Trademark #7, 1962 Oil, ink, and tape on paper UBS Art Collection - Credits: ©Ed Ruscha. Courtesy of the artist and Gagosian
Double Standard, 1970 Screenprint UBS Art Collection - Credits: ©Ed Ruscha. Courtesy of the artist and Gagosian.
Ed Ruscha - Credits: Getty Images
Il Louisiana Museum
Il Louisiana Museum
Mary Rozell, Global Head of the UBS Art Collection, and Anders Kold, Curator and Head of Acquisitions at the Louisiana Museum of Modern Art and curator of the exhibition. Ed Ruscha VERY, 17.05. – 19.08. Installation views. - Credits: Credit: Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek, DK Photo: Poul Buchard Brøndum & Co Artworks: UBS Art Collection © Ed Ruscha. Courtesy of the artist and Gagosian.
Gas,1962 Lithograph UBS Art Collection - Credits: ©Ed Ruscha. Courtesy of the artist and Gagosian
Spam Study, 1961-62 Oil on canvas UBS Art Collection - Credits: ©Ed Ruscha. Courtesy of the artist and Gagosian
Vanish, 1972 Oil on linen UBS Art Collection - Credits: © Ed Ruscha. Courtesy of the artist and Gagosian
Very, 1973 Pastel on paper UBS Art Collection - Credits: ©Ed Ruscha. Courtesy of the artist and Gagosian. Photo by Emily Hodes
Year after Year, 1973 Gunpowder on paper UBS Art Collection - Credits: © Ed Ruscha. Courtesy of the artist and Gagosian
Ed Ruscha VERY, 17.05. – 19.08. Installation views. Credit: Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek, DK - Credits: Photo: Poul Buchard Brøndum & Co
Ed Ruscha VERY, 17.05. – 19.08. Installation views. Credit: Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek, DK - Credits: Photo: Poul Buchard Brøndum & Co Artworks: UBS Art Collecton © Ed Ruscha. Courtesy of the artist and Gagosian.
Ed Ruscha VERY, 17.05. – 19.08. Installation views. Credit: Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek, DK - Credits: Photo: Poul Buchard Brøndum & Co Artworks: UBS Art Collection © Ed Ruscha. Courtesy of the artist and Gagosian
Ed Ruscha VERY, 17.05. – 19.08. Installation views. Credit: Louisiana Museum of Modern Art, Humlebaek, DK - Credits: Photo: Poul Buchard Brøndum & Co
Storytelling

California dreaming: la pop art di Ed Ruscha

Se abbiamo una certa idea della California, con le sue autostrade punteggiate da benzinai e drugstore, è anche grazie a Ed Ruscha. Nato nel 1937 nel Nebraska e trasferitosi a Los Angeles nel 1956 per studiare al California Institute of Art - dove conobbe artisti come Edward Kienholz, Robert Irwin, John Altoon, Larry Bell e Ken Price – diventò celebre per i suoi disegni capaci di restituire l'atmosfera della Hollywood dei tempi, venendo fin da subito associato alla pop art e al movimento beat.

Della pop art, però, il lavoro di Ed Ruscha fa scoprire un lato ben poco conosciuto, meno eccentrico ma grandiosamente sfaccettato. A fare luce sulla sua produzione artistica è la mostra Very (fino al 17 agosto), allestita al Louisiana Museum di Copenhagen, che raccoglie 54 lavori provenienti dalla collezione della banca svizzera UBS, una delle più vaste al mondo con oltre 30.000 opere d'arte. A loro sono affiancate altre quattro opere realizzate recentemente dall'artista. Le stampe, i dipinti e i lavori su carta aprono uno squarcio sulla produzione artistica di Ed Ruscha rivelandone il contributo essenziale all'arte degli anni '60.

«Mi piace pensare che da noi si offra cibo per la mente» - ha detto Anders Kold, curatore e Head of Acquisitions del Louisiana Museum (nonché curatore della mostra) - «Per questo, oltre a grandi nomi dell'arte moderna e contemporanea, scegliamo di presentare artisti che stimolano a riflettere su quello che conosciamo già – o che pensiamo di conoscere - attraverso nuove prospettive. È quello che abbiamo fatto con Very di Ed Ruscha: le sue opere consentono di guardare la pop art da un'angolazione diversa». A raccontare la nascita del progetto espositivo è Mary Rozell, Global Head of the UBS Art Collection: «Ho voluto organizzare una mostra su Ed Ruscha fin dal primo momento in cui ho assunto questo ruolo. Penso che le sue opere abbiano apportato un contributo fondamentale all'arte contemporanea non solo americana, ma anche mondiale. I suoi lavori erano sparsi in varie sedi UBS in tutto il mondo e abbiamo dovuto recuperarli un po' qua e un po' là. Anders Kold la pensava esattamente come me ed eccoci qui».

Interessato all'architettura e al design, Ed Ruscha vi si avvicinò dapprima attraverso la fotografia, con la pubblicazione di piccoli libri fotografici contenenti immagini di palazzi e stazioni di benzina, poi attraverso il disegno, sua grande passione fin dai tempi dell'infanzia. Opere come Large Trademark with Eight Spotlights (1961), con la riproduzione del logo della 20th Century Fox, e Standard Station (1966) esemplificano la curiosità di Ruscha verso il cinema e la cultura popolare. Una curiosità che si traduceva in opere che forgiavano l'idea della California non solo in Europa, ma anche nella stessa America e nella New York di Andy Warhol. «Le opere di Ed fanno riflettere sulle radici dell'immagine odierna della California», continua Kold. «Dietro al disegno di una stazione di benzina, c'era la visione di una nuova America: quella del Dopoguerra, del nascente capitalismo e del consumismo».

A fare da collante tra i molteplici interessi di Ruscha è una spiccata attitudine all'ironia e al gioco, che spesso l'ha portato a mettere in discussione i significati tradizionali delle parole per crearne di nuovi. Ne nascevano opere come Adios (1967), Steel (1967–9) e Year after Year (1973), in cui campeggia una sola parola dipinta con materiale organico come caviale, ketchup, cioccolato, polvere da sparo e tabacco. «Il suo modo di giocare con le parole più ordinarie rendendole straordinarie è semplicemente unico. Ogni termine viene lavorato fino a diventare quasi erotico: Ed Ruscha ha aperto il linguaggio alla sperimentazione. Attraverso le parole riesce ad aprire mondi paralleli e suggerisce associazioni di pensiero inaspettate», racconta Kold.

Mai nella vita Ed Ruscha ha smesso di sperimentare. E anche se la sua necessità di confrontarsi con diverse forme d'arte lo ha portato talvolta a non essere compreso fino in fondo, sono tanti a riconoscerlo come uno degli esponenti più iconici e seminali della pop art. «Ed Ruscha non ha mai voluto spiegare troppo le sue opere: lui vuole che ognuno sia libero di darne il significato che desidera. Con le sue parole onomatopeiche, i suoi paesaggi architettonici e i suoi disegni grafici, ha sempre voluto stimolare l'immaginazione del pubblico. Senza dire nulla, dice tutto. È questo il grande merito di Ed Ruscha».

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