2CV Charleston - Credits: Citroën
2CV France 3 - Credits: Citroën
2CV Charleston - Credits: Citroën
2CV Soleil - Credits: Citroën
2CV - Credits: Citroën
2CV - Credits: Citroën
2CV - Credits: Citroën
2CV - Credits: Citroën
2CV - Credits: Citroën
2CV - Credits: Citroën
Storytelling

I 70 anni della 2CV di Citroën

Quasi quattro milioni di esemplari venduti, cinque contando anche le derivate. Stiamo parlando di un’auto, la 2CV di Citroën, entrata nell’immaginario collettivo di più generazioni, che quest’anno compie 70 anni di età.

Presentata in occasione del Salone dell’auto di Parigi nel 1948, la 2CV comincia la sua avventura nel 1935, quando Pierre-Jules Boulanger, a capo di Citroën, decise di progettare un’auto economica nell’acquisto e nella gestione. Un’auto alla portata di tutti.

Dodici anni dopo, tra evoluzioni progettuali e modifiche, su progetto di Flaminio Bertoni nasce la 2CV che conosciamo, ribattezzata dai francesi la Lumaca di Latta. Dal 1948 al 1990 un dettaglio progettuale è rimasto inalterato: i finestrini anteriori, la cui metà inferiore si ribalta verso l’alto, pensati per consentire al conducente di segnalare il cambio di direzione mettendo il braccio fuori dal finestrino.

Ed è proprio il 1990 l’anno in cui l’ultima 2CV esce dalle catene di montaggio della fabbrica portoghese Citroën di Mangualde, più precisamente il 27 luglio. Una curiosità: i sedili della 2CV entrarono in produzione con un normale telaio in tubolare d’acciaio, ma privi di imbottitura. Un’idea mutuata dalle opere dell’architetto Jean Prouvé, autore tra le altre cose del celebre Garage Citroën di Lione. Il motivo? Far sì che la vettura riuscisse a percorrere le strade più difficili, campi arati inclusi, con un paniere di uova a bordo, senza che se ne rompesse una.

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