Portaoggetti della nuova linea Resti di Thalass by Alessandro Di Rosa - Credits: C. Poidomani per Boma studio
Dalla linea Riciclo di Thalass by Alessandro Di Rosa - Credits: C. Poidomani per Boma studio
Svuotatasche multifunzione della nuova linea Resti di Thalass by Alessandro Di Rosa - Credits: C. Poidomani per Boma studio
Diversi contenitori della nuova linea Resti di Thalass by Alessandro Di Rosa - Credits: C. Poidomani per Boma studio
La linea Resti di Thalass by Alessandro Di Rosa - Credits: C. Poidomani per Boma studio
La linea di piatti di Thalass creata da Alessandro Di Rosa per Vincenzo Candiano - Credits: C. Poidomani per Boma studio
La linea di piatti Thalass creata da Alessandro Di Rosa per Marella Ferrera - Credits: C. Poidomani per Boma studio
La linea di piatti Thalass creata da Alessandro Di Rosa per Ciccio Sultano - Credits: C. Poidomani per Boma studio
Una piastra per il sushi in vetro di Thalass by Alessandro Di Rosa - Credits: C. Poidomani per Boma studio
Storytelling

Alessandro Di Rosa, artigiano-poeta emergente del vetro

Laura Barsottini

Viene da Modica, perla Unesco del sudest della Sicilia. E quando non è impegnato a realizzare nuove vetrate per le antiche chiese barocche della zona, Alessandro Di Rosa, giovane maestro vetraio, lo si trova chiuso nel suo laboratorio. Dove, da qualche anno, si dedica a trasformare artisticamente il vetro per creare oggetti d’arredo di design, soprattutto, ma anche piatti che trascendono la loro natura per diventare simboli dello stile e del buon gusto made in Italy.

Ad accorgersi della qualità delle creazioni di Di Rosa ultimamente sono stati gli organizzatori della Vendemmia di Via Montenapoleone, l’evento milanese in cui, dal 5 all’11 ottobre, le boutique del Quadrilatero della Moda ospiteranno i migliori sommelier e le cantine vinicole più prestigiose d’Italia e del mondo. Il debutto della linea Thalass Plates Design (www.thalass.it) è previsto per l’8 ottobre, quando vestirà i piatti della vendemmia all'interno della boutique Dsquared2.

Resti è il nome della nuovissima serie Thalass, composta da quel che rimane alla fine della giornata; da quel che resta di un lavoro dopo l’ultima infornata. E i resti sono scampoli di vetro, di tempo, di idee. Resti da non sprecare, da riciclare e riusare, combinando design e arte artigiana. Pezzi di vetro – grezzi e materici – che, trattati dalle mani dell’artigiano, possono tornare a essere elementi di design per un percorso culinario, anche casalingo.

In realtà è nel 2007 che prendono inizio la ricerca e la sperimentazione di Di Rosa. Che con Thalass ha voluto accostare la trasparenza e la luce che uniscono, non solo metaforicamente, il vetro e il mare. Immaginando cioè a quale piacere avrebbe dato all’occhio e alla gola vedere una pietanza rivestita degli stessi riflessi che il mare offre a chi lo abita. Una scelta premiante, visto che delle forme e dei riflessi dei suoi piatti si sono innamorati i più rinomati chef italiani, da Vincenzo Candiano a Ciccio Sultano, da Pino Cuttaia a Carlo Cracco. I toni utilizzati (il bianco, il rosso, il verde, il nero, l’ocra, il blu) raccontano il territorio siciliano, mentre sulla superficie vitrea, linee sottili tratteggiano il profilo del paesaggio mediterraneo.

Quadrati, tondi, rettangolari o a goccia, ogni forma Thalass – forgiata artigianalmente e cotta a temperature tali da non compromettono la qualità e la salubrità del cibo – regala sensazioni diverse e uniche. Perché l’opera di Di Rosa è paragonabile a quella di una “vetreria sartoriale”, un ensemble di linee e curve, di colori e forme, in grado di accogliere le pietanze, come barche che scivolano sulla distesa marina. Tanto che la stilista Marella Ferrera ci ha voluto inserire anche i disegni sensuali ed eleganti del pizzo.