Storytelling

Genova e l’architettura

Non è difficile comprendere quanto il crollo del ponte Morandi rappresenti una ferita aperta per la città di Genova. Stretta tra mare e monti, si sviluppa orizzontalmente occupando una lingua di terra scoscesa e sconnessa. Una terra bisognosa di ponti e connessioni, che da sempre costituiscono elementi architettonici familiari ai genovesi. Si vive stretti qui, eppure lontani. Per questo, nei decenni sono state costruite centinaia di passerelle che uniscono palazzi, strade e passaggi pedonali. Le chiamano Passerelle Volanti, e sono piccoli ponti che collegano persone, luoghi e destinazioni. Ponti silenziosi, attraversati migliaia di volte durante il giorno, da cui osservare una città labirintica e introversa, che nasconde e che a volte confonde. Una città che nasconde soprattutto gioielli architettonici, in cui l'antico si fonde con il moderno. È difficile trovare a Genova – oltre all'intervento al Porto Antico e all'Acquario di Renzo Piano – grandi monumenti di architettura contemporanea. E la ricchezza di Genova, del resto, sta proprio in altro, ovvero nell'intreccio tra passato e presente. Negli ambienti ipogei della Cattedrale di San Lorenzo, ad esempio, si nasconde il Museo del Tesoro, uno dei capolavori di Franco Albini, maestro del razionalismo italiano, mentre può capitare che zigzagando tra i vicoli si aprano scenari inaspettati, come quelli del palazzotto brutalista affacciato sui Giardini di Plastica. Palazzi seicenteschi accolgono negozi di design e hotel di pregio che interloquiscono con la storia, dando vita a squisite contaminazioni architettoniche. L'antico si mescola al moderno e al contemporaneo, e Genova sembra una maestra nel farlo.

All'ombra di una tragedia che ha segnato la città nel vivo del proprio amore (e dipendenza) per l'elemento architettonico del ponte - metafora di una Genova che unisce e connette - abbiamo creato un itinerario per scoprire un volto inedito della città. Una piccola guida alle gemme architettoniche di Genova che tratteggia un'immagine molto lontana dalle cartoline. E per questo, ancor più affascinante.

Palazzo Rosso e Palazzo Bianco

Situati su via Garibaldi, fanno parte con Palazzo Doria Tursi dei Musei di Strada Nuova e sono due dei 42 palazzi iscritti ai Rolli di Genova, riconosciuti Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Il primo, realizzato tra il 1671 e il 1677, è ornato dagli affreschi dei maggiori pittori del Seicento ligure e ospita le opere collezionate nei secoli dalla famiglia Brignole-Sale, tra cui spiccano i lavori di Dürer, Veronese, Guercino, Strozzi, Grechetto e Van Dyck. Il secondo, costruito tra il 1530 e il 1540 come dimora della famiglia Grimaldi, presenta un'importante raccolta di pittura genovese, italiana ed europea realizzata tra il XVI e il XVIII secolo, tra cui Caravaggio, Rubens, Jean Provost e Murillo. Oltre alla rilevanza delle opere esposte, vale la pena visitare i due palazzi per l'intervento allestitivo realizzato negli anni Cinquanta da Franco Albini, che progettò un sistema di supporti mobili metallici che permettono ai visitatori di entrare in contatto diretto con le opere, osservando anche il retro di ogni quadro. Sintesi della poetica dell'architetto è poi la scala ottagonale sostenuta da tiranti metallici a Palazzo Rosso, nonché l’appartamento progettato per Caterina Marcenaro, un tempo responsabile dei musei del Comune di Genova, nella soffitta di Palazzo Rosso. Uno spazio sospeso nel passato, caratterizzato dalla commistione tra antico – con le opere collezionate dalla Marcenaro – e moderno, grazie ad elementi come il camino disegnati dallo stesso Albini.

Il Museo del Tesoro di San Lorenzo

È il vero gioiello genovese di Franco Albini ed è anche una delle cripte più suggestive che capiti di vedere. Situato negli ambienti sotterranei della Cattedrale di San Lorenzo, nel centro storico di Genova, fu realizzato su progetto di Franco Albini tra il 1952 e il 1956. È considerato uno dei capolavori del razionalismo italiano del dopoguerra, nonché vera e propria “opera d'arte”: il progetto si sviluppa attraverso tre camere circolari che riprendono l’idea della tholos micenea. Tra gli spazi in pietra grigia e cemento armato, immersi nella penombra si stagliano circa cinquanta oggetti tra reliquari, statue, ori e argenti, come il Sacro Catino, giunto a Genova nel XII secolo come bottino di guerra, la Croce degli Zaccaria, reliquiario bizantino della Vera Croce, e l’Arca detta del Barbarossa, del XII secolo. Qui il disegno del pavimento riflette quello del soffitto, innervato da travetti in cemento disposti a raggiera. A scolpire gli spazi, insieme al progetto architettonico in sé, sono le luci e le ombre, orchestrate magistralmente. La delicatezza del progetto di Albini, che non scalfisce la sacralità del luogo ma che anzi, la esalta, ne fa uno dei luoghi più intimi e d'impatto di tutta la città.

Gli uffici comunali

Arroccati su quel pendio che da Palazzo Tursi sale a Castelletto, si trovano gli uffici comunali progettati da Franco Albini negli anni Cinquanta. Costituiti da due corpi di fabbrica paralleli sono caratterizzati da un andamento degradante per non chiudere la visuale sulla città. Gli interni, destinati agli uffici comunali, sono pensati per essere completamente flessibili e modulari, con ambienti ampi e pareti spostabili. La struttura è costruita con ossatura in cemento armato e tamponamenti in mattoni, mentre il rivestimento è in pietra di Finale chiara con cornici marcapiani in lastre di ardesia.

