Camerino al Centro - visual in collaborazione con Stefania Iannell
Uno schizzo del progetto Camerino al Centro
Camerino al Centro - render
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Ilaria Marelli
Storytelling

Camerino al Centro: il negozio del futuro secondo Ilaria Marelli

Il Coronavirus ha aperto nuovi scenari. In tutti i campi. E nel settore del retail, ha fatto da scintilla per riflessioni su come riorganizzare i punti vendita in modo da garantire un'esperienza di acquisto sicura in tutti gli aspetti. Un processo già in atto, quello dell'innovazione dei negozi e della commistione tra fisico e virtuale, che ora deve accelerare. Proprio da qui è nato il concept di Il Camerino Al Centro della designer Ilaria Marelli.

«Da tempo si parla di iper-digitalizzazione dei punti vendita. Ma che tipo di digitalizzazione? I camerini digitali e la sensoristica di tracciamento visivo sono soluzioni che, ammettiamolo, non trovano una vasta applicazione reale a causa dei costi di impianto e di manutenzione, ma anche a causa dell’arretratezza nella gestione del punto vendita. Anche l’utente, quando passa da un’esperienza online a una reale, vuole un’immediatezza fisica della relazione, una serendipity dell’incontro che è il sapore dello shopping fisico», racconta Ilaria Marelli.

Obiettivo di Il Camerino al Centro è unire il meglio dell'online e del negozio fisico, offrendo un servizio al cliente più efficiente e riducendo le dimensioni dei punti vendita, rendendoli al contempo più diffusi nel territorio. Un format ibrido capace di scardinare il tradizionale layout del retail in cui lo spazio dedicato ai salottini di prova è molto spesso sacrificato. «Perché ai camerini viene spesso dedicato pochissimo spazio, quando in realtà sono il luogo più importante dove si decide se acquistare o meno?», si chiede la designer.

Il progetto prevede un catalogo online, dove l'utente può fare una prima selezione dei capi che desidera. Una volta selezionati, i capi vengono poi recapitati in un punto vendita fisico dove l'utente può provarli in un orario stabilito. Nel negozio troverà un ambiente sanificato con una barra porta abiti o scaffale a lui dedicato.

Protagonisti sono quindi i camerini, mentre il resto del negozio viene dedicato all’esposizione dei prodotti “must have” della stagione, uno spazio ridotto a rotazione frequente. Grande spazio, poi, a vetrine digitali (per intrattenere il cliente durante la coda) e punti informativi interni dove visionare online i prodotti non presenti in negozio. Una soluzione ibrida a metà tra hub logistico e showroom, che ottimizza sia i costi del “last mile” del delivery (e dei resi dell’online), sia i costi di affitto del retail grazie a spazi più piccoli e territorializzati.