Fotogramma tratto da “INLighten”, AVR London e Anise Gallery
Fotogramma tratto da “INLighten”, AVR London e Anise Gallery
Fotogramma tratto da “INLighten”, AVR London e Anise Gallery
Fotogramma tratto da “INLighten”, AVR London e Anise Gallery
Fotogramma tratto da “INLighten”, AVR London e Anise Gallery
Storytelling

Un’abatjour per mettere in luce la crisi degli alloggi a Londra

Milano Design Film Festival

INLighten è un cortometraggio sul tema della crisi degli alloggi a Londra, prodotto da AVR London, un collettivo di artisti, architetti e ricercatori, specializzati nel mondo dell’animazione e montaggi video, anche in tempo reale e in ambienti virtuali.

INLighten porta alcuni simboli della domesticità, come una lampada a paralume e una poltrona con tappeto, in alcuni dei moltissimi spazi abbandonati e di risulta della città, tra viadotti, ponti e infrastrutture o cortili di complessi abitativi. Il video è girato di notte in spazi piccoli e scomodi tra edifici già esistenti che potrebbero essere utilizzati come abitazioni, mostrandone il potenziale. Londra è infatti fortemente carente di alloggi e con affitti alle stelle che vanno a esacerbare le precarie condizioni di vita di molti e l’aumento dei senzatetto. La domanda di alloggi sociali cresce e non esiste attualmente un vero tavolo di lavoro per soluzioni che non spingano i bisognosi ulteriormente ai margini.

«INLighten è iniziato come progetto di collaborazione tra AVR Londra e Anise Gallery», racconta Joseph Robson, fondatore di AVR London. «Abbiamo impiegato quattro serate per il girato e due settimane per la post produzione. È stato un processo collaborativo a bassissimo budget: ad esempio, gli arredi sono stati forniti dal negozio Second Hand Furniture di Bermondsey e abbiamo utilizzato le apparecchiature di ripresa che avevamo in casa. Per noi è stato divertente e interessante produrre qualcosa di completamente diverso da ciò che facciamo di solito. Le location selezionate sono per lo più a sud di Londra, vicino alla Galleria e AVR, così da facilitare lo spostamento del materiale da un luogo all’altro. Ma le ‘sacche di spazio’ potrebbero essere ovunque, per questo abbiamo introdotto prospettive su luoghi d’interesse riconoscibili come il Tower Bridge, giocando con il contrasto con questi spazi vuoti e riportando l’attenzione su Londra. In realtà, in questi spazi non potrebbe essere costruita alcuna abitazione, ma ciò che ci interessa è mettere luce sul problema e il fatto che gli alloggi sociali possano essere costruiti in scala minore anche all’interno della città, senza spingere le persone fuori Londra ove non possono permettersi di rimanere».

Che tipo di tecniche di ripresa sono utilizzate nel video? «Tutto è stato girato in modo statico su un treppiede, a parte i fotogrammi finali girati a mano libera. Il taglio tra le varie riprese è stato fatto in post-produzione e sia la narrazione che la trama sono state formulate dopo le riprese. È stato un processo molto organico: anche l’audio è venuto in funzione della successione delle immagini».

Il video è molto eloquente, proprio perché semplice e fortemente simbolico. Non stupisce la viralità che ha suscitato in rete intorno al tema. Obbiettivo raggiunto, quindi. E speriamo che l’attenzione sul problema degli alloggi non si spenga con l’abatjour nel video.