Matteo Frigerio, country manager per l'Italia di Airbnb - Credits: Ph. Piotr Niepsuj
Storytelling

Airbnb Plus: case che raccontano storie

Airbnb ha compiuto 10 anni lo scorso agosto: un decennio in cui il modo e l’idea di viaggio sono cambiati profondamente. Quando tutto ebbe inizio, c’erano solo dei materassi ad aria e tre ospiti, diretti a San Francisco per un viaggio di lavoro, proprio nei giorni in cui il World Design Congress aveva dato fondo alla disponibilità di camere d’albergo in città. A ospitarli fu il salotto di Brian Chesky e Joe Gebbia, che con Nathan Blecharczyk sono i fondatori di Airbnb

Oggi il progetto si estende su scala globale: coinvolge 5 milioni di destinazioni nel mondo e ha registrato un aumento di oltre il 150 per cento delle prenotazioni nel 2017. Ma non è una mera questione di numeri: c’è molto di più che trovare un pied-à-terre o fare il check-in una stanza anonima. Si viaggia nelle città, ma si viaggia anche attraverso le case, sempre più luoghi aperti alla condivisione. Fisica e social. Dove anche il design gioca la sua parte. Ed ecco allora che il think tank della più grande piattaforma di home sharing ha deciso di fare il punto sulla propria offerta, lanciando nel 2018 una categoria superiore di alloggi chiamata Airbnb Plus. Ne abbiamo parlato con Matteo Frigerio, country manager per l'Italia di Airbnb, che è anche un host molto speciale. 

Innanzitutto che cos’è Airbnb Plus?

Airbnb Plus è una nuova categoria di case verificate per qualità, comfort e design. È la risposta ai tanti utenti che ci chiedevano un modo semplice e veloce per trovare case di qualità, considerata l'offerta ampissima presente oggi sulla piattaforma.

In che modo avviene questa verifica di qualità?

L’alloggio deve soddisfare un set di 100 requisiti. Nella pratica, avviene che un team di designer dell’azienda contatti gli host più qualificati (coloro con una media di 4,8 su 5 stelle nella nostra review, che abbiano accettato almeno il 95% delle prenotazioni e non abbiano ricevuto nessuna cancellazione nell’ultimo anno). Successivamente si avvia, con fotografi professionisti, l’ispezione del luogo.  

E così anche tu sei diventato host Plus: raccontaci la tua esperienza.

Nella casa sul lago di Como io e mia moglie abbiamo provato cosa significa affrontare l’ispezione e poi l’upgrade. Quel che accade, infatti, è che spesso il responso non è un sì o un no secco, ma diventa una sorta di training per migliorare la propria abitazione. In molti casi manca qualcosa. Nel nostro, per esempio, è stato necessario aggiungere dei cuscini: uno dei requisiti è avere due cuscini per ospite. È un momento gratificante e allo stesso tempo di esame: gli ispettori ci hanno fatto notare che avremmo potuto arricchire le dotazioni della cucina, che alcuni quadri erano storti, che la camera avrebbe potuto rispecchiare di più la nostra personalità.

Passa l’idea che queste sistemazioni debbano avere una personalità.

È assolutamente così. Airbnb è fatto di case che raccontano storie da condividere. Per cui, una cosa sono gli standard, che devono essere omogenei, altra cosa è la caratterizzazione degli alloggi: ciascuno è diverso, come diverso è il territorio in cui si collocano. Per questo ne va enfatizzata l’unicità. Sia dell’host, sia della casa.

Nella vostra abitazione comasca come è stato sviluppato questo concetto?

Per riflettere la particolarità del luogo abbiamo giocato sulla compenetrazione tra interno e esterno. L’abbiamo resa ariosa e aperta sull’esterno, arredando un piccolo giardino con un tavolo e quattro sedie che guardano il lago. E alla fine è proprio quello che rimane nella memoria degli ospiti: ci hanno riferito che finiscono persino per dimenticarsi com’è fatto l’interno!