Palazzo Reale

Poco distante dalla Stazione di Piazza Principe, in via Balbi 10, ha sede uno degli edifici storici più importanti della città: Palazzo Reale. Costruito tra il 1643 e il 1650, fa parte dei Rolli di Genova ed è stato riconosciuto Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Il Museo del Palazzo ospita fino al 10 marzo una mostra dedicata ad Anton Maria Maragliano, uno dei più importanti autori genovesi di sculture lignee. Curata da Daniele Sanguineti, l'esposizione ha il merito di approfondire per la prima volta in maniera specifica la figura dell'artista, ripercorrendo la storia della Genova di fine Seicento, con le sue botteghe, le Casacce (potenti confraternite) e le festose processioni.

Il palazzotto brutalista e i Giardini di Plastica

Per tanti anni, fu il luogo dello spaccio genovese. E per altrettanti anni fu considerato il luogo più brutto di Genova, con il suo degrado contornato da un triste edificio in stile brutalista. Oggi, però, che il brutalismo suscita sentimenti nostalgici in tutto il mondo, il palazzotto affacciato sui celebri Giardini di Plastica rappresenta un volto affascinante della città. Una zona poco visitata dai turisti, ma che racconta molto della storia di Genova.

Il palazzo in stile newyorkese di via delle Fontane

In via delle Fontane, il polo didattico dell'Università di Genova ha sede in un singolare palazzo in stile newyorkese. Non se ne conosce né l'architetto né la storia, ma si tratta di una struttura decisamente inusuale, che si distacca nettamente dall'assetto architettonico della città.

Via Garibaldi12

È l'indirizzo di riferimento per gli appassionati di design: al primo piano nobile di Palazzo Campanella, riconosciuto Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, si trova Via Garibaldi12. Un negozio-showroom in cui il classico e il contemporaneo dialogano tratteggiando un ambiente suggestivo e arioso, dove una selezione raffinatissima di oggetti di design vive fianco a fianco con i preziosi affreschi del '500.

Hotel Palazzo Grillo

Costruito nel 1545 per volere di Domenico Grillo, fa parte dei Rolli di Genova. Oggi accoglie l'hotel Palazzo Grillo, una dimora di charme in cui elementi di design contemporaneo si fondono alle atmosfere ricche di storia dell'edificio. I marmi e gli affreschi del pittore Gio. Battista Castello detto il Bergamasco, accoglie anche alcuni decori di Domenica Piola. La meravigliosa scala all'ingresso conduce alla suggestiva Sala del Camino e al Salone Clelia.

Luzzati Lab

In Vico San Donato, negli ambienti suggestivi di un ex capannone industriale, un tempo laboratorio del grande scenografo e illustratore Emanuele Luzzati, è stato inaugurato da circa un anno Luzzati Lab, uno spazio multifunzionale destinato alla contaminazione tra le arti, alle mostre e agli spettacoli. Costola del Teatro della Tosse, è un nuovo punto di riferimento per la creatività della città. Qui, il 15 e il 16 dicembre andrà in scena Mizar, evento che vuole fare il punto sull'editoria indipendente italiana presentando una selezione di editori da tutta Italia, oltre a incontri, talk e dibattiti con gli autori.

Il progetto: Passerelle Volanti

«Supponendo di avere tutte le chiavi di Genova, di ogni sua porta e cancello, sarebbe possibile scendere al porto o salire in collina da qualsiasi punto solo entrando e uscendo dai suoi palazzi». Parte da qui il progetto fotografico dell'architetto Matteo Orlandi, un'indagine su quei ponti sospesi – le cosiddette Passerelle Volanti – che punteggiano la città. Elementi architettonici quasi invisibili, eppure utilissimi. La loro rilevanza è architettonica e al contempo sociologica. A osservarli da una nuova prospettiva, creando un racconto inedito della città, è Matteo Orlandi, che li censisce creandone una mappa. Il progetto, esposto presso gli spazi espositivi dell'Hotel palazzo Grillo, è anche raccontato nel libro Passerelle Volanti – Genova camminando sospesi (Tuss Edizioni), che intreccia le fotografie di Orlandi alle voci di Ester Armanino, Brunetto De Batté, Giancarlo De Carlo e Predrag Matvejević.

Palazzo Bianco - Interni
La Spianata di Castelletto - Credits: Foto Xedum
Il centro storico
Un'altra immagine del centro storico
Genova di notte, vista dall'alto
Palazzo Bianco - esterni
Palazzo Rosso - Interni
Palazzo Rosso - la scala a chiocciola progettata da albini
Palazzo Rosso - l'appartamento di Caterina Marcenaro progettato da Franco Albini e Franca Helg
Palazzo Rosso - l'appartamento di Caterina Marcenaro progettato da Franco Albini e Franca Helg
Palazzo Rosso - Esterni
Passerelle Volanti, il progetto fotografico di Matteo Orlandi
Passerelle Volanti, il progetto fotografico di Matteo Orlandi
Il porto antico
Lo Spazio Via Garibaldi 12
Lo spazio Via Garibaldi12
Luzzati Lab
Places
Una giornata all’Ange Volant, progettata da Gio Ponti negli anni 20
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