Gli interni della Trunk House - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
Gli esterni della Trunk House - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
Gli esterni della Trunk House - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
Una vista sul giardino - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
Interni - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
Interni - Spazi Comuni - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
Gli interni della Trunk House - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
Una delle camere - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
La sala da bagno - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
Trunk House
Trunk House - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
La piccola discoteca della Trunk House - Credits: Foto: Tomooki Kengaku
Places

L’arte dell’abitare: la Trunk House di Tokyo

Nel quartiere storico di Kagurazaka, detta “piccola Kyoto di Tokyo”, è stata da poco inaugurata la Trunk House, struttura ricettiva volta a far scoprire lo stile tradizionale delle abitazioni giapponesi.

Nata dall'idea di Yoshitaka Nojiri, fondatore del Trunk Hotel di Shibuya, diventato celebre per aver lanciato l'approccio olistico del “live, play, work” con spazi fluidi e multifunzionali adatti a più scopi, la Trunk House si trova all'interno di una vecchia residenza su due piani abitata un tempo da geishe. La ristrutturazione conservativa degli interni e degli esterni ha avuto come obiettivo quello di immergere i visitatori nel lifestyle tradizionale giapponese, mantenendo intatte le atmosfere della casa e del quartiere, da sempre meta di scrittori, artisti e intellettuali.

Gli interni della Trunk House sono stati progettati dal team interno Trunk Atelier e dallo studio di interior design Tripster di Tokyo. Alcuni oggetti, arredi e opere d'arte sono stati commissionati appositamente per lo spazio. A caratterizzare la Trunk House è l'ingresso in pietra in stile genkan, riportato alla sua forma originale, oltre alle pareti in malta grigia, i paraventi di carta, i soffitti a pannelli di legno e una finestra decorativa con vetri colorati. Tra gli sconti alla contemporaneità, le lampade a sospensione in ottone del brand New Light Pottery di Nara e le opere dell'artista americano Tom Sachs, che ha creato ciotole e utensili che reinterpretano il chanoyu, l'antica cerimonia del tè giapponese.

La combinazione di design contemporaneo e tradizionale continua negli spazi comuni con i divani in pelle con struttura metallica e un tavolino basso, entrambi realizzati da Stephen Kenn, una lampada da parete Jean Prouvé Potence del 1950 e una lampada Serge Mouille Lampadaire. La sala da tè con stuoie tatami e cuscini da terra in pelle comprende anche un tavolo basso Eames e una lampada da terra George Nelson Cigar Lotus.

Tutto è stato pensato per permettere un'esperienza immersiva nell'anima più vera del Giappone: durante il loro soggiorno, gli ospiti possono godere della quiete del giardino privato disegnato dal landscape designer Oryza, ascoltare il suono dello “shamisen”, strumento musicale tipico del Giappone, divertirsi con il karaoke nella piccolissima discoteca dell'hotel, assaggiare cibi della tradizione, bere il té attorno al fuoco “irori” oppure concedersi un bagno rilassante in una vasca in legno di cipresso.