avrei voluto chiedergli di ampliare questa casa, ma poi ho pensato che sia già abbastanza grande», dice scherzosamente Gonalons, che vive lì con il suo cane Gino e il suo gatto Lupo. I lavori
di rinnovamento hanno già richiesto più di cinque anni e sono tuttora in corso. «Questa casa ha assorbito tutte le mie risorse», ammette. «È stato così con tutte le case che ho avuto, ma mai come con questa».

---

Articolo pubblicato sul numero estivo di ICON DESIGN, disponibile anche in formato digitale.