Quella storia mai finita tra cinema e design

Quella storia mai finita tra cinema e design

Mentre l’architettura ricorre alla tecnica del montaggio per produrre nuovi modelli abitativi, a Hollywood si costruiscono set fortemente influenzati dalle ricerche del design. Un rapporto stretto, quello tra cinema e design, che ripercorriamo tra film cult e arredi iconici.
Paola Lenti e l

Paola Lenti e l'arte dell'intreccio

Paola, l’anima creativa; Anna, il contrappunto razionale. Un’epica che intreccia colori, tessuti, materiali. E una pratica calma e tenace, che ha reinterpretato il design outdoor. Puntando sulla sperimentazione. Dal numero di aprile/maggio di ICON DESIGN.
La casa-galleria di Andrea Grecucci e Kaisha Davierwalla

La casa-galleria di Andrea Grecucci e Kaisha Davierwalla

A Milano, pezzi d’arte e design si mescolano in uno spazio camaleontico. Benvenuti nella casa-galleria di Andrea Grecucci e Kaisha Davierwalla. Dal numero di aprile/maggio di ICON DESIGN.
Sally Antonacchio, tra creatività e imprenditoria

Sally Antonacchio, tra creatività e imprenditoria

Prosegue il nostro ciclo di interviste dedicato alle donne coraggiose e intraprendenti, unite dalla voglia di cambiare la realtà che viviamo. Oggi è il turno di Sally Antonacchio, fondatrice della casa di produzione The Artist Company.
Women and architecture

Women and architecture

Dalla rubrica 20th Century Archive di Adam Štěch, una panoramica delle donne più influenti nell'architettura del XX secolo.
In conversazione con Chiara Andreatti

In conversazione con Chiara Andreatti

Il design al tempo dei social network, la sostenibilità, le sfide del mondo del progetto. A tu per tu con Chiara Andreatti. Dal numero di aprile/maggio di ICON DESIGN.
Giovanna Borasi e l

Giovanna Borasi e l'approccio "out of the box" dell'architettura

Direttrice del Canadian Centre for Architecture (CCA), Giovanna Borasi ci racconta quali sono, secondo lei, i compiti dell'architettura oggi. In primis, quello di essere essere dirompente e critica.

A Portland, la casa per "spiriti liberi" di Osmose Design

Nel tranquillo quartiere di Dunthorpe appena a sud di Portland, nello stato dell’Oregon, si trova un’abitazione del 1960 dall’architettura semplice, color antracite, che sembra perdersi nel paesaggio americano.

Ma una volta entrati, tutto rimanda all’atmosfera di una discoteca glam, con decori inusuali e colori sgargianti, a partire dalla scalinata principale con la sua fluorescenza, che grazie a un filo di luci Led si tinge di un colore elettrico non appena varcata la soglia. «Trovo affascinante passare di notte davanti alla casa. Da fuori riesci a intravedere quei toni intensi del rosa e viola, delle luci che brillano fino alla siepe», racconta Andee Hess, la designer fondatrice dello studio Osmose Design che ha progettato gli interni.

Andee è celebre per la sua capacità di creare residenze ad hoc per clienti dagli spiriti liberi, come in questo caso la famiglia Furlotti. La proprietaria Allie desiderava un’abitazione che assomigliasse a un’installazione artistica, irripetibile. Anche il marito Adam, artista multimediale, e la figlia Dylan, volevano che tutto fosse vivace e luminoso. Il risultato è un progetto dalla personalità spiccata, che incorpora estetica e funzionalità. «Per trovare le soluzioni migliori abbiamo lavorato ai vari ambienti come ai personaggi di un fumetto, studiando ogni angolo della casa come fosse il protagonista. Siamo riusciti a rappresentare l’indole della famiglia e la sua passione per l’arte».

La ristrutturazione ha preso il via poco dopo la conoscenza tra la designer e Allie Furlotti, attrice comica e filantropa. Merito di un’amicizia comune, il fondatore della galleria Fourteen30 Contemporary di Portland, che «fin da subito aveva intuito sarebbe nato qualcosa di avventuroso dal nostro incontro, e infatti è andata proprio così». Al piano terra ci sono gli spazi comuni, mentre quello superiore è riservato alle camere da letto e alla stanza dei giochi. «È stato entusiasmante lavorare insieme alla famiglia Furlotti», spiega Andee. «Ci hanno permesso di dare spazio all’immaginazione, alla creatività. Abbiamo potuto progettare installazioni e pezzi su misura senza alcun limite». Nel salone principale, ispirato al design italiano degli anni 70, due importanti sculture floreali dell’artista Adam Kostiv galvanizzano lo spazio. Il cuore della stanza è dominato da un grande divano color mostarda di B&B Italia e da un coffee table in vetro di Glas Italia, entrambi di Patricia Urquiola. Di fronte, una voluminosa consolle per dj firmata da Osmose Design ospita la significativa collezione di vinili dei Furlotti.

Nell’ambiente familiare e accogliente, spiccano arredi come la seduta del collettivo spagnolo Lievore Altherr Molina nel salone, scovata presso un rivenditore locale di modernariato, poi rifoderata con lana d’agnello volutamente in tinta con il pelo dei cuccioli di famiglia Fred e Harry, due Bichon Poo. «È una sedia particolarmente apprezzata anche dalle due mascotte di casa!».
Tutto è stato pensato considerando le passioni della famiglia, come i cristalli e le diverse vibrazioni che emanano: «per questo i pomelli delle porte sono in vetro o in sfere di labradorite, che è considerata la pietra delle trasformazioni, ha il potere di rafforzare l’intuizione e le abilità fisiche». 

Anche il piano superiore è giocato sui colori e i contrasti. Salendo le scale si trova un lungo corridoio con una passatoia in moquette di lana lunga 10 metri, che attraversa diverse gradazioni di viola, dal lavanda fino al porpora. Porta alla camera da letto di Dylan, rivestita interamente con tessuti e wallpaper con stampe di piante grasse – tende, pareti, soffitto, letto (biancheria compresa). Accanto c’è la stanza padronale, nelle sfumature del rosa e del viola. «Quando abbiamo visto alcuni degli esperimenti che i proprietari stavano facendo con
le tinte, per esempio con la poltrona di Altherr Molina, li abbiamo convinti a fare lo stesso con il tappeto e le tende», dice Andee Hess. «Forse abbiamo esagerato? Ma quello che conta è il risultato: una camera fantastica, in cui immergersi e sognare».

---

Articolo pubblicato sul numero di aprile/maggio di ICON DESIGN, disponibile anche in versione digitale.