Airbnb Plus I Los Angeles
Airbnb Plus I San Francisco
Airbnb Plus I Firenze
Airbnb Plus I Tulum
Credits: Airbnb Plus I Milano
Airbnb Plus I Los Angeles
Airbnb Plus I Barcellona
Airbnb Plus I Praga
Airbnb Plus I Londra

Che cosa cercano in particolare i viaggiatori?

Da una ricerca commissionata da Airbnb risulta che, soprattutto ai giovanissimi, interessa una casa che soddisfi requisiti di design ed estetica marcati. Addirittura il 63% degli italiani sceglie la casa in base a come apparirà su Instagram. Quindi la casa diventa sempre più social. Infondo anche io, in fase di rinnovamento dell'appartamento a Como, postavo le foto del salotto pennellato di fresco per testare le reazioni. Sempre più, è un elemento di condivisione. 

Quanto è profondo il legame di Airbnb con il design?

Basti dire che due su tre dei nostri fondatori uscivano da una scuola di design. Tutto si fonda sull’idea di lasciarsi ispirare. Molti dei visitatori del sito semplicemente navigano sulla nostra piattaforma per trovare suggestioni e fantasticare una partenza che forse, un domani, programmeranno. Immaginano viaggi alternativi, che molto spesso si costruiscono proprio attorno a una sistemazione unica: la casetta sull’albero o il fungo gigante. Qui la casa diventa l’elemento in grado di dirottare il viaggio.

Il mercato dell’hôtellerie è sempre più frammentato, ma avete rivelato l’ambizioso obiettivo del miliardo di viaggiatori entro il 2028. Come lo raggiungerete?

In questi 10 anni di Airbnb il mercato si è molto evoluto, così il modo di viaggiare. La nostra società guarda oltre la semplice possibilità della condivisione di un posto dove dormire. Un esempio? I viaggiatori cercano sempre più un viaggio esperienziale: noi nel 2016 abbiamo introdotto le “experiences”. Al contempo operiamo in uno scenario in cui il format dell’hotel tradizionale sta scomparendo. Sono gli stessi albergatori a dirci che Airbnb funziona perché unisce le persone. E così, a loro volta, creano eventi e spazi condivisi. Ecco, vogliamo essere un’alternativa sia per le persone che vogliono viaggiare in questi hotel sia per gli hotel stessi. Oggi su Airbn si trova infatti anche la categoria boutique hotel. In questo modo pensiamo di poter incontrare l’obiettivo del miliardo di viaggiatori. E non dimentichiamo che, dalla nascita di a oggi, sono già 400 milioni le persone che hanno viaggiato con Airbnb.  

Quante case Plus al mondo si contano?

Il progetto è partito a febbraio e ha già coinvolto 51 paesi e circa 3 mila case, ma il numero è solo un dato provvisorio che cresce in maniera esponenziale. L’Italia ricopre un ruolo centrale in questa nuova avventura, proprio perché gli italiani hanno le caratteristiche giuste per i requisiti Plus: la naturale propensione al design, la ricorrenza di gesti gentili e premurosi nei confronti dell’ospite, la capacità di aggiungere tocchi personali agli ambienti. Oggi Plus è a Roma, Milano e Firenze, ma il piano prevede presto l’estensione in aree come la Costiera amalfitana o la Riviera ligure. Già prima di Plus, l’Italia era il terzo paese a livello globale per numero di annunci e Milano figura tra le 5 città che sono cresciute di più nella categoria Plus, assieme a San Francisco, Sidney Melbourne.

Sul territorio italiano Airbnb ha sviluppato un modello unico al mondo.

Infatti, quello dei borghi è un esperimento che per ora riguarda solo il nostro Paese, dove è grande il focus sulle rotte secondarie del turismo. Abbiamo iniziato a Civita di Bagnoregio, un gioiello nel Lazio, e stiamo proseguendo con Lombardia, Molise, Sicilia. Il prossimo anno ci concentreremo sui borghi del Sud, luoghi nascosti che vale la pena scoprire. E poi, va detto, l’eccellenza italiana sta in primis nelle persone ed è perciò distribuita tutto il territorio nazionale. Mentre, d’altra parte, la diversità lungo lo stivale è una risorsa unica al mondo. Perciò questa è la nostra sfida: fare conoscere l’Italia tutta intera.

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