The Budapest Café, Sichuan, Cina, progetto di Biasol - Credits: Ph. James Morgan
The Budapest Café, Sichuan, Cina, progetto di Biasol - Credits: Ph. James Morgan
The Budapest Café, Sichuan, Cina, progetto di Biasol - Credits: Ph. James Morgan
The Budapest Café, Sichuan, Cina, progetto di Biasol - Credits: Ph. James Morgan
The Budapest Café, Sichuan, Cina, progetto di Biasol - Credits: Ph. James Morgan
The Budapest Café, Sichuan, Cina, progetto di Biasol - Credits: Ph. James Morgan
The Budapest Café, Sichuan, Cina, progetto di Biasol - Credits: Ph. James Morgan
The Budapest Café, Sichuan, Cina, progetto di Biasol - Credits: Ph. James Morgan
Places

Il bar ispirato al Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, in Cina


Simmetrie, colori pastello, composizioni curate fin nei minimi particolari. Quella del regista e produttore americano Wes Anderson è un’estetica inconfondibile che affascina.

Estetica che ha ispirato lo studio australiano Biasol per il progetto del Budapest Café a Chengdu, il capoluogo della provincia sud-occidentale di Sichuan, in Cina. Un vero e proprio omaggio alla pellicola Grand Budapest Hotel, uscita nel 2014, che si traduce in scelte cromatiche tenui sui toni del verde e del rosa.

Nei suoi 178 metri quadrati, The Budapest Café è un bar ritmato da archi a tutto sesto, motivi a zigzag, insegne al neon. «Elementi che incoraggiano a esplorare e interagire fisicamente con lo spazio», spiega lo studio.

The Budapest Café evoca l’immaginario di Wes Anderson attraverso una selezione curata di materiali. Dal marmo bianco per l’ampio bancone alla scalinata in stile terrazzo veneziano che domina l’ambiente, dove spicca una vasca di palline rosa e un’iconica Bubble Chair, disegnata nel 1968 dal finlandese Eero Aarnio.

Infine, una scalinata conduce al mezzanino, che concede una vista d’insieme del bar dall’alto. Per godere pienamente dei brillanti giochi di colore e delle sofisticate simmetrie in perfetto stile Anderson.