Museo storico del Castello di Miramare, Trieste
Museo storico del Castello di Miramare, Trieste
Museo storico del Castello di Miramare, Trieste
La nuova identità di Miramare - Credits: Migliore+Servetto Architects
Il nuovo logo di Miramare - Credits: Migliore+Servetto Architects
Places

Architettura della comunicazione per raccontare Miramare

A cosa deve ispirarsi la comunicazione visuale di un museo storico che si sta trasformando, per raccontare in modo efficace il proprio valore? Da questa domanda sono partiti Andreina Contessa, direttrice del museo storico del Castello di Miramare a Trieste, Ico Migliore e Mara Servetto, fondatori di Migliore+Servetto Architects, studio di architettura specializzato in “space identity” (ha realizzato progetti per i più importanti musei e istituzioni nel mondo) quando si sono posti l’obiettivo di concepire la nuova immagine del fiore all’occhiello dell’offerta turistica in Friuli Venezia Giulia. E si sono dati la sola risposta possibile: bisogna metterne a fuoco l’identità e la funzione e, attorno a queste, ripensare la sua narrazione. Mentre resta quindi centrale la preziosa valenza storica del castello, simbolo della presenza degli Asburgo in Italia, cambia il punto di vista di osservazione e il modo con cui lo si racconta, in un percorso nel quale il museo non è che il punto di partenza.

A comunicare la nuova identità di Miramare ci pensa il nuovo logo associato al museo e a tutto ciò che ruota attorno, concepito come un unico ambiente da esplorare, a partire dallo splendido parco: un esempio di “architettura della comunicazione” progettata negli spazi e per gli spazi, che devono dialogare con un pubblico che, nel tempo, è cambiato. Il logo omaggia la storia e i simboli di Miramare riproponendo, nel colore rosso Pantone 206 ispirato alla sala delle Udienze del castello, la lettera “M” del monogramma dell’arciduca Massimiliano d’Asburgo (che fece erigere la struttura come residenza privata tra il 1856 e il 1860), reinterpretandola grazie a un elemento grafico dotato di un preciso significato: il tratto aperto alla base, infatti, è la sagoma del molo di attracco di Miramare, ma allo stesso tempo comunica l’apertura del museo al territorio. A seconda del messaggio che deve raccontare, il logo cambia, declinandosi in sei differenti versioni che identificano altrettanti oggetti di narrazione (il castello, il parco, le scuderie, le serre, il “castelletto”, il molo) definendo uno spazio dinamico caratterizzato dalla pluralità di percorsi e contenuti. Questi nuovi simboli iconici si fanno carico in maniera coerente di una narrazione di Miramare contemporanea, dalla cartellonistica al nuovo sito web, dai social network fino al merchandising.