Credits: © Dario De Sirianna
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Studio Sovrappensiero presenta 4 elementi, tra locale e globale

Il progetto furNATURE di Studio Sovrappensiero mi ha riportato ad un ricordo molto nitido della mia infanzia: mio padre che al ritorno dalla montagna mi portava un ramo con la corteccia sapientemente intagliata e modellato ad arte sul fuoco del camino.

Non ho mai avuto una profonda attrazione per la montagna d’estate e credo, in tutto, di essere andato solo un paio di volte con in escursione con la mia famiglia. Eppure ho conservato tutti i bastoni che Franco aveva fatto per me. Lungi dall’istigare lo sradicamento di stelle alpine dai percorsi montani ma c’era qualcosa di affascinante nel collezionare qualcosa che appartenesse alla natura di un territorio specifico per farlo proprio.

Spesso ci preoccupiamo di circondarci di oggetti perfetti, talvolta anonimi, dove l’elemento di personalità e di individualità che possiamo trasmettere a questi oggetti è limitato alla maniera in cui li disponiamo all’interno del nostro spazio. E se il consumatore venisse coinvolto nel processo di realizzazione dell’oggetto? E se diventasse parte fondamentale nel completare la funzionalità di un elemento d’arredo?

Beh, si tratta di un esercizio di ricerca e sviluppo che Ernesto Iadevaia e Lorenzo De Rosa di Studio Sovrappensiero sono riusciti ad eseguire in maniera precisa ed equilibrata con il progetto furNATURE.

«Gli oggetti di cui ci circondiamo sono frutto di un processo che coinvolge attori e spostamenti anche intercontinentali, se consideriamo: la fase di progettazione, il processo di estrazione e trasporto dei materiali, la produzione e, infine, la distribuzione.
Questi prodotti sono nostri solo perché li abbiamo acquistati, ma il legame che essi hanno con il mondo da cui provengono è poco leggibile, privo di connotazioni geografiche, e non ha risonanza nella realtà culturale di chi li possiede.»

Quattro elementi: una clessidra, un appendiabiti, un’appenderia ed un tavolo da caffè che sintetizzano l’esigenza di coniugare l’individualità con i processi industriali, le produzioni globali con elementi locali.

Ricollegarsi all’ambiente nell’era digitale potrà sembrare un cliché o un tema scontato ma si tratta di un elemento fondamentale per riequilibrare la vita di tutti i giorni.

È l’esecuzione che fa la differenza.

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Fukasawa è il designer giapponese che pratica la semplicità. Nelle sue forme equilibrate non esistono eccessi, solo quello che è necessario. In trentotto anni di carriera ha reinventato sedie, divani, mobili, lampade, congegni elettronici, telefoni. Il suo obiettivo? Migliorare con i suoi progetti la vita di tutti i giorni, attraverso un design “giusto”