Villa Noailles, Hyères - Credits: Courtesy of Archivio Villa Noailles
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Villa Noailles, una residenza modernista progettata negli anni ’20

Come un piroscafo immobile adagiato di fronte al mare sulla sommità di una collina illuminata dalla luce del sud, la Villa Noailles domina ancora, dopo 90 anni dalla sua costruzione, la città di Hyères, sulla Costa Azzurra.

Residenza invernale disegnata dall’architetto Robert Mallet-Stevens nel dicembre 1923 e abitata a partire dal dicembre 1925, è una delle prime costruzioni moderne realizzate in Francia.

Sovrapposizione di cubi ricoperti di uno spesso intonaco grigio, la villa è un modello di architettura; con la sua assenza di elementi decorativi e grazie a degli effetti visivi rigorosamente composti, quest’edificio impone la sua forma così particolare al paesaggio.

Charles e Marie-Laure de Noailles (che la commissionarono) desideravano qualcosa di più di una dimora: una ricerca pionieristica, qualcosa di innovativo nel campo della pianificazione, dell’igiene, delle apparecchiature domestiche e del tempo libero.

Con la sua ripartizione omogenea della luce, la sua funzionalità, i suoi tetti a terrazzo, questa “piccola casa interessante da abitare”, come la descrive il suo proprietario, esprime un’esauriente dimostrazione dei precetti del movimento razionalista. Gli ampliamenti realizzati fino al 1931 portano la superficie della villa a 1.800 mq: 15 camere padronali, tutte dotate di stanza da bagno, una piscina, un campo da squash, un salone di bellezza, alcuni orologi collegati a un sistema centrale, le vetrate a scomparsa e altre congegni ingegnosi.

Per la decorazione, proprietario e architetto ricorrono a un’impressionante lista di personalità: Louis Barillet per le vetrate, Jean Prouvé per gli infissi in metallo, Pierre Chareau, Eileen Gray, Djo-Bourgeois e Francis Jourdain per gli arredi, Gabriel Guévrékian per il giardino cubista, Mondrian, Laurens, Lipchitz, Brancusi e Giacometti per le opere d’arte.

A sinistra, uno scorcio della sala da pranzo, 1928. A destra, vista della terrazza dal salone lettura, 1928 - Credits: Courtesy of Archivio Villa Noailles
A sinistra, il visconte de Pomereu e Charles de Noailles, 1929. A destra, Charles de Noailles con il suo istruttore di ginnastica, 1928 - Credits: Courtesy of Archivio Villa Noailles
La piscina con vetrate sul giardino, 1928 - Credits: Courtesy of Archivio Villa Noailles
Uno scorcio della hall della villa, 1928 - Credits: Courtesy of Archivio Villa Noailles
A sinistra, l'attore Pierre Clémenti a Villa Noailles, 1965. A destra, Marie-Laure de Noailles e Salvador Dalí, 1930 - Credits: Courtesy of Archivio Villa Noailles
Un angolo del Salone rosa di Villa Noailles, 1928 - Credits: Courtesy of Archivio Villa Noailles

Villa Noailles promuove una nuova art de vivre, che celebra il corpo e la natura. Fotografata, recensita, questa residenza è diventata in breve tempo un’icona dell’architettura moderna e rappresenta l’inizio dell’amore per le arti della coppia Noailles.

Sposati nel 1923, collezionisti di arte moderna, in seguito all’ordine della loro villa di Hyères diventano mecenati saggi, amanti del rischio e delle novità. A loro si devono le scoperte e gli impulsi fondamentali nelle opere degli artisti che sostengono: sia che si tratti della pittura (Salvador Dalì, Balthus), della scultura (Lipchitz, Giacometti, César), della musica (Poulenc, Markevitch), della de- corazione (Chareau, Jean-Michel Frank).

Interlocutori privilegiati di scrittori come André Breton, Aldous Huxley, Michel Leiris, Georges Bataille, del museologo Georges Henri Rivière o dello psicanalista Jacques Lacan. Indifferenti alle discussioni di gruppo, sostengono i movimenti intellettuali dell’epoca o partecipano al rinnovamento dell’etnografia.

Allo stesso modo, si entusiasmano del cinema, fanno proiettare a casa loro numero- si film d’avanguardia e finanziano tre opere d’arte: nel 1929 Les Mystères du Château du Dé di Man Ray, girato all’interno della villa, e nel 1930 il primo film di Jean Cocteau Le Sang d’un Poète e il secondo di Luis Buñuel e Salvador Dalì, L’Âge d’Or.

Negli anni 50 la villa, divenuta residenza estiva di Marie-Laure de Noailles, perde un po’ dell’aspetto iniziale. Comunque, ospita sempre artisti, scrittori, musicisti e cineasti che mantengono viva la leggenda. Vicina allo scultore César, al pittore Arnal o all’attore e regista Pierre Clémenti, Marie-Laure de Noailles resta attenta ai movimenti artistici del tempo. Nello spazio antistante la villa, nel 1965, rilascia una lunga intervista per la tele- visione francese, nella quale chiarisce la continuità tra gli artisti che sosteneva alla fine degli anni 20 e quelli degli anni 60.

Alla sua morte, nel 1970, il marito propone al comune di acquistare la dimora. Inscritta all’Inventaire supplémentaire des Monuments historiques nel 1975 diventa oggetto, a partire dal 1986, di un progetto di ristrutturazione che prosegue fino al 2012.

Ispirandosi allo spirito della coppia, l’Association Villa Noailles, responsabile della pianificazione del rilancio del luogo, s’impegna a scoprire e sostenere i giovani artisti, designer e stilisti. Attualmente, le attività si articolano su diverse discipline e si declinano in diversi avvenimenti: Festival international de la mode et de la photographie, festival Design  Parade, esposizioni di architettura, mostre fotografiche, laboratori per bambini tenuti da artisti. Infine, nel 2010, è stata aperta l’esposizione permanente Charles et Marie-Laure de Noailles: il pubblico può scoprire mezzo secolo d’avventura artistica e constatare che la villa non ha praticamente mai cessato di essere un luogo d’incontri, di creazione e di fermento.

Insomma, essa, adagiata tra cielo e terra, potrebbe evocare la definizione data da Michel Foucault di un’eterotopia, cioè un luogo dove diverse realtà e diverse epoche coesistono e, illuminandosi vicendevolmente, si arricchiscono reciprocamente.

Traduzione di Carla Brazzoli

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