Il corridoio della Scuola Giovanni Pascoli di Torino - Credits: Foto: Andrea Guermani
Gli interni della Scuola Giovanni Pascoli di Torino
Gli interni della Scuola Giovanni Pascoli di Torino
Gli interni della Scuola Giovanni Pascoli di Torino
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Gli interni della Scuola Giovanni Pascoli di Torino
Gli interni della Scuola Giovanni Pascoli di Torino
Gli interni della Scuola Giovanni Pascoli di Torino
L'edificio che ospita la Scuola Giovanni Pascoli
Gli esterni
Places

Uno spazio polivalente aperto a tutti: la scuola Giovanni Pascoli di Torino

Torino ha una scuola del futuro: la Giovanni Pascoli, ripensata e riprogettata dagli studi Archisbang e AreaProgetti.

L'iniziativa si inserisce nell'ambito del bando di concorso Torino fa scuola - promosso e sostenuto da Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo, in collaborazione con Città di Torino e Fondazione per la Scuola – per la riqualificazione delle scuole secondarie di primo grado Enrico Fermi (di cui avevamo parlato qui) e Giovanni Pascoli.

Scopo del progetto di Archisbang e AreaProgetti – selezionati tra oltre 300 studi di architettura internazionali – è quello di sovvertire il classico concetto di scuola, creando una spazio inclusivo da vivere a 360°; un luogo aperto, versatile e fruibile oltre l’orario scolastico. Una sorta di civic centre polivalente ed esperienziale da vivere in qualsiasi momento della giornata.

Costruita alla fine dell’800, la Scuola Pascoli è stata completamente riprogettata: le aule sono state ripensate in un’ottica di apertura e integrazione, con i banchi mobili su ruote che permettono un facile riposizionamento e senza una vera e propria cattedra, così da incentivare il dialogo tra alunni ed insegnanti. L’illuminazione e l’acustica sono concepite per una lezione e un ascolto circolare, mentre nei corridoi sono stati allestiti spazi di studio individuale e di gruppo, trasformando così un classico luogo di passaggio in uno spazio vivo, di relazione e di scambio.

«Non si può riprogettare una scuola senza coinvolgere i principali attori», ha racconta Silvia Minutolo, responsabile del progetto per lo studio Archisbang. Interpretare al meglio le richieste di chi frequenta la scuola è stato quindi l'obiettivo dei progettisti, che sono riusciti a ricavare spazi funzionali anche dove non c’erano, come nel caso del nuovo ingresso, il loft insegnanti e la terrazza verde sul tetto.

Fiore all’occhiello della Scuola Pascoli di Torino sono poi la biblioteca diffusa e l’emeroteca, entrambe a disposizione dei ragazzi e della comunità. «Abbiamo progettato una biblioteca che si sviluppa in verticale e che spinge verso l’altro», ha spiegato Raffaella Magnano, architetto specializzato in progettazione di biblioteche dello studio AreaProgetti. «Questo fa sì che l’edificio venga vissuto per intero; tutta la scuola diventa fruibile da chiunque, dall’ingresso al terrazzo, anche nel momento in cui le aule vengono chiuse per le lezioni».

«Lavorare sulla scuola vuol dire prima di tutto lavorare sulla comunità, sui giovani, educare al bello. In questo caso la visione è tutto; significa riuscire a vedere al di là delle reali necessità strutturali di un edificio per realizzare il sogno di una scuola ideale ottimizzando le risorse e riprogettando gli spazi anche là, dove gli spazi non ci sono», hanno concluso gli architetti.