Credits www.vitra.com
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Al Vitra Campus nascerà il giardino di Piet Oudolf

Cosa accomuna il Giardino delle Vergini all'Arsenale, nel sestiere veneziano di Castello, la High Line newyorkese e la sede della galleria d'arte Hauser & Wirth nella contea inglese del Somerset? Sono alcuni dei luoghi in cui ha operato il 75enne paesaggista olandese Piet Oudolf, ex barista e pescivendolo che negli ultimi quattro decenni è l'artefice di un profondo rinnovamento del settore del garden design. Il più recente dei prestigiosi incarichi internazionali della sua carriera lo riconduce in Europa, più precisamente al Vitra Campus di Weil en Rhein, dove lo scorso mese hanno preso il via le operazioni che porteranno alla nascita del Perennial Garden.

«Nei primi decenni di sviluppo del Vitra Campus, l’architettura del paesaggio non costituiva una priorità. Solo con il collegamento tra la parte nord e la parte sud del Campus e con i progetti di Álvaro Siza (Siza Promenade) e Günther Vogt sono stati eseguiti interventi di tipo paesaggistico. Con il giardino di Piet Oudolf il Campus acquista una nuova dimensione e offre ai visitatori una nuova esperienza in continua evoluzione», ha dichiarato a riguardo Rolf Fehlbaum, presidente emerito di Vitra. Destinato a occupare la porzione di suolo compresa fra la VitraHaus e lo stabilimento di produzione di Álvaro Siza, il giardino di 4000 metri quadrati accoglierà circa 30.000 piante.

In coerenza con i principi che contraddistinguono il lavoro di Piet Oudolf, anche questo giardino sarà in grado di concedere ai visitatori esperienze sensoriali diverse stagione dopo stagione: le specie previste, infatti, hanno tempi di fioritura e cicli vitali divergenti. Tale 'strategia' andrà a sommarsi all'impianto planimetrico labirintico, all'interno del quale Piet Oudolf auspica che le persone riescano a perdersi, anziché limitarsi a un placido attraversamento. «Le piante sono per me personaggi che posso utiizzare e comporre in base al loro aspetto e al loro comportamente; ognuna 'recita' a proprio modo, ma alla fine ne scaturisce un'opera di grande suggestione», ha raccontato il progettista.