Design Resistenza: l

Design Resistenza: l'iniziativa per dare voce al design resiliente

Nasce da un'idea di tre giornalisti di design, che allo scoppiare dell'emergenza sanitaria si sono chiesti: "e ora"? Da qui un sito e altri progetti per il futuro. Ce li racconta il co-fondatore Claudio Moltani.
In conversazione con Patrizia Moroso

In conversazione con Patrizia Moroso

A casa della creative director di Moroso. La carriera, i sogni, le scommesse e la sua visione: cambiare sempre le regole del gioco. Con gentilezza. Dal numero di marzo di ICON DESIGN.
In conversazione con Matteo Thun

In conversazione con Matteo Thun

Abbiamo parlato con l’architetto altoatesino di bellezza e sostenibilità, di ricerca e filosofia. E naturalmente di architettura. Dal numero di marzo di ICON DESIGN.
Casa Mérida, scultura urbana progettata da Ludwig Godefroy

Casa Mérida, scultura urbana progettata da Ludwig Godefroy

La cultura Maya incontra il Modernismo nel progetto dell’architetto Ludwig Godefroy. Dal numero di marzo di ICON DESIGN
In conversazione con Claudio Luti

In conversazione con Claudio Luti

Il presidente del Salone del Mobile parla del futuro del settore arredo, facendo appello a una visione condivisa e lungimirante. Una questione etica, perché certificazioni e coscienza vadano di pari passo. Dal numero di marzo di ICON DESIGN.
Le sfide del Coronavirus: se la Scuola d

Le sfide del Coronavirus: se la Scuola d'Arte diventa una Social TV

Direttore della Scuola Superiore d'Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano, Stefano Mirti sta dando il via alla digitalizzazione dei corsi attraverso una Social TV che cambierà il modo di insegnare e apprendere l'arte.
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Future Houses: l'edilizia ready-made diventa sostenibile

Chi ha detto che le case prefabbricate rinunciano al design? Sul numero di marzo di ICON DESIGN facciamo un punto sull'edilizia ready-made

Italian Country: la casa in campagna secondo Studio wok

Le campagne sono al centro di un’indagine che riguarda il futuro dell’uomo. Da luogo dimenticato perché ritenuto privo di opportunità, torna nel dibattito per le vitali questioni del cibo, dell’agricoltura, dell’allevamento, dello sviluppo di aree alternative alla città.

Intelligenze artificiali e processi di automazione, sperimentazioni genetiche, migrazioni, gestione di territori per mano di grandi enti, ecosistemi umani e animali, l’impatto del costruito e del digitale nel reale riguardano le campagne e evidenziano caratteri sempre più sperimentali. Le logiche intensive alla base dei processi produttivi stanno provocando gravi alterazioni dei contesti rurali, nuovi comportamenti, nuovi prodotti. Molto spesso generano situazioni irreversibili e non pienamente governabili dall’uomo. L’architetto e teorico Rem Koolhaas ha dedicato gli ultimi cinque anni a questo tema e il 20 febbraio il Guggenheim di New York ha inaugurato la mostra Countryside, The Future.

L’attualità e l’urgenza del tema sono misurabili anche da progetti in scala. Una casa in campagna alle porte di Verona, vicino al fiume Adige, può diventare un’occasione di riflessione sul grado di responsabilità di un professionista e di un committente. L’impatto ambientale di un’azione privata ha sempre una ricaduta nell’ambiente pubblico. Ripensare ogni gesto quotidiano con consapevolezza significa praticare la sostenibilità. Il recupero di un vecchio fienile, integrarsi nel paesaggio circostante, impiegare materiali reperibili in loco, immaginare un giardino conservandone la vegetazione esistente sono le azioni che hanno guidato la mano di studio wok. «La nostra ricerca della sostenibilità ambientale non è solo legata all’uso di determinati dispositivi tecnici e impiantistici ma è soprattutto un processo progettuale che pone l’edificio in dialogo col paesaggio, con la sua storia e con i suoi materiali. Abbiamo dato vita a un’architettura moderna e antica al tempo stesso che salvaguardando il paesaggio rurale si fonde e confonde con esso».

Per Nicola Brenna, autore della casa con Marcello Bondavalli e Carlo Alberto Tagliabue, è stato fondamentale mantenere un binario ideale e costruttivo. I segni del passato dovevano riacquisire senso, coscienza e innovazione. Dalle facciate è stato distaccato l’intonaco che ha svelato i ciottoli di fiumi dei muri portanti. Cornici in Biancone, pietra locale della Lessinia, delimitano le finestre. La riapertura di un arco che era stato tamponato crea un dialogo tra l’interno dell’edificio e il giardino. Il serramento in larice che delimita l’arco in muratura diventa così una soglia che connota l’intervento architettonico dando a quella stanza il ruolo di bussola distributiva degli spazi circostanti. Da qui infatti parte il soggiorno che dialoga con tutti i tre piani della casa. I pavimenti sono in pietra di Vicenza. Gli altri ambienti della casa sono una biblioteca con un camino in mattoni e la zona notte, al piano superiore, racchiusa in un volume di legno appeso al soffitto dentro il quale sono ospitate le camere da letto. I rivestimenti interni sono in multistrato di betulla.

La casa di studio wok è un sistema moderno che omaggia una tradizione costruttiva. Ha un abaco di materiali al servizio di un agire che si nutre di storia ma si esprime con un gesto cauto e contemporaneo. In giardino una grande magnolia – conservata su espressa richiesta della committenza – è l’ago della bilancia che ricorda la necessità di un equilibrio, di un contenimento, di un’attenzione da mantenere nonostante la deroga confortevole di una piscina.

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Articolo pubblicato sul numero di marzo di ICON DESIGN