Stalla a El Mirador, sud-ovest di Città del Messico, Messico, CC Arquitectos. - Credits: Rafael Gamo
Heads or Tails, Nendo - Credits: Akihiro Yoshida
Cage Archibird, Grégoire de Laforrest - Credits: Jérôme Galland
Il volume "Pet-tecture: Design per animali domestici" curato da Tom Wainwight per Phaidon
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E anche la cuccia è di design

Una rassegna di piccole architetture e oggetti di design dedicati ad animali domestici potrebbe apparire a qualcuno un sintomo decadente della degenerazione dei tempi moderni - ovviamente digitali - dove, per chi non si accontentasse degli influencer, arrivano anche i pet-fluencer. Sono 60 milioni, secondo l’ultimo rapporto Assalco-Zoomark, gli animali d’affezione nelle case degli italiani e l’Italia sale sul podio dei paesi europei più pet-friendly, dopo Francia e Germania. Va da sé, si delinea un mercato in espansione, che attualmente vale 2 miliardi e 51 milioni di euro.

In questo scenario nessun bene non necessario appare superfluo, dal cappottino firmato alla ciotola ammiccante, e tuttavia non è ben chiaro perché nella cornucopia di accessori affastellati nei sempre più diffusi pet-stores, il kitsch sia sempre dietro l’angolo. Ma al contrario, il volumetto compatto intitolato con un calembour Pet-tecture: Design per animali domestici, curato da Tom Wainwight per Phaidon, di decadente ha ben poco, rivelandosi innanzitutto un libro di design, che si muove tra gli estremi di citazionismo e funzionalismo. Sarà perché sempre più gli animali occupano i nostri salotti e le camere da letto, oggi anche per i decoratori d’interni immaginare il complemento zoofilo nel paesaggio domestico è diventata necessità.

Ecco allora un godibile assortimento di centinaia tra casette, gabbiette e giochi per i gli animali: dalla casa di fido in cemento armato che pare un inno al brutalismo alla la vasca dei pesci stampata 3D, fino al palazzo gattesco a forma di Cremlino e il suo tiragraffi con le sembianze canine. Tra i vari esemplari anche pezzi firmati da noti designer come Nendo, Kenya Hara, Sou Fujimoto, MAD Architects, Kengo Kuma, Shigeru Ban. Ce n’è un po’ per tutti i gusti e tutte le razze, i progetti sono pensati infatti per felini, cani, uccelli, piccoli roditori, pesci, tartarughe, galline – persino canguri, pecore e cavalli, assumendo l’aspetto di vere e proprie eco-architetture. E infatti, finiscono per rilevarsi esercizi di stile e di pensiero, piccoli laboratori adatti a sperimentare idee da utilizzare su più larga scala, con maggiore libertà. Perché, infondo, come diceva Italo Calvino: “La fantasia è come la marmellata, bisogna che sia spalmata su una solida fetta di pane”.

D’altra parte, se è risaputo che basta una poco pretenziosa scatola di cartone del supermercato per rendere felice un gatto, è altrettanto probabile che l’illusione di fare un regalo a un animale domestico, equivalga alla certezza di averlo fatto a se stessi.

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