Quattropassi al Pescatore, Porto Cervo - Credits: Ph. Kate Berry
Quattropassi al Pescatore, Porto Cervo - Credits: Ph. Kate Berry
Quattropassi al Pescatore, Porto Cervo - Credits: Ph. Kate Berry
Quattropassi al Pescatore, Porto Cervo - Credits: Ph. Kate Berry
Quattropassi al Pescatore, Porto Cervo - Credits: Ph. Kate Berry
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Quattropassi al Pescatore, Porto Cervo - Credits: Ph. Kate Berry
Quattropassi al Pescatore, Porto Cervo - Credits: Ph. Kate Berry
Places

Un ristorante con vista mare nel cuore di Porto Cervo


Il rinomato ristorante Quattropassi al Pescatore si trova nel cuore di Porto Cervo, nell’omonino hotel costruito negli anni Sessanta dal Principe Aga Khan.

A distanza di oltre 50 anni, la struttura è stata oggetto di intervento di recupero a cura di Blacksheep, studio multidisciplinare basato a Londra, fondato nel 2002 da Tim Mutton, che vanta prestigiose collaborazioni tra cui Ritz Carlton Hotels and Resorts e Mandarin Oriental Hotels.

Blacksheep ha scelto di preservare il carattere dell'architettura concentrandosi sui dettagli e introducendo nuovi elementi di design e arredi dall’animo classico. Gli spazi interni sono stati ridefiniti con sinuosi blocchi di travertino che danno vita al bar, al banco del pesce in bella vista e alla reception del ristorante. L’ambiente celebra il connubio con la natura circostante ed è contrassegnato da sospensioni in vetro, muri grezzi e con travi in legno a vista, piastrelle in terracotta, e sedute in legno custom made.

La terrazza con vista sul Mar Tirreno è punteggiata di tavoli, sedute e sospensioni intrecciate, e all’occorrenza si trasforma in una pista da ballo. I giardini che circondano il ristorante sono stati rivisitati introducendo essenze locali e la segnaletica è stata ridisegnata sulla base del carattere originale disegnato a mano e costruita in legno.

«Per questo progetto abbiamo voluto reinterpretare il tema degli anni Sessanta conferendo un twist contemporaneo», spiegano i progettisti. «L’idea è stata quella di combinare un design attuale con gli elementi idiosincratici dell'edificio originale».

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