Il modello P66 di TCL, disponibile in versioni da 50, 55 e 65 pollici
Visione obliqua del televisore, che permette di notare la cornice finissima.
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TCL, stile da accendere

Il nome TCL non è certo il primo che s’affaccia alla mente quando si parla di televisori, eppure si tratta del terzo produttore globale, vicinissimo alla seconda posizione e in grado di guadagnare quote di mercato di anno in anno. Di salire, per esempio, di due punti percentuali dal 2016 al 2017. Merito di una linea di prodotti che puntano sull’elevata qualità delle immagini e, in parallelo, su un’attenta cura del design. A testimoniarlo, il nuovo P66, interamente in alluminio (la plastica è bandita, sottolineano in azienda), completamente monoblocco: significa che non ci sono né viti né giunture, l’oggetto traccia linee continue, esibisce una superficie senza interruzioni e, assecondando un minimo di feticismo tecnologico, risulta molto liscio al tatto.

È evidente però che il televisore lo si guarda, quasi mai lo si tocca. Ecco allora che l’occhio è altrettanto soddisfatto per un doppio motivo: a livello estetico, la cornice non arriva a 5 millimetri. È sottilissima. Da acceso, mostra nitidezza, brillantezza e un arcobaleno di colori grazie alla risoluzione 4K UHD, il quadruplo rispetto all’alta definizione standard. Resa da cinema. Mentre il video va a braccetto con l’audio: l’effetto surround è firmato «DTS Premium Sound». E tra le varie personalizzazioni, da segnalare «voce chiara», che sistema in automatico alti e bassi permettendo di percepire meglio i dialoghi di un film o una serie televisiva, specie se c’è frastuono in salotto.

Piccoli effetti speciali, degni di un computer. Paragone non azzardato, anzi: come uno smartphone, P66 ha a bordo Android nella versione 7.0 per la tv. E presto sarà compatibile con l’assistente vocale di casa Google, a cui rivolgere domande in cinque lingue, italiano incluso. La prossima frontiera della televisione è la conversazione.