Silo London - Credits: Foto: Clare Lewington
Silo London - Credits: Foto: Clare Lewington
Silo London - Credits: Foto: Clare Lewington
Silo London - Credits: Foto: Clare Lewington
Silo London - Credits: Foto: Clare Lewington
Silo London - Credits: Foto: Clare Lewington
Places

A Londra la nuova location di Silo, primo ristorante zero-waste al mondo

Fondato nel 2014 a Brighton, Silo è nato da un sogno dello chef Douglas McMaster: creare un ristorante completamente a impatto zero. Un sogno quasi irrealizzabile, se si pensa alla quantità di sprechi dei ristoranti di tutto il mondo. Eppure, nella realtà, possibile. Dal compostaggio degli scarti di cibo fino alla selezione dei produttori a km zero, passando per un menu ristrettissimo per evitare gli avanzi, Douglas McMaster è riuscito nella sua impresa.

Così, Silo, negli anni è diventato un’istituzione. E oggi si sposta a Londra, all’interno del The White Building. Qui, a rispecchiare lo spirito dello chef è il progetto dello studio di interior design Nina+Co. Insieme a Douglas McMaster ha scelto una serie di arredi realizzati con rifiuti, materiali biodegradabili, oppure creati con fibre naturali facilmente riciclabili, tutti realizzati da artigiani locali. «Il desiderio era quello di chiudere il cerchio» – ha raccontato Nina Woodcroft, fondatrice dello studio – «selezionando oggetti che seguissero la filosofia di Douglas».

Ogni dettaglio nasce da un’opera di grande ricerca. Il pavimento è realizzato in puro sughero naturale raccolto a mano senza danneggiare l'albero. Un prodotto amico dell’ambiente: i boschi di quercia da sughero catturano infatti una quantità di CO2 cinque volte superiore a quella utilizzata per la produzione del pavimento.

Passando alla scelta degli arredi, la parte anteriore del bar è stata avvolta in pelle riciclata mentre il bancone è formato da scarti di imballaggi in poliestere. I tavoli da pranzo sono stati progettati appositamente per Silo da Nina+Co e prodotti localmente dall’artigiano Jan Hendzel, che ha utilizzato cenere inglese di provenienza sostenibile. Per rivestire le sedute sono stati scelti tessuti naturali e biodegradabili. Grande spazio, poi, all'innovazione dei materiali: i mobili della cocktail lounge sono stati creati utilizzando il micelio (il principale costituente del fungo), uno degli organismi più importanti del nostro pianeta, il materiale del futuro.

Infine, per quanto riguarda l’illuminazione, trenta applique su misura, commissionate a Potters Thumb, sono nate da un particolare processo di riciclo del vetro a basso consumo energetico sviluppato da Douglas McMaster.

Dulcis in fundo, ad accogliere gli ospiti è un menu composto da 15 piatti, tutti realizzati rigorosamente con ingredienti di stagione.