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Seoul, un ritratto tra design e architettura

La mostra Sections of Autonomy. Six Korean Architects, ospitata al Pastificio Cerere di Roma prima e allo SpazioFMG per l’Architettura di Milano poi, ha presentato in Italia una generazione di professionisti della Corea del Sud che si è affermata tra la fine degli anni Novanta e i primi anni 2000.

I protagonisti di questo progetto espositivo, curato da Luca Garofalo e Choi Won-joon, - Choi Moon-gyu (Ga.A Architects), Jang Yoon-gyoo (Unsangdong Architects Cooperation), Kim Jong-kyu (M.A.R.U.), Kim Jun-sung (Architecture Studio hANd), Kim Seung-hoy (KYWC Architects), Kim Young-joon (YO2 Architects) - risultavano accomunati dal «tentativo di ripensare il rapporto tra architettura e luogo urbano. Questi sei architetti cercano infatti di definire la città come spazio di vita collettivo. Ogni edificio definisce una precisa forma urbana in cui il limite tra pubblico e privato sembra svanire».

Un'esperienza che oltre a porre in evidenza una specifica porzione della produzione architettonica del Paese del sud-est asiatico, ha permesso di attestare come molti progettisti locali stiano cercando di definire scenari indipendenti, e in un certo senso alternativi, rispetto al modello della grandi società di progettazione. Concentrando l'attenzione sulla capitale Seoul, il cui tessuto urbano è contrassegnato dalla presenza di estese montagne e dall'alta densità, è impossibile non rilevare anche la presenza di interventi, anche recentissimi, che hanno visto il coinvolgimento di importanti realtà internazionali, in particolare sul fronte degli spazi pubblici. 

Seoullo 7017 Skygarden by MVRDV

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Aperto al pubblico lo scorso maggio, Seoullo 7017 Skygarden ha trasformato una dismessa infrastruttura stradale risalente agli anni Settanta nel nuovo parco pubblico di Seoul. Progettato dallo studio olandese MVRDV - vincitore del concorso indetto nel 2015 - l'intervento si estende per oltre 980 metri, a 16 metri di altezza. L'arteria, non più utilizzabile per il suo scopo originario perché non conforme alla normativa vigente in termini di sicurezza, ospita ora una grande varietà di piante coreane - circa 24.000, oltre a 228 specie e sotto-specie- distribuite in 645 vasi cilindrici, di diverso diametro. L'operazione sarà ultimata nei prossimi anni, con l'integrazione di ponti, ascensori, scale e “giardini satellitari”: una modalità per rafforzare le connessioni, fisiche e visive, tra il tessuto urbano e il parco. Accessibile anche nelle ore notturne, grazie a un progetto illuminotecnico in linea con le esigenze botaniche, Seoullo 7017 Skygarden si lega alla tradizione locale. Infatti, l'articolazione del parco, “una collezione di piccoli giardini”, ribadisce l’alfabeto coreano.

Lotte World Tower - The Skyscraper Center

Inaugurata solo poche settimane fa, la Lotte World Tower è ufficialmente candidata a nuova icona architettonica di Seoul. Con i suoi 555 metri di altezza, svetta nello skyline della metropoli, attorniato dalle celebri catene montuose. Progettata dallo studio statunitense Kohn Pedersen Fox Associates (KPF), intende evocare con le propria silhouette gli stilemi tradizonali dell'arte coreana: "Il nostro progetto - hanno dichiarato i progettisti - fonde un'estetica moderna con forme ispirate alle arti storiche della Corea del Sud, la ceramica, la porcellana e la calligrafia. La curvatura ininterrotta della torre e la forma delicata sono riflessi dell'arte coreana." Nei suoi 123 piani accoglie un'ampia varietà di usi: è infatti occupata da spazi commerciali, ristoranti, uffici, spazi pubblici per l'intrattenimento, un hotel di lusso a 7 stelle e dai tipici alloggi multifunzionali locali noti con il nome di "officetel". Piazzatasi al quinto posto nella lista internazionale degli edifici più alti del mondo, incorpora principi di sostenibilità ambientale, tra cui l'impiego di pannelli fotovoltaici, di turbine a vento, dispositivi di ombreggiatura esterna e di sistemi per la raccolta dell'acqua. All'85° livello si trova la piscina, la più alta della Terra. Almeno per ora!

Dongdaemun Design Plaza by Zaha Hadid Architects

Credits: Virgile Simon Bertrand
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Il centro municipale della cultura Dongdaemun Design Plaza (DDP) è stato ultimato dallo studio Zaha Hadid Architects, in partnership con lo studio locale Samoo Architects & Engineers, nel 2014. Il complesso insiste in un'area della capitale contraddistinta dalla presenza di un sito di interesse storico-artistico: durante i lavori per la realizzazione di questo hub dalle forme fluide, riaffiorarono testimonianze di un'antica piazza d'armi databile al XVI secolo. Concepito a partire dall'analisi del contesto e dei flussi, DDP si sviluppa su una superficie di 85.000mq, distribuiti su otto livelli, quattro dei quali underground. Oltre all'edificio, contraddisto all'esterno da una "pelle" in alluminio microforato il cui pattern rimanda a tradizionali motivi decorativi coreani, l'intervento ha riguardato anche gli spazi esterni. ZHA ha infatti curato anche la progettazione del parco circostante, anch'esso concepito in un'ottica di evocazione del giardino tradizionale coreano. Il Dongdaemun Design Plaza ospita con regolarità mostre temporanee ed eventi; all'interno è allestito anche il museo del design di Seoul e, tra gli altri spazi, anche con finalità commerciali.

Flagship Dior by Christian De Portzamparc

Credits: Nicolas Borel
Credits: Nicolas Borel
Credits: Nicolas Borel

Non ha - probabilmente - bisogno di particolari presentazioni, la grande boutique Dior Couture di Seoul. Progettata in sinergia da Christian de Portzamparc e Peter Marino - quest'ultimo ha curato gli interni - e aperta al pubblico nel 2015, è in breve tempo diventata uno dei poli attrattivi del quartiere di Gangnam-gu. Con la leggiadra forma scultorea, l'edificio "rappresenta Dior, intende far risuonare il lavoro di Christian Dior. - Ha affermato il progettista francese, incaricato dell'opera nel 2011 - Questa idea mi ha portato a ricreare la dolcezza nell'aspetto morbido delle superfici, come il tipico cotone bianco con cui lavora un couturier. Queste superfici che salgono verso il cielo, ondeggiando come se fossero in movimento, sono costituite da grandi elementi sagomati in fibra di vetro, montati insieme con precisione aeronautica." L'ingresso ottenuto nel punto di incontro tra i due gusci costituitivi, così come l'intero complesso, rappresentano un'autentica rivoluzione nell'esperienza di shopping offerta dalla metropoli. Così abituata a un'architettura riconducibile a volumi più canonici e compatti.

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Fukasawa è il designer giapponese che pratica la semplicità. Nelle sue forme equilibrate non esistono eccessi, solo quello che è necessario. In trentotto anni di carriera ha reinventato sedie, divani, mobili, lampade, congegni elettronici, telefoni. Il suo obiettivo? Migliorare con i suoi progetti la vita di tutti i giorni, attraverso un design “giusto”