Lo showroom Bocci a Berlino - Credits: Foto: Gwenael
Storytelling

La poetica dell’illuminazione secondo Bocci

In un palazzo storico di Charlottenburg, elegante quartiere di Berlino, si trova lo showroom di Bocci, azienda di illuminazione canadese fondata nel 2005 dal designer e architetto di origini israeliane Omer Arbel. Entrare qui è come varcare la soglia di un mondo incantato, dove nuvole di luci tratteggiano atmosfere oniriche e sospese nel tempo.

Esposte in un percorso sviluppato su più piani, le sculture luminose sono libere di espandersi negli spazi disegnando volumi evanescenti che sembrano librarsi nell'aria sfidando la gravità. Ad accogliere i visitatori all'ingresso è forse l'opera più suggestiva: la numero 87, realizzata trasformando il vetro in micro filamenti che vengono arrotolati attorno a un anello diventando opalescenti. Camminando per le stanze del palazzo, un tempo sede del tribunale berlinese, le opere si susseguono ripercorrendo la storia di Bocci e di Omer Arbel. È lui a raccontare la genesi del progetto. «Ho studiato architettura ma durante l'università ho sempre sentito il bisogno di entrare in contatto diretto con i materiali, creando oggetti con le mie mani. Una volta laureato mi sono orientato istintivamente verso il mondo del design e dell'artigianato, giungendo soltanto in un secondo momento all'illuminazione». Un incontro, quello con il vetro, avvenuto casualmente durante la realizzazione di una mostra a New York nel 2004, quando Omer si rende conto di aver bisogno di un'opera in più. «I materiali sono da sempre la mia ossessione e il vetro è il più magico di tutti. Quando ho deciso di avvicinarmi a questo materiale ho deciso di affidarmi all'esperienza di alcuni mastri vetrai di Vancouver. In Canada c'è una grande tradizione legata alla lavorazione del vetro che si è sviluppata negli anni Sessanta con il movimento degli hippie. Sono stati loro a portare l'arte vetraria veneziana in tutto il Nord America, reinterpretandola in modo nuovo. Tutt'oggi collaboro con artigiani del vetro con cui ho costruito un rapporto di grande stima e fiducia».

La collaborazione con gli artigiani è alla base di opere che sperimentano i territori del possibile e che fondono il design con l'antica arte del vetro. Ogni scultura, nominata con un numero, esplora le potenzialità dei materiali di cui è composta. Ne è un esempio la numero 44, realizzata attraverso una colata di alluminio versata in un contenitore riempito con moduli simili a rocce di sabbia. Oppure la 84, dove un sottile cestello in rete di rame viene immerso nel vetro caldo. Le sorgenti luminose dialogano con le strutture materiche creando effetti dall'impatto scenico. Più che illuminare semplicemente, le opere di Bocci scolpiscono gli ambienti rendendo materica la luce. Ed è proprio questo l'obiettivo di Arbel. «L'idea alla base delle nostre creazioni è quella di dare una densità all'atmosfera. Mi spiego: se ci facciamo caso, nelle città particolarmente inquinate i tramonti sono particolarmente belli. È tremendo, ma è così. Questo effetto è dato dal fatto che le particelle di anidride carbonica rifrangono i raggi di luce creando effetti affascinanti. Attraverso le mie opere vorrei condensare l'aria, creando spazi dell'immaginazione che proiettano il corpo dove non è mai stato».

A seguire questo filo conduttore sono anche le opere che verranno presentate durante il Salone del Mobile: la numero 74, un nuovo sistema di faretti LED con sfere cromate delicatamente sospese al soffitto, la 73V, una plafoniera in vetro soffiato e la 57V, nuova versione opalina della numero 57. «La collezione 2019 nasce da un ulteriore approfondimento della conoscenza del vetro. Abbiamo rafforzato i rapporti con i nostri collaboratori e aumentato la raffinatezza delle componenti ingegnerizzate. A Euroluce presenteremo nuove versioni delle opere 57 e 73, in produzione già da anni ma che fino a poco tempo fa erano molto impegnative dal punto di vista tecnico. Inoltre, sveleremo la numero 74, un nuovo sistema di illuminazione basato su intersezioni di cavi a bassa tensione». Le tre novità saranno affiancate da nuove lampade da tavolo e da terra oltre ad alcuni dei pezzi più riconoscibili del marchio in nuove colorazioni. Il tutto verrà esposto in uno stand di 400 mq progettato da Omer Arbel con il team del suo Omer Arbel Office.

Omer Arbel
Lo showroom Bocci di Berlino - Credits: Foto: Gwenael
Lo showroom Bocci - opera 44
Lo showroom Bocci di Berlino - opera numero 84 - Credits: Foto: Gwenael
L'opera numero 87
Lo showroom Bocci di Berlino - Credits: Foto: Gwenael
Lo showroom Bocci di Berlino - Credits: Foto: Gwenael
Collezione 2019: teaser 57V
Collezione 2019: teaser 73V
Collezione 2019: teaser 74
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