Credits: Bici Single Speed disegnate e progettate dal designer veneto Jonny Mole.
Credits: Progettata per la città giapponese da cui prende il nome, la Tokyobike è anche un oggetto di design da mettere in mostra in casa. Personalizzabile con accessori creati per migliorare la vita del biker metropolitano.
Credits: Legno di faggio, titanio e alluminio. Per la concept bike Thonet disegnata da Andy Martin bisogna aspettare. È un prototipo.
Credits: Telaio in carbonio e tecnologia Coutervail Vibration che diminuisce le vibrazioni. Il modello da corsa Super Record Campagnolo EPS di Bianchi è studiata per la Granfondo.
Credits: Il tandem a pedalata assistita di El Ciclo ha cambio Shimano, manopole e manubrio in legno, sella in cuoio impianto luci elettrico e portapacchi posteriore.
Credits: La Copenaghen Wheel, sviluppata dal MIT di Boston, è un kit che permette di trasformare la bici in una e-bike. Il disco rosso con il motore da 250 W si sostituisce al cerchio posteriore e con un’App si dialoga con la ruota.
Credits: Compatta, leggera e senza catena. La Footlose, realizzata in collaborazione con il designer britannico Mark Sanders, si ricarica pedalando.
Credits: Completamente in legno e tutta da montare. La Sandwichbike arriva a casa in scatola chiusa e, istruzioni alla mano, si assemblano pian piano i 50 pezzi 100 per cento ecologici.
Credits: Pieghevole e senza raggi. La bici del futuro si chiama Sadabike ed è stata progettata da un italiano, Gianluca Sada. Si richiude con un unico gesto, come fosse un ombrello, e si infila nello zaino.
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Biciclette: 12 modelli di design

Annalisa Testa


Ci sono quelle fai-da-te che arrivano a casa in scatola e si montano come una libreria dell’Ikea e quelle di design che sono così eleganti (e care) che si possono anche mettere in bella mostra in salotto.

Poi ci sono quelle futuristiche, prototipi con ruote senza raggi o telai costruiti con le tecnologie della Formula1, e quelle che si piegano in venti secondi che, oltre a semplificare la vita a un tot di ciclisti metropolitani, decretano finalmente la fine della bicicletta legata sul tetto dell’auto, pericoloso simbolo del turista in vacanza.

Ma, quest’estate, il vero fenomeno nel mercato delle due ruote a pedali si chiama Epac (electric pedal assisted cycle), o semplicemente e-bike. "A noi piace definirle bici a fatica quasi zero perché in aiuto all’azione propulsiva del ciclista 
entra in azione un motore di 250 watt che può raggiungere la velocità massima di 25 chilometri orari", ci racconta Pier Francesco Caliari, direttore generale di Confindustria Ancma ed Eicma.


Il boom è reale: "Nel 2013 sono stati venduti 51.405 pezzi, nel 2012 erano 46 mila. Aumenta anche la produzione italiana che raggiunge quota 6.200 e-bike, il 12,4 per cento in più rispetto all’anno precedente". E Milano, per l’Expo 2015, si prepara ad essere la prima città al mondo con un sistema di bike sharing a pedalata assistita: 5000 pezzi e 296 parcheggi disseminati in punti strategici della città che, attraverso un percorso di quasi 13 chilometri, porteranno i visitatori fino all’esposizione.

È una nuova forma di eco-mobilità per spostarsi in città o in montagna (ci sono anche le mtb) senza dover per forza fare bagni di sudore. E per chi non ne vuole sapere di cambiare la bici allora ecco le ruote intelligenti, kit che accorporano motore, sensori, accelerometri e un modulo per la connettività wireless per poter impostare velocità e consumi dallo smartphone.

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