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Una sauna galleggiante, in Svezia

Åmot, circa tre ore di auto a nord di Stoccolma, nel cuore della foresta svedese, dove il marketing turistico non ha ancora attecchito. Qui lo studio di progettazione Small Architecture Workshop, composto da Andrea Masperi, Giulio Marchesi e Valerio Panella, ha realizzato una sauna galleggiante che va ad integrare l’offerta ricettiva di un piccolo bed & breakfast gestito da una coppia belga. La scelta di una piattaforma galleggiante è stata dettata dalle peculiarità del luogo stesso, caratterizzato da una forte pendenza del terreno verso il lago e da un fitto bosco di betulle che avrebbero reso impossibile costruire vicino all’acqua senza interventi invasivi sul terreno.

Il risultato dell’intervento è un piccolo tempio del relax, interamente autocostruito dallo studio milanese, che diventa un ponte tra la terra e l’acqua e funge anche come attracco per canoe e barche di piccole dimensioni, andando a sostituire un vecchio pontile che occupava l'area. La sauna galleggiante può accoglie fino a otto persone ed è separata dall’esterno tramite una zona filtro coperta utilizzata come spogliatoio e deposito per la legna.


La parete verso il lago è caratterizzata da una parete vetrata a tutta altezza, per godere a pieno del paesaggio circostante. La finitura interna è realizzata in ontano, il legno tradizionalmente impiegato in Scandinavia per rivestire gli interni delle saune. L’esterno si ispira invece alla tradizione giapponese, secondo lantica tecnica dello Yakisugi: i listelli verticali di abete sono stati bruciati superficialmente per migliorarne la resistenza agli agenti atmosferici e garantire inattaccabilità da parassiti. Questo particolare trattamento, oltre a donare il caratteristico effetto estetico al legno, mitiga l’impatto visivo della struttura nel contesto naturale.